I visti per vivere a Dubai: lavoro, società, freelance e lavoro da remoto
I visti di residenza per vivere a Dubai a ottobre 2026: da dipendente, da socio di una società, da freelance con la Green Visa, per il lavoro da remoto. Emirates ID, test medico, la regola dei sei mesi fuori e come si porta la famiglia.
11 min di lettura di Filippo Angeloni
In breve. Per vivere a Dubai serve un visto di residenza. Le strade principali sono cinque: da dipendente di un'azienda negli Emirati, da socio di una società, da freelance (con la Green Visa), da lavoratore da remoto per un datore di lavoro estero, oppure la Golden Visa per investitori e profili qualificati. Con il visto arrivano l'Emirates ID e il test medico. Con un visto ordinario, se resti fuori dagli Emirati per più di sei mesi di fila il visto decade. E il visto non è residenza fiscale: per l'Italia conta dove vivi davvero.
Qui guardo i visti dal punto di vista di chi parte dall'Italia, con i requisiti delle autorità emiratine a ottobre 2026. Il quadro generale, tasse comprese, è nella guida alla residenza a Dubai.
Quali visti esistono per vivere a Dubai?
I visti di residenza che interessano a un italiano sono cinque. Si differenziano per chi fa da sponsor, cioè chi garantisce per te davanti all'Immigrazione: un datore di lavoro, una società, oppure tu stesso.
| Visto | Sponsor | Durata | Requisito chiave |
|---|---|---|---|
| Dipendente | Il datore di lavoro | Legata al contratto | Permesso di lavoro del MoHRE |
| Socio o investitore | La tua società | Legata alla licenza | Licenza in free zone o sul mainland |
| Green Visa da freelance | Tu stesso | 5 anni | Permesso freelance, laurea, reddito |
| Remote work | Tu stesso | 1 anno, rinnovabile | 3.500 $ al mese da un datore di lavoro estero |
| Golden Visa | Tu stesso | 10 anni | Investimento, impresa, stipendio alto o talento |
Gli Emirati Arabi Uniti sono una federazione di sette emirati. Le regole sui visti sono federali, ma le pratiche passano da uffici diversi: a Dubai dalla GDRFA (General Directorate of Residency and Foreigners Affairs), negli altri emirati dall'ICP, l'autorità federale per l'identità e la cittadinanza. Alcune condizioni di dettaglio cambiano fra le due, e lo segnalo dove conta.
Come funziona il visto da dipendente?
Il visto da dipendente lo chiede il datore di lavoro, che fa da sponsor. Prima del visto serve il permesso di lavoro del ministero del Lavoro emiratino, il MoHRE: secondo il portale del governo, lavorare negli Emirati senza un permesso valido è illegale.
Tre cose da sapere:
- L'assicurazione sanitaria la paga l'azienda. Dal 1° gennaio 2025 il datore di lavoro privato deve comprare l'assicurazione prima di chiedere il rilascio o il rinnovo del visto, secondo il portale u.ae. A Dubai la legge sull'assicurazione obbligatoria vieta di trattenerne il costo dallo stipendio.
- Il visto segue il contratto. Se il rapporto finisce, il visto perde il suo sponsor. Quanto tempo hai per trovarne un altro o partire dipende dal tipo di permesso: verificalo prima, non quando serve.
- Lo stipendio decide cosa puoi fare dopo. Con almeno 15.000 AED al mese (circa 3.650 €), una laurea e una qualifica nei livelli professionali da 1 a 3 del MoHRE puoi chiedere la Green Visa da lavoratore qualificato, che non dipende più dal datore di lavoro. Con almeno 30.000 AED al mese (circa 7.300 €) e un livello professionale 1 o 2 del MoHRE si apre la Golden Visa.
Gli importi in euro qui e nel resto dell'articolo sono indicativi, al cambio di circa 4,11 AED per euro di fine ottobre 2026.
Si può avere il visto aprendo una società a Dubai?
Sì. Chi apre una società in una free zone o sul mainland può avere un visto da socio o investitore, sponsorizzato dalla società. È la strada più usata da chi va a Dubai per lavorare in proprio.
Il numero di visti dipende dalla licenza e dall'ufficio. Un esempio con dati ufficiali: nella free zone DMCC il pacchetto «Basic Biz» dà diritto a un visto, il «Jump Start» ne include uno e dà diritto a tre. Ogni free zone ha le sue regole.
Due avvertenze:
- Capitale minimo. L'ICP, per la Green Visa da socio, chiede la prova dell'investimento e le licenze, ma non indica un importo minimo. Le soglie che girano online per il visto da socio non le ho trovate su fonti ufficiali: chiedile per iscritto all'autorità della free zone.
- Il visto dipende dalla società. Se la licenza non viene rinnovata, cade anche il visto.
Come si sceglie fra free zone e mainland, quanto costa e cosa guarda il Fisco italiano è in aprire una società a Dubai.
Esiste ancora il visto da freelance a Dubai?
Sì. A ottobre 2026 il permesso freelance del MoHRE esiste ancora: secondo il portale u.ae è uno dei tredici tipi di permesso di lavoro, pensato per chi lavora in proprio senza un datore di lavoro e senza contratto di lavoro. Nel 2026 c'è stata una consultazione pubblica sulle categorie dei permessi, ma non ho trovato una fonte ufficiale che dica che il permesso freelance sia stato abolito.
Il permesso di lavoro da solo non è il visto. Il visto che di solito lo accompagna è la Green Visa, che l'ICP concede per 5 anni, rinnovabile, a chi ha:
- il permesso freelance o di lavoro autonomo del MoHRE;
- almeno una laurea triennale, un diploma specialistico o un titolo equivalente;
- la prova di un reddito annuo stabile o della solvibilità per tutta la durata del visto;
- un reddito da lavoro autonomo di almeno 360.000 AED l'anno (circa 87.600 €) nei due anni precedenti.
La soglia di reddito è alta. Chi parte da zero, senza due anni di fatturato da dimostrare, spesso passa dalla società in free zone.
Le tariffe della GDRFA di Dubai per la Green da lavoratore autonomo, secondo la pagina del servizio, partono da 200 AED più 20 AED di contributi, con 500 AED in più se la domanda si fa dall'interno del Paese. Il costo del permesso freelance del MoHRE invece non l'ho potuto verificare su una fonte ufficiale aggiornata, e non lo scrivo.
Come funziona il visto per chi lavora da remoto?
Il visto per il lavoro da remoto (in inglese «virtual work» o «remote work») è per chi lavora per un datore di lavoro fuori dagli Emirati e vuole vivere a Dubai. Secondo la scheda dell'ICP servono:
- un passaporto valido almeno 6 mesi;
- la prova del lavoro da remoto per un'azienda estera;
- un certificato di stipendio di almeno 3.500 dollari al mese (circa 3.130 €), o l'equivalente in altra valuta.
Per il visto d'ingresso l'ICP indica 100 AED di domanda, 100 AED di rilascio e 100 AED di servizi smart. Secondo la pagina della GDRFA, il permesso dura un anno, si rinnova e permette di portare la famiglia per lo stesso periodo.
Attenzione a un dettaglio: è pensato per dipendenti di aziende estere. Se lavori in proprio per clienti esteri, la strada di solito è un'altra, il permesso freelance o la società.
Cosa sono l'Emirates ID e il test medico?
L'Emirates ID è la carta d'identità dei residenti: serve per la banca, la casa, il telefono, quasi tutto. Il test medico è l'esame obbligatorio per avere il visto. Si fanno tutti e due durante la pratica.
Emirates ID. Secondo la scheda dell'ICP costa 100 AED per ogni anno di residenza più 100 AED di servizio smart, con 150 AED in più per l'urgenza. Dai 15 anni in su si lasciano impronte e firma in un centro ICP, entro un termine: se non lo fai, la domanda viene annullata. Il passaporto deve avere almeno 3 mesi di validità.
Test medico. I test previsti per la residenza sono HIV, epatite B, lebbra, sifilide e tubercolosi, secondo il portale u.ae. A Dubai si fa nei centri della DHA. Nel catalogo ufficiale della DHA il servizio normale costa 250 AED (circa 61 €), l'express 700 e il VIP 1.020. Il catalogo è del 2022: le tariffe di oggi possono essere diverse.
Dal test dipende il visto. Se hai una condizione medica che ti preoccupa, informati prima di trasferirti, non dopo.
Si può stare fuori dagli Emirati più di sei mesi?
Con un visto ordinario, no: secondo il portale u.ae, il visto di residenza decade in automatico dopo più di 180 giorni consecutivi fuori dagli Emirati. Per rientrare serve un nuovo permesso d'ingresso.
Ci sono eccezioni, e qui contano le differenze fra emirati:
- Golden, Green e Blue Residence sono esenti, secondo l'ICP: i titolari possono rientrare in qualsiasi momento finché il permesso è valido. Per la Golden lo conferma anche la GDRFA di Dubai. Per la Green rilasciata a Dubai non ho trovato una conferma della GDRFA: se è il tuo caso, chiedila.
- Il rientro dopo sei mesi con un visto ordinario. L'ICP ha un servizio per chiederlo da fuori, con un motivo valido e una sanzione di 100 AED per ogni mese oltre i sei. Ma la stessa pagina dice che non vale per i residenti di Dubai, che devono passare dalla GDRFA.
La regola dei sei mesi è una regola dell'Immigrazione. Non ha niente a che fare con le tasse, ma ha un effetto pratico: chi vive a Dubai con un visto ordinario e passa lunghi periodi in Italia rischia sia il visto sia la residenza fiscale italiana.
Io sto valutando Abu Dhabi per me e ci vado a vedere a dicembre 2026. Le differenze fra l'ICP e la GDRFA sono una delle cose da capire prima di scegliere l'emirato, insieme a scuole e sanità, di cui parlo in vivere a Dubai.
Come si porta la famiglia a Dubai?
Il residente sponsorizza i familiari con un visto collegato al suo. Per un residente ordinario il portale u.ae indica uno stipendio di almeno 4.000 AED al mese (circa 975 €), oppure 3.000 AED più l'alloggio dato dal datore di lavoro, e una casa adeguata al numero di persone.
| Familiare | Residente ordinario | Golden Visa |
|---|---|---|
| Coniuge | Sì | Sì |
| Figlie | Se non sposate | Di qualsiasi età |
| Figli maschi | Sotto i 25 anni | Di qualsiasi età |
| Figli con disabilità | Sì | Sì |
| Genitori | Non nell'elenco di base | Sì |
Dai 18 anni in su anche i familiari fanno il test medico. A Dubai l'assicurazione sanitaria dei familiari spetta allo sponsor, se non la paga il datore di lavoro.
Le regole della Golden Visa per la famiglia, più larghe, vengono dall'ICP. Il dettaglio è in Golden Visa negli Emirati. Quanto costa portare la famiglia, fra visti, scuole e assicurazione, è in quanto costa trasferirsi a Dubai.
Il visto di Dubai ti rende residente fiscale negli Emirati?
No. Il visto ti dà il diritto di vivere negli Emirati. La residenza fiscale emiratina si dimostra con un altro documento, il certificato di residenza fiscale della Federal Tax Authority, che chiede almeno 183 giorni di presenza in dodici mesi, oppure 90 giorni insieme al visto e a una casa o a un lavoro sul posto. Ne parlo in certificato di residenza fiscale degli Emirati.
E per l'Italia non basta nemmeno quello. Secondo l'art. 2 del TUIR (dal 1° gennaio 2027 l'art. 2 del nuovo Testo unico, D.Lgs. 117/2026) sei residente in Italia se per la maggior parte dell'anno hai qui la residenza anagrafica, il domicilio, cioè le relazioni personali e familiari, oppure sei presente fisicamente.
In più gli Emirati sono ancora, a ottobre 2026, nell'elenco del DM 4 maggio 1999: chi si cancella dall'anagrafe e si trasferisce lì si presume residente in Italia, finché non dimostra il contrario. Un visto in tasca è una prova debole. Contano la casa, il lavoro, la famiglia, i giorni. Ne parlo in trasferirsi a Dubai e tasse in Italia e, per le regole generali, in residenza fiscale all'estero e i 183 giorni.
Quale visto scegliere?
Dipende da come guadagni, non da quale visto suona meglio.
- Hai un'offerta di lavoro a Dubai? Il visto da dipendente è il più semplice: lo gestisce l'azienda.
- Lavori in proprio e hai già due anni di redditi alti? La Green Visa da freelance ti rende indipendente da uno sponsor.
- Lavori in proprio e parti da zero, o vuoi fatturare con una società? Il visto da socio, con la licenza in free zone o sul mainland.
- Sei dipendente di un'azienda estera e puoi lavorare da dove vuoi? Il visto per il lavoro da remoto.
- Hai un capitale importante o un'impresa avviata? La Golden Visa, che dura dieci anni e ti lascia stare fuori a lungo.
Se non sai quale fa per te, possiamo vederlo insieme in una call gratuita: dove sei residente oggi, come guadagni, chi viene con te. Il visto e le pratiche a Dubai li segue poi uno studio professionale con sede a Dubai, indipendente da noi, come spiego nella pagina del servizio di relocation a Dubai.
Commenti