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La convenzione Italia-Emirati: dividendi, pensioni e doppia residenza

Cosa prevede la convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia ed Emirati Arabi Uniti del 1995: chi è residente, i criteri di spareggio, dividendi al 5% o al 15%, interessi, plusvalenze, pensioni INPS e pubbliche, stipendi e rimborsi delle ritenute.

10 min di lettura di Filippo Angeloni

In breve. Italia ed Emirati Arabi Uniti hanno una convenzione contro le doppie imposizioni, firmata ad Abu Dhabi il 22 gennaio 1995 e in vigore dal 5 novembre 1997. Decide quale Paese può tassare ciascun reddito e, con i criteri di spareggio dell'art. 4, dove è residente chi lo è per entrambi. Sui dividendi italiani l'Italia può trattenere al massimo il 15%, o il 5% con almeno il 25% del capitale. Interessi e pensioni private sono tassati solo nel Paese di residenza; le pensioni pubbliche di un cittadino italiano restano tassate in Italia. La convenzione non sostituisce la prova che devi dare all'Italia di non essere più residente.

Chi pensa di trasferirsi a Dubai o ad Abu Dhabi di solito ha redditi che restano legati all'Italia: una pensione, dividendi di una società, un immobile, un incarico da amministratore. La convenzione serve a capire chi li tassa. Qui la leggo articolo per articolo, sul testo ufficiale, a ottobre 2026. Il resto del trasferimento è nella guida alla residenza a Dubai.

Esiste una convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia ed Emirati?

Sì. È la convenzione firmata ad Abu Dhabi il 22 gennaio 1995, con un protocollo aggiuntivo, ratificata dall'Italia con la legge 28 agosto 1997, n. 309 ed entrata in vigore il 5 novembre 1997.

Il testo bilingue, come pubblicato in Gazzetta Ufficiale, è sul sito del Dipartimento delle Finanze. È stata firmata in inglese, arabo e italiano; in caso di dubbio prevale il testo inglese.

Per gli Emirati la convenzione riguarda l'imposta sul reddito delle persone fisiche e giuridiche e l'imposta sulle società, più le imposte future «di natura identica o sostanzialmente analoga». Per l'Italia, l'IRPEF, l'IRPEG, poi sostituita dall'IRES, e l'ILOR, l'imposta locale sui redditi oggi abolita. Il protocollo esclude i redditi da attività petrolifere e simili.

Chi è residente ai fini della convenzione?

È residente chi, per la legge di uno dei due Stati, vi è assoggettato ad imposta a motivo del domicilio, della residenza, della sede di direzione o di un criterio analogo. È la regola dell'art. 4, paragrafo 1.

Qui c'è un punto delicato. Negli Emirati le persone fisiche non pagano imposta sul reddito. Se una persona fisica che vive a Dubai sia «assoggettata ad imposta» nel senso della convenzione è una domanda su cui le letture non sono uniformi. Non ho trovato un documento dell'Agenzia delle Entrate che la risolva. La Cassazione, con la sentenza n. 35284 del 18 dicembre 2023 su un lavoratore trasferito negli Emirati, ha applicato la convenzione e i suoi criteri di spareggio, secondo i commenti pubblicati ritenendo sufficiente che il reddito sia soggetto al potere impositivo dello Stato di residenza, anche se poi quello Stato non lo tassa. È una pronuncia su un caso singolo, non una regola generale. In pratica, la Federal Tax Authority emiratina rilascia un certificato di residenza fiscale ai fini della convenzione quando ritiene soddisfatti i requisiti di quella convenzione; ma il beneficio lo riconosce l'amministrazione italiana. Prima di costruire un piano su una riduzione d'imposta prevista dalla convenzione, fattelo confermare per il tuo caso.

Per le società conta la sede di direzione effettiva (art. 4, paragrafo 3). Una società di Dubai diretta dall'Italia, per la convenzione, è residente in Italia.

Come si decide se sei residente in tutti e due i Paesi?

Con i criteri di spareggio dell'art. 4, paragrafo 2, da applicare in ordine: abitazione permanente, poi centro degli interessi vitali, poi soggiorno abituale, poi nazionalità. Se nessuno decide, si accordano le due amministrazioni.

Passo Domanda Cosa succede
1 Dove hai un'abitazione permanente? Se ce l'hai in un solo Paese, sei residente lì
2 Se ce l'hai in entrambi: dove sono le tue relazioni personali ed economiche più strette? Vince il centro degli interessi vitali
3 Se non si capisce, o non hai casa in nessuno dei due: dove soggiorni abitualmente? Vince il soggiorno abituale
4 Se soggiorni in entrambi o in nessuno: di quale Paese sei cittadino? Per un italiano, l'Italia
5 Doppia cittadinanza o nessuna delle due Accordo tra le autorità competenti

Tre cose da tenere presenti:

  • L'abitazione permanente non deve essere tua. Anche una casa in affitto conta, se è sempre a tua disposizione. Una casa in Italia lasciata a disposizione, con le utenze attive, ti porta subito al secondo passo.
  • Il centro degli interessi vitali guarda alla famiglia prima che al conto in banca. Con coniuge e figli in Italia, lo spareggio va quasi sempre all'Italia.
  • Non c'è il frazionamento dell'anno. Nel testo dell'art. 4 non c'è la clausola che, nell'anno del trasferimento, fa cessare la residenza dal giorno dopo la partenza. La circolare 20/E del 2024 cita come convenzioni che la prevedono quelle con Germania, Svizzera e Panama.

E c'è la presunzione italiana. Gli Emirati sono nell'elenco del decreto del 4 maggio 1999: chi si trasferisce lì si presume residente in Italia, salvo prova contraria. Lo spareggio può contare solo se sei davvero residente negli Emirati e la tua vita è là. Ne parlo in trasferirsi a Dubai e tasse in Italia.

Quanto trattiene l'Italia sui dividendi pagati a chi vive negli Emirati?

Con la convenzione, al massimo il 15% del dividendo lordo, oppure il 5% se chi lo riceve ne è il beneficiario effettivo e possiede, direttamente o indirettamente, almeno il 25% del capitale della società che paga (art. 10).

Senza convenzione l'Italia applica ai non residenti la ritenuta prevista dall'art. 27, comma 3, del DPR 600/1973. Il testo dice ancora 27%, ma dal 1° luglio 2014 l'aliquota è il 26%, per effetto del DL 66/2014.

Situazione Ritenuta italiana sui dividendi
Senza convenzione 26%
Convenzione, partecipazione sotto il 25% massimo 15%
Convenzione, almeno il 25% del capitale massimo 5%

Gli Emirati, dal canto loro, non tassano i dividendi incassati da una persona fisica. Quindi la differenza tra il 26% e il 15% o il 5% è denaro che recuperi solo se chiedi il beneficio. Si fa con l'attestato di residenza dell'art. 28, di cui parlo sotto. I limiti del 15% e del 5% non valgono se la partecipazione è legata a una stabile organizzazione che hai in Italia.

C'è un'altra regola utile, l'art. 10, paragrafo 5: l'Italia non può tassare i dividendi pagati da una società emiratina solo perché quella società guadagna in Italia, salvo che li riceva un residente italiano o che la partecipazione sia legata a una stabile organizzazione qui.

Come sono tassati interessi, canoni e plusvalenze?

Gli interessi sono tassati soltanto nel Paese di residenza di chi li riceve, se ne è il beneficiario effettivo (art. 11). I canoni possono subire nel Paese da cui arrivano una ritenuta massima del 10% (art. 12).

Per le plusvalenze (art. 13):

  • quelle su immobili si tassano nel Paese in cui l'immobile si trova: vendere una casa in Italia resta una questione italiana;
  • quelle su beni di una stabile organizzazione si tassano dove si trova la stabile organizzazione;
  • quelle su ogni altro bene, comprese le partecipazioni, si tassano solo nel Paese di residenza di chi vende.

Sono regole che valgono per chi è davvero residente negli Emirati ai fini della convenzione. Chi resta residente in Italia paga le imposte italiane su interessi e plusvalenze di tutto il mondo.

Come sono tassate le pensioni?

Le pensioni private, cioè quelle per un impiego cessato nel settore privato, sono tassate soltanto nel Paese di residenza (art. 18). Le pensioni pubbliche, pagate dallo Stato o da enti pubblici per servizi resi allo Stato, sono tassate soltanto nello Stato che le paga, salvo che chi le riceve sia residente e cittadino dell'altro Stato (art. 19).

Chi sei Pensione Dove è tassata
Italiano residente negli Emirati Pensione da lavoro nel settore privato Solo negli Emirati, che non la tassano
Italiano residente negli Emirati Pensione per servizi resi allo Stato italiano Solo in Italia
Italiano residente negli Emirati Pensione per servizi resi in un'attività commerciale dello Stato Come una pensione privata (art. 19, par. 3)

L'INPS non toglie le tasse da solo. Bisogna chiedere la detassazione alla sede INPS con il modulo EP-I, allegando l'attestato di residenza fiscale estera, che per gli Emirati è il certificato della Federal Tax Authority. Le ritenute già subite si possono recuperare entro 48 mesi. All'estero l'INPS paga le pensioni tramite Citibank, che ogni anno chiede la prova dell'esistenza in vita: se non la mandi nei tempi, il pagamento viene sospeso.

Chi sta pensando agli Emirati da pensionato deve poi considerare la sanità: con l'iscrizione all'AIRE si perde l'assistenza ordinaria del SSN, e dal 27 luglio 2026 chi vive fuori da UE ed EFTA può riaverla pagando 2.000 euro l'anno.

Come sono tassati stipendi e compensi da amministratore?

Lo stipendio è tassato nel Paese in cui il lavoro è svolto (art. 15). Se vivi a Dubai e lavori lì, l'Italia non lo tassa. C'è l'eccezione classica dei 183 giorni: se lavori nell'altro Stato per meno di 183 giorni in dodici mesi, per un datore che non è residente lì e senza che il costo sia di una sua stabile organizzazione lì, lo stipendio resta tassato nel Paese di residenza.

I compensi da amministratore o da membro del collegio sindacale di una società italiana sono tassabili in Italia, anche se vivi negli Emirati (art. 16). È il caso tipico di chi si trasferisce ma resta nel consiglio di amministrazione dell'azienda di famiglia.

Gli altri redditi non previsti dagli articoli precedenti sono tassati solo nel Paese di residenza (art. 22).

Come si chiede il rimborso delle ritenute italiane?

Le ritenute applicate in Italia oltre la misura prevista dalla convenzione si rimborsano a richiesta del contribuente (art. 28). La domanda va presentata nei termini della legge italiana, con un attestato ufficiale dello Stato di residenza che certifichi le condizioni per il beneficio.

Per gli Emirati l'attestato è il Tax Residency Certificate della Federal Tax Authority, nella versione «ai fini della convenzione», da chiedere indicando l'Italia. Secondo la guida ufficiale della FTA, l'autorità emiratina può anche timbrare i moduli italiani, se l'amministrazione italiana li richiede, senza costi in più rispetto al certificato. Il modulo deve essere in inglese o arabo, o tradotto, e coprire lo stesso periodo di dodici mesi del certificato.

Il certificato, i requisiti e i costi sono in il certificato di residenza fiscale degli Emirati. Prima di vendere una partecipazione o incassare un dividendo importante, chiedi anche alla tua banca come gestisce la documentazione per la convenzione.

Cosa non fa la convenzione?

Non decide da sola dove sei residente, non nasconde i redditi e non cancella le regole italiane contro l'evasione.

  • Non ti rende non residente in Italia. Serve a risolvere i casi di doppia residenza, non a crearne una sulla carta. E la presunzione per i Paesi della lista del 1999 resta.
  • Prevede lo scambio di informazioni. L'art. 26 permette alle due amministrazioni di scambiarsi le informazioni necessarie per applicare la convenzione e prevenire le evasioni.
  • Lascia in piedi le norme antielusione. L'art. 24, paragrafo 6, dice che la non discriminazione non limita le disposizioni interne contro l'evasione e l'elusione.
  • Non vale per petrolio e gas, esclusi dal protocollo.

Per chi resta residente in Italia, la convenzione cambia poco: si dichiara tutto, conti e partecipazioni negli Emirati compresi. Gli obblighi sono in aprire un conto a Dubai e, per le società, in la Corporate Tax negli Emirati.

Se hai redditi italiani e stai valutando gli Emirati, conviene guardare prima quali resterebbero tassati in Italia e quali no. Lo facciamo nella call gratuita di 30 minuti.

Domande frequenti

La convenzione vale per tutti gli emirati o solo per Dubai?

Per tutti. La convenzione è firmata dal governo federale degli Emirati Arabi Uniti e si applica a chi è residente in uno qualsiasi dei sette emirati, quindi anche a Dubai e ad Abu Dhabi.

Se vado a vivere a Dubai, l'INPS mi paga la pensione senza tasse italiane?

Dipende dal tipo di pensione. Una pensione da lavoro nel settore privato, secondo la convenzione, è tassabile solo nel Paese in cui risiedi; l'esenzione però va chiesta all'INPS con il modulo EP-I e il certificato di residenza fiscale emiratino. Una pensione pagata per servizi resi allo Stato resta tassata in Italia, se sei cittadino italiano.

La convenzione mi protegge dalla presunzione di residenza per i Paesi della lista del 1999?

Non la cancella. Se l'Italia ti considera residente e gli Emirati pure, i criteri di spareggio della convenzione possono decidere a favore degli Emirati, ma solo se casa, interessi e vita sono davvero là. Per chi ha famiglia e casa in Italia lo spareggio finisce quasi sempre a favore dell'Italia.

La convenzione copre anche la Corporate Tax emiratina introdotta nel 2023?

La convenzione elenca per gli Emirati l'imposta sul reddito delle persone fisiche e giuridiche e l'imposta sulle società, e si estende alle imposte future di natura identica o sostanzialmente analoga. Come si applichi in concreto alla Corporate Tax in un caso specifico va verificato con un fiscalista.

Serve un certificato per avere la ritenuta ridotta sui dividendi italiani?

Sì. La convenzione chiede un attestato ufficiale dello Stato di residenza che certifichi le condizioni per il beneficio. Per gli Emirati è il certificato di residenza fiscale della Federal Tax Authority rilasciato ai fini della convenzione, che può anche timbrare i moduli italiani.

Chi fa cosa

Questo contenuto ha scopo informativo e non è consulenza legale, fiscale o notarile, né consulenza in materia di investimenti: il servizio di relocation non riguarda strumenti finanziari. Il primo colloquio lo fa New Digital Finance, che poi ti assiste e coordina dall'Italia. Visti, società e pratiche a Dubai li segue uno studio professionale con sede a Dubai, indipendente da noi: lo incarichi e lo paghi tu, direttamente, sul suo preventivo. Se gli affidi l'incarico, lo studio riconosce a New Digital Finance una commissione di segnalazione. Non abbiamo accordi con banche. Nessuno può garantire l'esito: visti e licenze li decidono le autorità degli Emirati, e la residenza fiscale in Italia dipende da come vivi, non da un documento.

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