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Aprire una società a Dubai: free zone o mainland, costi e cosa guarda il Fisco italiano

Come si apre una società a Dubai a ottobre 2026: free zone o mainland, cosa può vendere e dove, quanto costa con le tariffe ufficiali, il visto da socio, il conto in banca e perché una società gestita dall'Italia è italiana per il Fisco.

9 min di lettura di Filippo Angeloni

In breve. A Dubai una società si apre in una free zone (aree con la loro autorità, pensate per lavorare con l'estero) oppure sul mainland (il territorio ordinario, per vendere sul mercato locale). In tutte e due puoi avere il 100% delle quote. La società ti dà un visto da socio. Paga la Corporate Tax al 9% sopra 375.000 dirham, con lo 0% solo per alcune società di free zone e solo su certi redditi. E il punto che conta di più per un italiano: una società emiratina gestita dall'Italia è, per il Fisco italiano, una società italiana.

Le cifre e le norme che seguono sono quelle ufficiali a ottobre 2026. Gli euro sono indicativi, al cambio di circa 4,11 AED per euro. Il quadro generale è nella guida alla residenza a Dubai.

Free zone o mainland: che differenza c'è?

La differenza è dove puoi vendere. Una società di free zone lavora con l'estero e con altre società di free zone; per vendere sul mercato locale degli Emirati le serve un passaggio in più. Una società mainland lavora su tutto il mercato emiratino.

Free zone Mainland
Chi rilascia la licenza L'autorità della singola free zone A Dubai il Department of Economy and Tourism (DET)
Soci stranieri 100% 100% per la maggior parte delle attività
Vendere sul mercato locale Tramite distributore, filiale o permesso Sì
Corporate Tax 0% sul reddito qualificante se è una QFZP, 9% sul resto 0% fino a 375.000 AED, 9% sopra
Visto da socio Sì, secondo la licenza Sì

Sul mainland il socio emiratino non serve più per la maggior parte delle attività. Lo ha cambiato il decreto-legge federale 26/2020, confluito poi nella legge sulle società commerciali 32/2021, come spiega il portale del governo. Restano limiti per le attività «a impatto strategico».

Le free zone sono tante, ognuna con le sue regole, i suoi prezzi e le sue attività ammesse. Alcune sono specializzate (finanza, media, commercio di materie prime), altre generaliste.

Una società di free zone può lavorare con clienti di Dubai?

Sì, ma non liberamente. Secondo il portale u.ae, per vendere sul mercato locale una società di free zone passa da un distributore con licenza mainland, oppure apre una filiale o una società sul mainland.

A Dubai dal 2025 c'è una strada in più. La Risoluzione del Consiglio esecutivo n. 11 del 2025 permette alle società di free zone di operare sul mainland di Dubai con una licenza del DET, per esempio per una filiale. Da ottobre 2025 esiste anche il Free Zone Mainland Operating Permit, che secondo l'ufficio stampa del governo di Dubai costa 5.000 AED ogni sei mesi (circa 1.215 €) e copre, in prima battuta, attività come tecnologia, consulenza, design e servizi professionali. Sui ricavi fatti sul mainland si paga la Corporate Tax al 9%.

Se i tuoi clienti sono soprattutto a Dubai, il mainland va valutato fin dall'inizio.

Quanto costa aprire una società a Dubai?

Dipende dalla free zone, dall'attività, dal numero di visti e dall'ufficio. Non esiste un prezzo unico, e diffida di chi ne dà uno senza chiederti cosa fai. Per dare un ordine di grandezza con dati ufficiali, ecco la free zone DMCC, che pubblica le sue tariffe.

Voce DMCC AED Euro indicativi
Licenza annuale 20.285 4.935
Registrazione 9.020 2.195
Domanda 1.035 250
Atto costitutivo 2.020 490
Establishment card (all'anno) 1.825 445
Postazione «flexi desk» 16.000–19.000 3.900–4.600

Fonte: tabella delle tariffe DMCC. La DMCC vende anche pacchetti: il «Basic Biz» costa 35.484 AED (circa 8.630 €, solo soci persone fisiche, diritto a un visto), il «Jump Start» 43.780 AED con il flexi desk (circa 10.650 €, un visto incluso, diritto a tre).

Altre free zone costano meno. Alcune, come IFZA, dichiarano di non chiedere capitale versato né ufficio sotto un certo numero di visti, ma i loro prezzi non li ho potuti verificare su fonti ufficiali e non li riporto. Lo stesso vale per i costi di una licenza mainland del DET, che cambiano con l'attività.

A questi costi si aggiungono ogni anno il rinnovo della licenza, i visti (con Emirates ID e test medico), la contabilità e, per chi vuole lo 0% in free zone, il bilancio certificato. Il conto completo di un trasferimento, casa e scuole comprese, è in quanto costa trasferirsi a Dubai.

Che tasse paga una società a Dubai?

Dagli esercizi iniziati dal 1° giugno 2023 paga la Corporate Tax: 0% fino a 375.000 AED di reddito imponibile (circa 91.200 €) e 9% sulla parte che eccede. Le società di free zone che rispettano tutte le condizioni per essere Qualifying Free Zone Person pagano lo 0% sul reddito qualificante e il 9% sul resto, senza la fascia esente.

L'errore più comune è pensare che la free zone basti per lo 0%. Secondo il bollettino della Federal Tax Authority, le attività qualificanti sono un elenco preciso (produzione, logistica, gestione di fondi, servizi infragruppo e poche altre), e le operazioni con persone fisiche sono, salvo eccezioni, attività escluse. La consulenza fatturata a clienti fuori dalle free zone, di regola, non è reddito qualificante.

Ogni società deve registrarsi alla Corporate Tax entro tre mesi dalla costituzione, secondo la Federal Tax Authority: chi non lo fa paga una sanzione di 10.000 AED. Il dettaglio, con la Small Business Relief per chi fattura poco, è in Corporate tax negli Emirati.

La società ti dà il visto per vivere a Dubai?

Sì. Il socio può chiedere un visto da investitore o partner, sponsorizzato dalla società. Quanti visti puoi avere dipende dalla licenza e dallo spazio che affitti: nella DMCC, per esempio, il pacchetto base dà diritto a un visto.

Il visto però è legato alla società: se la licenza non si rinnova, cade anche il visto. E per avere il visto devi passare dagli Emirati per il test medico e le impronte dell'Emirates ID. I capitali minimi richiesti per il visto da socio, sul mainland o in free zone, non le ho trovate su fonti ufficiali: chiedile all'autorità che rilascia la licenza. Gli altri visti, e come si sceglie, sono in i visti per vivere a Dubai.

Serve una sostanza reale negli Emirati?

Sì, per due ragioni diverse: una emiratina e una italiana.

Per gli Emirati. Gli obblighi di comunicazione e di report delle Economic Substance Regulations sono stati eliminati per gli esercizi chiusi dopo il 31 dicembre 2022, secondo l'annuncio del Ministero delle Finanze sulla Decisione del Consiglio dei ministri 98/2024. Ma la sostanza conta ancora: per avere lo 0% in free zone bisogna avere una sostanza adeguata nella free zone, persone e attività vere. E le società devono tenere il registro dei titolari effettivi, regolato dalla Decisione del Consiglio dei ministri 109/2023.

Per l'Italia. È la ragione più importante, e la vediamo subito.

Una società a Dubai gestita dall'Italia è italiana?

Sì, per il Fisco italiano può esserlo. Secondo l'art. 73, comma 3, del TUIR, riscritto dal D.Lgs. 209/2023, una società è residente in Italia se per la maggior parte dell'anno ha qui la sede legale, la sede di direzione effettiva oppure la gestione ordinaria in via principale. Dal 1° gennaio 2027 la stessa regola è nell'art. 82, comma 3 del nuovo Testo unico (D.Lgs. 117/2026).

La legge spiega cosa vuol dire:

  • sede di direzione effettiva: dove si prendono, in modo continuo e coordinato, le decisioni strategiche;
  • gestione ordinaria: dove si compiono, in modo continuo e coordinato, gli atti della gestione corrente.

Facciamo un esempio. Apri una società in free zone, hai il visto da socio, un flexi desk e un conto a Dubai. Ma vivi a Milano: da lì parli con i clienti, firmi i contratti, decidi i prezzi, mandi le fatture. La sede legale è a Dubai; la direzione e la gestione sono in Italia. Per il Fisco quella società è italiana, e paga in Italia sull'intero utile, con le sanzioni per le dichiarazioni non presentate. È quella che si chiama esterovestizione.

C'è un secondo rischio per chi resta residente in Italia e controlla una società a Dubai: la disciplina delle società controllate estere (CFC), all'art. 167 del TUIR, dal 2027 art. 186 del nuovo Testo unico. Si applica quando la tassazione effettiva estera è sotto il 15% e più di un terzo dei proventi è «passivo» (interessi, dividendi, canoni, servizi infragruppo a basso valore aggiunto). Con il 9% emiratino, o lo 0%, la prima condizione è in genere soddisfatta: decide la natura dei redditi, e in quel caso gli utili si tassano in capo al socio italiano anche se restano in società.

La regola pratica: la società a Dubai ha senso se ti trasferisci tu, e se il lavoro si fa davvero da lì. Sul trasferimento delle persone, e sull'onere della prova che gli Emirati impongono per via del DM 4 maggio 1999, leggi trasferirsi a Dubai e tasse in Italia ed esterovestizione delle persone fisiche. Lo stesso ragionamento, per un altro Paese, l'ho fatto in aprire una società a Panama.

Come si apre il conto in banca della società?

Il conto aziendale si apre dopo la licenza, in una banca degli Emirati, e richiede di solito la licenza, i documenti societari e i documenti dei soci, compresi visto ed Emirates ID per chi è residente, secondo il portale u.ae. È spesso il passaggio più lento, perché le banche fanno i loro controlli antiriciclaggio e vogliono capire da dove arrivano i soldi e chi sono i clienti.

Due cose da sapere:

  • Le banche possono chiudere i conti. Secondo gli standard di tutela dei clienti della banca centrale, di regola con 60 giorni di preavviso scritto; senza preavviso se c'è un sospetto fondato di reati finanziari.
  • Non usare il conto personale per gli incassi della società. Mescolare i flussi è il modo più veloce per farsi bloccare il conto, e rende impossibile dimostrare che la società lavora davvero.

Il dettaglio, per privati e società, è in aprire un conto a Dubai.

Da dove si comincia?

Prima di scegliere la free zone, conviene rispondere a tre domande: dove sono i tuoi clienti (estero o mercato locale), chi lavora e da dove (tu a Dubai, tu in Italia, dipendenti), quanti visti ti servono. Le prime due decidono anche le tasse, in Italia e negli Emirati.

Se vuoi ragionarci prima di spendere, possiamo farlo in una call gratuita. La costituzione della società, la licenza e i visti li segue poi uno studio professionale con sede a Dubai, indipendente da noi, come spiego nel servizio di relocation a Dubai.

Domande frequenti

Si può aprire una società a Dubai senza andarci?

Dipende dalla free zone e dalla pratica. Il visto da socio richiede comunque il test medico e la biometria negli Emirati, e le banche di solito vogliono vederti. E una società gestita interamente dall'Italia rischia di essere considerata italiana dal nostro Fisco.

Serve un socio emiratino per aprire una società a Dubai?

In free zone no. Sul mainland, dalla riforma del 2020-2021, la maggior parte delle attività può avere il 100% di soci stranieri. Restano limiti per le attività considerate strategiche, che vanno verificati attività per attività.

Posso fatturare ai clienti italiani con la società di Dubai?

Si può, ma la domanda giusta è un'altra: chi fa il lavoro e da dove. Se il lavoro lo fai tu dall'Italia, il Fisco italiano può considerare italiana la società, oppure vedere in Italia una sua stabile organizzazione. La fattura estera non cambia dove nasce il reddito.

Quanto tempo ci vuole per aprire una società in free zone?

Dipende dalla free zone e dall'attività. Le autorità pubblicano i propri tempi e documenti; i passaggi che allungano di più sono di solito il visto, con test medico ed Emirates ID, e l'apertura del conto in banca, che segue controlli antiriciclaggio propri.

Una società in free zone paga davvero zero tasse?

Solo se è una Qualifying Free Zone Person e solo sul reddito qualificante. La consulenza o i servizi venduti a clienti fuori dalle free zone, in genere, non lo sono. Senza i requisiti si paga il 9% sopra la fascia esente, come una società qualsiasi.

Chi fa cosa

Questo contenuto ha scopo informativo e non è consulenza legale, fiscale o notarile, né consulenza in materia di investimenti: il servizio di relocation non riguarda strumenti finanziari. Il primo colloquio lo fa New Digital Finance, che poi ti assiste e coordina dall'Italia. Visti, società e pratiche a Dubai li segue uno studio professionale con sede a Dubai, indipendente da noi: lo incarichi e lo paghi tu, direttamente, sul suo preventivo. Se gli affidi l'incarico, lo studio riconosce a New Digital Finance una commissione di segnalazione. Non abbiamo accordi con banche. Nessuno può garantire l'esito: visti e licenze li decidono le autorità degli Emirati, e la residenza fiscale in Italia dipende da come vivi, non da un documento.

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