Il certificato di residenza fiscale degli Emirati: requisiti e a cosa serve
Il Tax Residency Certificate degli Emirati: i tre criteri per le persone fisiche (183 giorni, 90 giorni con visto e casa o lavoro, centro degli interessi), documenti, costi, tempi e validità, a cosa serve a un italiano e perché non dimostra da solo che non sei più residente in Italia.
9 min di lettura di Filippo Angeloni
In breve. Il Tax Residency Certificate (TRC) è il documento con cui l'autorità fiscale federale degli Emirati, la Federal Tax Authority (FTA), certifica che sei residente fiscale negli Emirati. Per una persona fisica basta uno di tre criteri: 183 giorni negli Emirati in dodici mesi; oppure 90 giorni con un visto di residenza e una casa stabile o un lavoro sul posto; oppure la residenza abituale e il centro degli interessi negli Emirati. Costa 50 AED più 1.000 AED e di solito arriva in 10 giorni lavorativi. Serve per la convenzione con l'Italia e per l'INPS, ma non dimostra al Fisco italiano che non sei più residente in Italia.
Chi si trasferisce a Dubai o ad Abu Dhabi sente parlare presto di questo certificato, spesso come se fosse la prova definitiva del trasferimento. Non lo è. È un documento utile, a volte indispensabile, ma dice una cosa sola: che per gli Emirati sei residente. Qui vediamo come si ottiene e a cosa serve davvero, con le regole a ottobre 2026. Il quadro completo del trasferimento è nella guida alla residenza a Dubai.
Cos'è il certificato di residenza fiscale degli Emirati?
È un certificato rilasciato dalla Federal Tax Authority che attesta che una persona, fisica o giuridica, è residente fiscale negli Emirati Arabi Uniti per un periodo di dodici mesi. Si chiede online, sul portale EmaraTax.
Le regole sono nella decisione del Consiglio dei ministri n. 85 del 2022 e nelle decisioni ministeriali n. 27 e n. 247 del 2023. La FTA le ha raccolte nella guida ufficiale sul Tax Resident e il TRC, aggiornata al 18 ottobre 2024, che è la fonte di quasi tutto quello che segue.
Esistono due tipi di certificato:
- ai fini di una convenzione contro le doppie imposizioni, da chiedere indicando l'altro Stato, per esempio l'Italia. Il certificato cita la convenzione;
- per altri fini, quando serve dimostrare la residenza fiscale emiratina fuori da una convenzione.
Quali sono i requisiti per una persona fisica?
Basta uno di tre criteri, contati su dodici mesi consecutivi.
| Criterio | Cosa serve | Quando ha senso |
|---|---|---|
| 1. Presenza di 183 giorni | Almeno 183 giorni negli Emirati in dodici mesi | Chi vive negli Emirati per la maggior parte dell'anno |
| 2. Presenza di 90 giorni | Almeno 90 giorni, e un visto di residenza valido (o la cittadinanza emiratina o di un Paese del Golfo), e un'abitazione permanente oppure un lavoro o un'attività negli Emirati | Chi ha un visto e una casa o un lavoro lì, ma viaggia molto |
| 3. Centro degli interessi | La residenza abituale o principale e il centro degli interessi personali ed economici negli Emirati | Chi ha lì la vita, anche con molti giorni fuori |
Come si contano i giorni, secondo la decisione ministeriale 27/2023:
- ogni giorno o frazione di giorno passato negli Emirati conta come un giorno intero;
- i giorni non devono essere consecutivi;
- si possono escludere i giorni dovuti a circostanze eccezionali fuori dal tuo controllo.
Nota la differenza con l'Italia, dove la soglia è la maggior parte dell'anno e conta anche il domicilio. Una persona può avere i 90 giorni per gli Emirati e restare residente in Italia per tutto il resto. Ci torno sotto.
Cosa conta come «abitazione permanente»?
Un'abitazione arredata, un appartamento, una stanza o un'altra dimora che hai fatto in modo di avere sempre a tua disposizione. Non serve esserne proprietari: va bene anche in affitto, se la disponibilità è continua e stabile.
Secondo la guida della FTA non conta un posto usato solo occasionalmente o per brevi soggiorni, per esempio per viaggi di lavoro, vacanza o studio. Uno degli esempi della guida è proprio quello di un turista che passa 100 giorni negli Emirati, cambiando hotel ogni volta, senza visto di residenza né lavoro sul posto: gli hotel non sono un'abitazione permanente e lui non è residente fiscale.
La guida distingue anche l'abitazione permanente, che è un luogo concreto sempre disponibile, dalla residenza abituale del terzo criterio, che è il Paese in cui una persona vive normalmente.
Quali documenti servono?
Dipende dal criterio. Per il certificato «per altri fini» la FTA chiede in genere questi documenti.
| Criterio | Documenti |
|---|---|
| 183 giorni | Emirates ID e visto di residenza, oppure passaporto con il report ufficiale di ingressi e uscite |
| Da 90 a 182 giorni | Emirates ID e visto, oppure passaporto con il report, più una prova del lavoro o dell'attività (certificato di stipendio, licenza) oppure dell'abitazione permanente (contratto d'affitto certificato, dichiarazione del proprietario, atto di proprietà con una bolletta a tuo nome) |
| Centro degli interessi | Emirates ID e visto, oppure passaporto con il report, più una dichiarazione scritta che spiega perché i tuoi interessi sono negli Emirati, con le prove, la prova della residenza principale e, se c'è, della fonte di reddito |
Per il certificato ai fini della convenzione la guida indica: Emirates ID e visto oppure passaporto con il report, una prova della residenza se pertinente e il certificato di stipendio o la fonte di reddito. Se la convenzione rimanda alla residenza secondo la legge emiratina, servono anche i documenti della tabella sopra. La FTA può sempre chiedere altri documenti.
Come si chiede e quanto costa?
Si chiede sul portale EmaraTax della FTA, scegliendo il tipo di certificato. Si paga una tassa di domanda e, dopo l'approvazione, una tassa di istruttoria.
I costi, fissati dalla decisione del Consiglio dei ministri 65/2020:
| Voce | Importo | In euro (indicativo) |
|---|---|---|
| Domanda, non rimborsabile | 50 AED | circa 12 € |
| Istruttoria e certificato elettronico, persona fisica senza partita fiscale societaria | 1.000 AED | circa 243 € |
| Istruttoria per chi è registrato alla Corporate Tax | 500 AED | circa 122 € |
| Copia cartacea | 250 AED in più | circa 61 € |
Gli euro sono calcolati con un cambio indicativo di ottobre 2026, 1 € ≈ 4,11 AED.
I tempi:
- la FTA risponde in genere entro 10 giorni lavorativi dalla domanda completa, con un'approvazione, un rifiuto o una richiesta di integrazioni;
- se chiede integrazioni, hai 30 giorni lavorativi per rispondere;
- dopo l'approvazione la tassa di istruttoria va pagata entro 30 giorni lavorativi, altrimenti la domanda può essere annullata e devi ripresentarla e ripagare i 50 AED;
- la copia cartacea arriva in circa 5 giorni lavorativi, ma solo a un indirizzo negli Emirati.
Per quale periodo vale il certificato?
Vale solo per il periodo indicato nella domanda, al massimo dodici mesi: un anno solare per le persone fisiche, oppure un altro periodo di dodici mesi. Non esiste un certificato «generico» valido finché resti negli Emirati.
Regole da conoscere:
- non si può chiedere per un periodo futuro, perché la FTA non può certificare che resterai residente;
- per l'anno in corso una persona fisica può chiederlo appena raggiunge i requisiti, per esempio dopo i primi 183 giorni;
- la FTA può ritirarlo se scopre informazioni sbagliate o se i fatti cambiano.
Chi vive negli Emirati per anni, quindi, lo chiede ogni anno. È anche il modo più semplice di costruire, anno dopo anno, la documentazione che potrebbe servirti in Italia.
A cosa serve il certificato a un italiano?
Serve soprattutto quando un reddito italiano deve essere tassato secondo la convenzione tra Italia ed Emirati. Tre casi tipici:
- Pensione INPS. Per chiedere all'INPS di non trattenere l'IRPEF su una pensione da lavoro nel settore privato serve il modulo EP-I con l'attestazione di residenza fiscale estera. Per gli Emirati è questo certificato.
- Dividendi e altre ritenute. Per avere la ritenuta ridotta prevista dalla convenzione, o il rimborso di quella pagata in più, l'art. 28 chiede un attestato ufficiale dello Stato di residenza. Anche qui serve il certificato «ai fini della convenzione».
- Moduli italiani. Se l'ente italiano ti chiede di usare un suo modulo, la FTA può timbrarlo, senza costi in più rispetto al certificato. Il modulo deve essere in inglese o arabo, o tradotto, e coprire lo stesso periodo del certificato.
Le regole della convenzione, reddito per reddito, sono in la convenzione Italia-Emirati. C'è un punto delicato su chi sia «residente» ai fini della convenzione, visto che negli Emirati le persone fisiche non pagano imposta sul reddito: ne parlo lì.
Il certificato emiratino dimostra che non sei più residente in Italia?
No. Il certificato dice che sei residente fiscale per gli Emirati. Se sei residente per l'Italia lo decide la legge italiana, e puoi essere residente per tutti e due.
Secondo l'art. 2 del TUIR, dal 2024 sei residente in Italia se per la maggior parte dell'anno hai qui la residenza civile, il domicilio (il luogo delle relazioni personali e familiari) o la presenza fisica; l'iscrizione all'anagrafe, in più, fa presumere la residenza salvo prova contraria. Dal 2027 la regola passa all'art. 2 del nuovo Testo unico, identica.
Un esempio ipotetico. Luca ha il visto, un appartamento in affitto a Dubai e ci passa 100 giorni l'anno. Gli altri 265 li passa in Italia, dove vivono moglie e figli. Per gli Emirati ha i requisiti del secondo criterio e ottiene il certificato. Per l'Italia è residente, per presenza fisica e per domicilio. Il certificato non lo protegge.
Per gli Emirati pesa anche la lista del 1999. Gli Emirati sono ancora, a ottobre 2026, nell'elenco del decreto del 4 maggio 1999: chi si cancella dall'anagrafe e si trasferisce lì si presume residente in Italia, e deve dimostrare il contrario. L'Agenzia delle Entrate, richiamando la circolare 140 del 1999, chiede la prova della perdita di ogni collegamento significativo con l'Italia e di una presenza reale e duratura all'estero, «indipendentemente dall'assolvimento» degli obblighi fiscali nel nuovo Paese.
Quindi il certificato è una delle prove, utile, ma non l'unica e non la più forte. Accanto servono il contratto di casa, il report di ingressi e uscite, il lavoro svolto negli Emirati, la famiglia, le spese di tutti i giorni. Come si costruisce il fascicolo è in trasferirsi a Dubai e tasse in Italia e, in generale, in residenza fiscale all'estero e i 183 giorni.
Se ti stai chiedendo se la tua situazione reggerebbe a un controllo, è la prima cosa che guardiamo nella call gratuita di 30 minuti, prima di qualsiasi pratica negli Emirati.
Commenti