Conto deposito: come funziona, tasse, garanzia e rischi
Il conto deposito è un conto che serve solo a far fruttare la liquidità: libero o vincolato, con il 26% sugli interessi e lo 0,20% di bollo, garantito fino a 100.000 euro per banca. Come funziona, quando conviene e come si confronta con BTP e fondi monetari.
11 min di lettura di Filippo Angeloni
In breve. Il conto deposito è un conto che serve solo a tenere la liquidità e farla fruttare: non ci paghi bollette e non ci colleghi carte, ma ricevi un interesse. Può essere libero, con soldi prelevabili quando vuoi, o vincolato, con un tasso più alto in cambio dell'impegno a non toccarli per un periodo. Nel 2026 sugli interessi paghi il 26% e sul capitale l'imposta di bollo dello 0,20% all'anno. È garantito fino a 100.000 euro per depositante e per banca. Ha senso per i soldi che ti servono entro pochi anni, non per far crescere il patrimonio nel lungo periodo.
Qui non trovi una classifica di banche e tassi: cambiano ogni mese e scegliere solo in base al tasso più alto è proprio l'errore più comune. Trovi invece cosa guardare in qualsiasi offerta.
Cos'è un conto deposito e come funziona?
Un conto deposito è un rapporto bancario in cui versi una somma e la banca ti paga un interesse. Di solito è collegato a un conto corrente "di appoggio", anche di un'altra banca: i soldi partono da lì e lì tornano.
Le differenze con il conto corrente sono pratiche:
| Conto corrente | Conto deposito | |
|---|---|---|
| A cosa serve | Pagamenti, stipendio, carte, domiciliazioni | Solo tenere e remunerare la liquidità |
| Interessi | Di solito zero o quasi | Sì, liberi o vincolati |
| Movimenti | Liberi verso chiunque | Solo da e verso il conto di appoggio |
| Imposta di bollo (2026) | 34,20 euro all'anno, esente se la giacenza media è fino a 5.000 euro | 0,20% all'anno sulla somma depositata |
| Garanzia sui depositi | Fino a 100.000 euro per banca | Fino a 100.000 euro per banca, sommata al conto corrente nella stessa banca |
L'ultima riga è importante: il limite di 100.000 euro si calcola sommando tutti i depositi che hai nella stessa banca, conto corrente, conto deposito e libretti.
Il conto deposito si apre quasi sempre online. Servono documento, codice fiscale e un conto corrente di appoggio intestato a te. Per i soldi che devono restare sempre disponibili per gli imprevisti conviene ragionare prima su quanti ne servono davvero: lo spiego in come creare un fondo emergenza.
Qual è la differenza tra conto deposito libero e vincolato?
Nel conto libero puoi prelevare in qualsiasi momento; nel conto vincolato ti impegni a lasciare la somma ferma per un periodo, da pochi mesi a diversi anni, in cambio di un tasso di solito più alto.
| Libero | Vincolato | |
|---|---|---|
| Disponibilità | Immediata o quasi, verso il conto di appoggio | Alla scadenza del vincolo |
| Tasso | Più basso, spesso variabile e modificabile dalla banca | Più alto, fissato per tutta la durata |
| Svincolo anticipato | Non serve | Dipende dal contratto: a volte possibile con tasso ridotto, a volte vietato |
| Pagamento interessi | Di solito trimestrale o annuale | Alla scadenza oppure periodico (anticipato, trimestrale, annuale) |
Tre cose da controllare nel foglio informativo di un vincolato, prima del tasso:
- Lo svincolo anticipato. Se è vietato, quei soldi sono bloccati. Se è permesso, guarda quale tasso ti riconoscono: a volte è quello del conto libero, a volte zero.
- Il tasso è lordo o netto. Le banche pubblicizzano quasi sempre il tasso lordo annuo. Il 26% va tolto sempre.
- Chi paga il bollo. Alcune banche se ne fanno carico, almeno per un periodo. Su un tasso basso, lo 0,20% fa la differenza.
Un dettaglio sul tasso dei conti liberi: la banca può modificarlo, rispettando le regole sulle modifiche unilaterali del contratto. Il tasso promozionale dei primi mesi spesso scende alla fine della promozione.
Come sono tassati gli interessi del conto deposito?
Gli interessi del conto deposito sono redditi di capitale e nel 2026 pagano un'imposta sostitutiva del 26%. Con una banca italiana non devi fare nulla: la banca trattiene l'imposta come sostituto d'imposta quando accredita gli interessi, e non devi dichiararli.
A questo si aggiunge l'imposta di bollo dello 0,20% all'anno sul capitale depositato, prevista dall'art. 13, comma 2-ter, della Tariffa allegata al DPR 642/1972 e in vigore in questa misura dal 2014. Per le persone fisiche non c'è un tetto massimo. Si paga in proporzione al periodo coperto dal rendiconto: se il conto è aperto da sei mesi, paghi metà. I dettagli su come e quando la banca lo addebita sono in quando si paga l'imposta di bollo.
Un esempio con numeri tondi, valido per il 2026: 20.000 euro vincolati per un anno al 3% lordo.
| Voce | Importo |
|---|---|
| Interessi lordi (3% di 20.000) | 600 euro |
| Imposta sostitutiva 26% | −156 euro |
| Imposta di bollo 0,20% | −40 euro |
| Guadagno netto | 404 euro, cioè circa il 2,02% |
Se la banca paga il bollo al posto tuo, il netto sale a 444 euro, il 2,22%. Con tassi più bassi il bollo pesa di più: con un tasso lordo dello 0,25%, come accadeva fino al 2022, il netto diventa negativo. L'esempio con quei numeri è in tassazione dei conti deposito: è possibile perdere soldi?.
Gli interessi del conto deposito non si compensano con minusvalenze di altri investimenti: essendo redditi di capitale, il 26% si paga sempre per intero. Perché questa distinzione conta lo spiego in minusvalenze finanziarie: come recuperarle.
Come funziona la garanzia fino a 100.000 euro?
Se la banca entra in liquidazione coatta amministrativa, un fondo di garanzia ti rimborsa i depositi fino a 100.000 euro per depositante e per banca, compresi gli interessi maturati fino a quella data. La regola è nell'art. 96-bis.1 del Testo unico bancario, che recepisce la direttiva europea 2014/49/UE.
In Italia i fondi sono due:
- il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD), per le banche commerciali;
- il Fondo di Garanzia dei Depositanti del Credito Cooperativo (FGD), per le banche di credito cooperativo.
Come si applica in pratica:
- Per banca, non per conto. Due conti deposito nella stessa banca si sommano. Due conti in due banche diverse hanno due garanzie separate. Attenzione ai marchi: due nomi commerciali possono appartenere alla stessa banca, con una sola garanzia.
- Per intestatario. Su un conto cointestato a due persone ciascuna è coperta fino a 100.000 euro per la sua quota.
- Tempi. Dal 1° gennaio 2024 il rimborso deve arrivare entro 7 giorni lavorativi dalla liquidazione, senza che tu debba chiederlo.
- Saldi temporanei elevati. Le somme che arrivano da alcuni eventi della vita, come la vendita dell'abitazione, un'eredità, la liquidazione del TFR, un divorzio o un risarcimento, sono protette anche oltre i 100.000 euro per 9 mesi dall'accredito. In questo caso il rimborso va chiesto con documenti al commissario liquidatore.
Prima di aprire il conto, la banca deve consegnarti il Modulo standard per le informazioni da fornire ai depositanti: ti dice quale fondo copre i tuoi soldi. La garanzia copre i depositi, non gli strumenti finanziari: azioni, obbligazioni ed ETF nel dossier titoli restano di tua proprietà e sono separati dal patrimonio della banca, ma non rientrano in questo limite.
Sopra i 100.000 euro la parte eccedente non è garantita. In caso di risoluzione della banca con il bail-in, i depositi di persone fisiche e piccole imprese per la parte oltre la soglia vengono colpiti dopo altri creditori, ma possono essere colpiti. Chi ha più di 100.000 euro di liquidità di solito la divide fra più banche.
Come funzionano i conti deposito di banche estere?
Alcune piattaforme online, come Raisin, permettono di aprire conti deposito presso banche di altri Paesi europei da un'unica area clienti. La piattaforma fa da intermediario; il conto è presso la banca estera. Lo cito come esempio di come funziona il modello, non come consiglio.
Le differenze con un conto deposito italiano:
| Banca italiana | Banca estera tramite piattaforma | |
|---|---|---|
| Garanzia | FITD o FGD, 100.000 euro | Il fondo del Paese della banca, sempre 100.000 euro in UE, con tempi e procedure di quel fondo |
| Imposte | La banca trattiene il 26% e il bollo | Dipende: verifica se la piattaforma applica le imposte italiane come sostituto d'imposta |
| Ritenute estere | No | Possibili nel Paese della banca, da recuperare secondo la convenzione |
| Dichiarazione | Nessuna | Se nessuno applica le imposte italiane: interessi, IVAFE e quadro RW in dichiarazione |
La parte fiscale è quella da capire prima. Se nessun intermediario italiano fa da sostituto d'imposta, devi indicare tu gli interessi nella dichiarazione dei redditi, con il 26%, e il conto nel quadro RW, dove si calcola anche l'IVAFE, l'equivalente estero del bollo, dello 0,20% per i depositi. La somma fiscale è la stessa; cambia chi la calcola e il rischio di errore, che è tuo. Come funzionano RW e IVAFE lo spiego in conto in Svizzera: gli obblighi fiscali per chi vive in Italia: le regole su quadro e imposta sono le stesse per qualsiasi Paese.
La garanzia del Paese d'origine vale 100.000 euro in tutta l'Unione europea, perché la direttiva è comune. In un caso di crisi però tratti con un fondo estero, in un'altra lingua, e la solidità di quel fondo dipende dal sistema bancario di quel Paese.
Quali sono i rischi di un conto deposito?
I rischi del conto deposito non sono le oscillazioni di prezzo, che non ci sono, ma altri quattro.
- Il rendimento reale. Se il netto è sotto l'inflazione, perdi potere d'acquisto anche se il saldo cresce. Su orizzonti lunghi è il rischio principale.
- La liquidità bloccata. Con il vincolato, se ti servono i soldi prima, puoi perdere gli interessi o non poterli avere affatto.
- Il rischio della banca. Fino a 100.000 euro c'è la garanzia; oltre no. Le banche che offrono i tassi più alti spesso lo fanno perché hanno più bisogno di raccogliere liquidità: è un'informazione, non un problema in sé.
- Il tasso di reinvestimento. Alla scadenza del vincolo il tasso disponibile può essere molto più basso. Con un vincolo lungo blocchi il tasso, ma anche i soldi.
Diffida delle offerte con tassi molto sopra la media proposte da soggetti che non risultano negli albi della Banca d'Italia: un "conto deposito" offerto da chi non è una banca non è un conto deposito.
Meglio un conto deposito, un BTP o un fondo monetario?
Sono tre strumenti diversi per la stessa esigenza, parcheggiare liquidità, e la scelta dipende da quando ti servono i soldi e da come vuoi gestirli. La tabella confronta le regole del 2026.
| Conto deposito | BTP e titoli di Stato | Fondo o ETF monetario | |
|---|---|---|---|
| Cosa compri | Un deposito in banca | Un'obbligazione dello Stato | Quote di un fondo che investe in titoli a brevissimo termine |
| Tasse sui rendimenti | 26% | 12,5% | 26%, ridotto in proporzione alla quota in titoli di Stato |
| Bollo | 0,20% | 0,20% sul dossier titoli | 0,20% sul dossier titoli |
| Prezzo | Fisso | Oscilla fino alla scadenza | Oscilla poco |
| Disponibilità | Libero subito; vincolato alla scadenza | Vendibile in borsa ogni giorno | Vendibile ogni giorno |
| Protezione | Garanzia 100.000 euro per banca | Dipende dalla solvibilità dello Stato | Patrimonio separato dal gestore; nessuna garanzia sul valore |
| Compensazione con minusvalenze | No | Sì, le plusvalenze | No, i guadagni sono redditi di capitale |
Alcune osservazioni descrittive:
- Il BTP ha il vantaggio fiscale del 12,5% e si può vendere prima della scadenza, ma al prezzo di mercato: se i tassi sono saliti, vendi in perdita. Tenuto fino a scadenza restituisce il valore nominale. Varianti come il BTP Italia hanno regole proprie, spiegate in cosa sono i BTP Italia.
- Il fondo monetario segue i tassi a breve della BCE quasi in tempo reale, senza vincolo. Non ha la garanzia dei depositi, ma i titoli in cui investe sono separati dal patrimonio della società di gestione.
- Il conto deposito è il più semplice da capire e da gestire, e l'unico con una garanzia esplicita sul capitale fino a 100.000 euro.
Una panoramica più ampia, con oro e altri strumenti, è in investimenti sicuri: tutte le soluzioni.
Quando ha senso un conto deposito?
Il conto deposito ha senso per i soldi con una destinazione vicina e certa: il fondo per gli imprevisti oltre quanto tieni sul conto corrente, l'anticipo di una casa fra un anno, le tasse da pagare a giugno, una spesa prevista fra 18 mesi. In questi casi conta che la somma ci sia, intera, nel momento in cui serve.
Ha meno senso come unico strumento per soldi che non ti servono per molti anni. In quel caso il confronto non è più solo tra conto deposito, BTP e monetario, ma riguarda come distribuire il patrimonio fra liquidità e investimenti.
Due regole pratiche, valide qualunque sia l'offerta:
- Fai durare il vincolo meno di quando ti servono i soldi, non di più. Una scala di vincoli con scadenze diverse ti lascia sempre una parte disponibile.
- Confronta il netto, non il lordo: togli il 26% e il bollo, se non lo paga la banca, e confronta il risultato con l'inflazione attesa.
Se vuoi capire quanta liquidità tenere ferma e quanta investire nella tua situazione, è il tipo di domanda a cui risponde un check-up delle finanze personali.
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