Corporate tax negli Emirati: il 9%, le free zone e chi deve registrarsi
Come funziona la Corporate Tax degli Emirati a ottobre 2026: lo 0% fino a 375.000 dirham e il 9% sopra, le condizioni per lo 0% in free zone, la Small Business Relief prorogata al 2029, le persone fisiche con attività e cosa cambia per chi resta residente in Italia.
8 min di lettura di Filippo Angeloni
In breve. Negli Emirati le imprese pagano dal 2023 la Corporate Tax: 0% fino a 375.000 dirham di reddito imponibile (circa 91.200 €) e 9% sopra. Le società di free zone possono avere lo 0%, ma solo se rispettano tutte le condizioni e solo sul reddito «qualificante». Chi ha ricavi fino a 3 milioni di dirham può scegliere la Small Business Relief, che il Ministero delle Finanze ha prorogato fino al 31 dicembre 2029. Le persone fisiche con un'attività pagano solo se superano 1 milione di dirham di fatturato. Stipendi e investimenti personali sono fuori. E per un italiano resta la domanda di sempre: dove è residente, lui e la sua società.
Le norme sono quelle in vigore a ottobre 2026. Gli euro sono indicativi, al cambio di circa 4,11 AED per euro. Il quadro generale è nella guida alla residenza a Dubai.
Come funziona la Corporate Tax negli Emirati?
È l'imposta federale sugli utili d'impresa, introdotta dal decreto-legge federale 47 del 2022. Si applica agli esercizi iniziati dal 1° giugno 2023, secondo il Ministero delle Finanze: per una società con l'anno solare, dal 2024.
Le aliquote, fissate dalla Decisione del Consiglio dei ministri 116/2022, sono due:
| Reddito imponibile | Aliquota |
|---|---|
| Fino a 375.000 AED (circa 91.200 €) | 0% |
| Oltre 375.000 AED | 9% sulla parte eccedente |
Un esempio: con un utile imponibile di 500.000 AED, si paga il 9% su 125.000 AED, cioè 11.250 AED (circa 2.740 €).
Per i grandi gruppi multinazionali, con ricavi consolidati di almeno 750 milioni di euro, c'è dal 2025 un'imposta integrativa minima del 15%, secondo la Decisione del Consiglio dei ministri 142/2024. Per chi apre una piccola società non cambia nulla.
Gli Emirati invece non hanno un'imposta sul reddito delle persone fisiche, come ricorda il portale del governo. C'è l'IVA al 5%.
Chi deve registrarsi alla Corporate Tax?
Tutte le società residenti, comprese quelle di free zone, e le persone fisiche con un'attività sopra soglia. Le scadenze, secondo il chiarimento della Federal Tax Authority, sono queste:
| Chi | Entro quando |
|---|---|
| Società costituita negli Emirati dal 1° marzo 2024 | 3 mesi dalla costituzione |
| Società estera gestita e controllata dagli Emirati | 3 mesi dalla fine dell'esercizio |
| Persona fisica residente con attività oltre 1 milione di AED | 31 marzo dell'anno successivo |
Chi non si registra in tempo paga una sanzione di 10.000 AED (circa 2.430 €).
Dopo la registrazione la dichiarazione e il pagamento vanno fatti entro nove mesi dalla fine del periodo d'imposta. Per l'anno 2025 la scadenza era il 30 settembre 2026. I documenti vanno tenuti per sette anni.
Nota la seconda riga: una società estera gestita dagli Emirati è residente negli Emirati. È lo specchio della regola italiana che vediamo alla fine: conta da dove si gestisce, non dove si è registrati.
Le persone fisiche pagano la Corporate Tax?
Solo se hanno un'attività d'impresa negli Emirati con un fatturato annuo oltre 1 milione di dirham (circa 243.300 €), dal 2024. Lo prevede la Decisione del Consiglio dei ministri 49/2023, spiegata nel bollettino della Federal Tax Authority per le persone fisiche.
Restano fuori, a prescindere dall'importo, e non contano nemmeno per la soglia:
- lo stipendio da lavoro dipendente;
- i redditi da investimenti personali: dividendi, interessi, plusvalenze, se non si fanno con una licenza né come attività commerciale;
- i redditi immobiliari personali: vendite e affitti di immobili negli Emirati, se non si fanno, né si dovrebbero fare, con una licenza.
Chi supera la soglia paga con le stesse aliquote delle società: 0% fino a 375.000 AED, 9% sopra. Il periodo d'imposta è l'anno solare. Una volta registrato, chi scende sotto il milione non si cancella: presenta la dichiarazione a zero ogni anno, finché non cessa l'attività. Allora ha tre mesi per chiedere la cancellazione.
Per un freelance con il permesso del ministero del Lavoro, quindi, la soglia di 1 milione di dirham è quella da tenere d'occhio. Come si ottiene il permesso freelance è in i visti per vivere a Dubai.
Le società di free zone pagano davvero lo 0%?
Solo alcune, e solo su una parte del reddito. Lo 0% spetta alla Qualifying Free Zone Person (QFZP), e solo sul reddito qualificante. Sul resto paga il 9%, senza la fascia esente fino a 375.000 AED. Secondo il bollettino della Federal Tax Authority sulle free zone, le condizioni sono tutte insieme:
- sostanza adeguata nella free zone;
- reddito qualificante;
- nessuna scelta per il regime ordinario;
- prezzi di mercato con le parti correlate e documentazione sui prezzi di trasferimento;
- bilancio certificato, anche con ricavi bassi;
- test de minimis: il reddito non qualificante non supera il minore fra 5 milioni di AED e il 5% dei ricavi.
Cos'è il reddito qualificante. Quello delle operazioni con altre società di free zone (che ne siano le beneficiarie) e quello delle attività qualificanti, un elenco chiuso: produzione e lavorazione di beni, commercio di materie prime qualificate, holding di partecipazioni, navi, riassicurazione, gestione di fondi e di patrimoni sotto vigilanza, servizi di sede e di tesoreria infragruppo, leasing di aerei, distribuzione da una zona designata, logistica.
Cosa resta fuori. Fra le attività escluse ci sono le operazioni con persone fisiche (salvo poche eccezioni), le attività bancarie, gran parte delle assicurazioni e dei finanziamenti, e gran parte del reddito immobiliare.
Tradotto: una società di free zone che fa consulenza, marketing o servizi digitali per clienti fuori dalle free zone, in genere, non ha reddito qualificante. Se quel reddito supera la soglia de minimis, perde lo status. E chi lo perde, lo perde per quell'anno e i quattro successivi. Per molti piccoli consulenti il regime ordinario, con la fascia allo 0% fino a 375.000 AED o la Small Business Relief, è più semplice e più sicuro.
Cos'è la Small Business Relief e fino a quando vale?
È un'agevolazione per le imprese piccole: chi la sceglie è trattato come se non avesse reddito imponibile per quel periodo. Secondo la pagina della Federal Tax Authority:
- vale per i residenti, persone fisiche e società;
- i ricavi devono essere fino a 3 milioni di AED (circa 730.000 €) nel periodo d'imposta e in tutti quelli precedenti: chi ha superato la soglia una volta non torna indietro;
- si sceglie per ciascun periodo d'imposta;
- chi la sceglie rinuncia alle altre esenzioni e deduzioni;
- sono esclusi le QFZP e i membri di gruppi multinazionali con ricavi consolidati oltre 3,15 miliardi di AED.
La scadenza è cambiata. La Decisione ministeriale 73/2023 la limitava ai periodi d'imposta che finiscono entro il 31 dicembre 2026, e la pagina della FTA, aggiornata a maggio 2024, non parla ancora della proroga. Ma la Decisione ministeriale 131/2026, firmata a fine luglio e annunciata dal Ministero delle Finanze ad agosto 2026, la estende ai periodi che finiscono entro il 31 dicembre 2029. Prevale la norma più recente: se un consulente ti cita il 2026 come termine, sta leggendo la regola vecchia.
La Small Business Relief toglie l'imposta, non gli obblighi: la società resta registrata e presenta le sue dichiarazioni.
Cosa cambia la Corporate Tax per un italiano?
Cambia poco, se resti residente in Italia, perché il problema vero è italiano. Le regole sono due.
Se la società è gestita dall'Italia, è italiana. L'art. 73, comma 3, del TUIR, dal 2027 art. 82, comma 3, del nuovo Testo unico (D.Lgs. 117/2026), considera residente in Italia la società che ha qui la sede legale, la sede di direzione effettiva o la gestione ordinaria per la maggior parte dell'anno. Una società di Dubai le cui decisioni si prendono a Milano paga le tasse italiane su tutto l'utile, non il 9% emiratino. Anche la convenzione fra Italia ed Emirati, per le società residenti in tutti e due i Paesi, guarda alla sede di direzione effettiva: ne parlo in la convenzione Italia-Emirati.
Se la controlli da residente italiano, c'è la CFC. L'art. 167 del TUIR, dal 2027 art. 186 del nuovo Testo unico, imputa al socio italiano gli utili della controllata estera quando la sua tassazione effettiva è sotto il 15% e più di un terzo dei proventi è passivo (interessi, dividendi, canoni, servizi infragruppo a basso valore aggiunto). Con il 9%, o con lo 0%, la prima condizione è quasi sempre soddisfatta.
Perciò la Corporate Tax bassa conta davvero solo per chi si trasferisce negli Emirati e gestisce la società da lì. Anche in quel caso, per chi parte dall'Italia, vale l'onere della prova legato al DM 4 maggio 1999, che a ottobre 2026 comprende ancora gli Emirati: lo spiego in trasferirsi a Dubai e tasse in Italia. Come si sceglie la struttura, free zone o mainland, è in aprire una società a Dubai. E chi ti vende la società di Dubai come il modo per «non pagare più tasse» restando in Italia ti sta vendendo un problema: ne parlo in trasferirsi a Dubai: gli errori e le promesse da non credere.
Se stai valutando di aprire un'attività negli Emirati e vuoi capire quale regime ti tocca, possiamo guardarlo in una call gratuita.
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