Come dichiarare Interactive Brokers e Degiro: quadri RT, RM, RL e RW
Con un broker estero come Interactive Brokers o Degiro le tasse le calcoli tu. In quale quadro va ogni reddito: plusvalenze, dividendi esteri, ETF armonizzati e non, cedole, cambio valuta, e gli errori più comuni.
9 min di lettura di Filippo Angeloni
In breve. Interactive Brokers e Degiro sono broker esteri: non trattengono le imposte italiane, quindi il conto è in regime dichiarativo e i redditi li dichiari tu. Le plusvalenze su azioni, ETC, obbligazioni e derivati vanno nel quadro RT al 26%. Dividendi esteri, cedole e guadagni sugli ETF armonizzati vanno nel quadro RM, sul lordo. I proventi degli ETF non armonizzati vanno nel quadro RL, con l'IRPEF. Il conto si indica sempre nel quadro RW, con l'IVAFE del 2 per mille.
Quello che segue vale per chi è residente fiscale in Italia e investe come privato, fuori da un'attività d'impresa. I riferimenti sono le istruzioni del modello Redditi Persone fisiche 2026, fascicolo 2, per i redditi del 2025.
Perché con Interactive Brokers e Degiro devi dichiarare tu?
Perché in Italia il sostituto d'imposta è l'intermediario residente: la banca italiana trattiene la ritenuta sui dividendi e l'imposta sulle plusvalenze, e tu non dichiari nulla. È il regime amministrato. Interactive Brokers, che per i clienti europei opera dall'Irlanda, e Degiro, che fa capo a un gruppo tedesco, non hanno questo ruolo per i clienti italiani.
La conseguenza è che tutto il lavoro passa a te o a chi prepara la dichiarazione:
- calcolare plusvalenze e minusvalenze in euro, titolo per titolo;
- classificare ogni provento nel quadro giusto;
- compilare il quadro RW e calcolare l'IVAFE;
- pagare le imposte con il modello F24, alle scadenze del saldo.
Le differenze tra i due regimi, e cosa cambia per le minusvalenze, sono spiegate in regime amministrato o dichiarativo.
In quale quadro va ogni reddito del broker?
Ogni tipo di provento ha il suo quadro, e sbagliare quadro significa sbagliare l'imposta o perdere la possibilità di compensare.
| Reddito | Natura | Quadro | Aliquota |
|---|---|---|---|
| Plusvalenze e minusvalenze su azioni | Redditi diversi | RT, sezione II-A | 26% |
| Plusvalenze e minusvalenze su ETC, ETN, certificati, derivati | Redditi diversi | RT, sezione II-A | 26% |
| Minusvalenze sugli ETF armonizzati | Redditi diversi | RT, sezione II-A | Si portano a credito |
| Plusvalenze su titoli di Stato italiani e della white list | Redditi diversi | RT, al 48,08% | 12,5% effettivo |
| Dividendi esteri (partecipazioni non qualificate) | Redditi di capitale | RM, rigo RM31, lettera H | 26% sul lordo |
| Proventi e guadagni sugli ETF armonizzati UE | Redditi di capitale | RM, rigo RM31, lettera B | 26% |
| Cedole di obbligazioni estere | Redditi di capitale | RM, rigo RM31, lettera A | 26% o 12,5% |
| Interessi sulla liquidità del conto estero | Redditi di capitale | RM, rigo RM31, lettera G | 26% |
| Proventi di fondi ed ETF non armonizzati | Redditi di capitale | RL | IRPEF progressiva |
| Il conto stesso, titoli e liquidità | Monitoraggio | RW | IVAFE |
Nel modello 730 gli stessi redditi si trovano nel quadro T (plusvalenze), nel quadro M (redditi a imposta sostitutiva), nel quadro D (altri redditi) e nel quadro W (monitoraggio).
Come si dichiarano le plusvalenze nel quadro RT?
Le plusvalenze e le minusvalenze su azioni, ETC, ETN, obbligazioni, certificati e derivati vanno nella sezione II-A del quadro RT, «Plusvalenze assoggettate ad imposta sostitutiva del 26 per cento». Indichi il totale dei corrispettivi e il totale dei costi dell'anno; la differenza, al netto delle minusvalenze, paga il 26%.
Tre punti di calcolo che contano:
- il costo è quello di acquisto aumentato degli oneri inerenti, come le commissioni; se hai comprato lo stesso titolo in più volte, per obbligazioni e altri titoli non partecipativi le istruzioni indicano il criterio LIFO, mentre per le azioni nella prassi si usa il costo medio ponderato, ed è un metodo da applicare sempre allo stesso modo;
- il cambio si applica sia al prezzo di acquisto, alla data di acquisto, sia al prezzo di vendita, alla data di vendita: un titolo in dollari può dare una plusvalenza in euro anche se in dollari è rimasto fermo;
- per le obbligazioni pubbliche italiane e degli Stati della white list, corrispettivi e costi si riportano per il 48,08%, così l'imposta effettiva è il 12,5%.
Se le minusvalenze superano le plusvalenze, l'eccedenza si riporta nei quattro anni successivi, ma solo se la indichi nella dichiarazione dell'anno in cui nasce. Le strategie per usarla sono in minusvalenze finanziarie: come recuperarle.
Come si dichiarano i dividendi esteri?
I dividendi esteri si dichiarano nel rigo RM31 con la lettera H, indicando l'importo al lordo delle ritenute subite nel Paese estero, con l'aliquota del 26%. Per le partecipazioni non qualificate, quelle di un normale investitore, non puoi scegliere la tassazione ordinaria.
Il punto che sorprende tutti è la ritenuta estera. Con l'imposta sostitutiva in Italia, la ritenuta trattenuta all'estero non si scala dal 26%. Le istruzioni chiariscono che la parte trattenuta oltre l'aliquota prevista dal trattato contro le doppie imposizioni si recupera solo con un'istanza di rimborso all'autorità fiscale estera.
Un esempio su un dividendo americano di 1.000 dollari, con il modulo W-8BEN compilato:
| Passaggio | Importo |
|---|---|
| Dividendo lordo | 1.000 dollari |
| Ritenuta USA al 15% | 150 dollari |
| Imposta italiana: 26% sul lordo | 260 dollari, convertiti in euro al cambio del giorno di incasso |
| Totale imposte | Circa il 41% del lordo |
Senza il W-8BEN la ritenuta americana è più alta, e la differenza va chiesta indietro all'amministrazione fiscale USA, con costi e tempi che di solito non valgono la pena. Controlla che il modulo risulti valido sul tuo conto. Il tema è approfondito in la doppia tassazione sui dividendi si può evitare? e in tassazione dei dividendi di azioni ed ETF.
Come si tassano gli ETF armonizzati e non armonizzati?
Dipende da dove è istituito il fondo e da quali regole segue. È la distinzione che più spesso porta a errori.
ETF armonizzati, cioè conformi alla direttiva europea sugli OICVM e istituiti nell'Unione o nello Spazio economico europeo, come i classici ETF irlandesi e lussemburghesi:
- i dividendi distribuiti e il guadagno alla vendita sono redditi di capitale: vanno nel rigo RM31, lettera B, al 26%;
- le perdite alla vendita sono redditi diversi: vanno nel quadro RT e si usano contro altre plusvalenze, non contro i guadagni sugli ETF.
È questa asimmetria che rende difficile recuperare le minusvalenze con gli ETF: ne parlo in regime amministrato o dichiarativo.
ETF non armonizzati, per esempio gli ETF domiciliati negli Stati Uniti: i loro proventi non godono dell'imposta sostitutiva, vanno nel quadro RL e si sommano agli altri redditi con l'IRPEF progressiva, fino al 43% più le addizionali. Per questo chi ha uno scaglione alto li evita.
ETC ed ETN, su materie prime o su indici, non sono fondi: sono titoli, e i loro guadagni sono redditi diversi nel quadro RT. Sono quindi compensabili con le minusvalenze.
Per sapere cosa hai in portafoglio guarda il domicilio del fondo, cioè le prime due lettere dell'ISIN, e il documento informativo, che indica se il fondo è un OICVM.
Il cambio valuta su Interactive Brokers è tassato?
Può esserlo, ma solo sopra una soglia. Le plusvalenze da cessione di valute estere prelevate da depositi e conti correnti sono redditi diversi tassabili solo se, nell'anno, la giacenza complessiva in valuta, calcolata al cambio di inizio anno, ha superato 51.645,69 euro (cento milioni di lire) per almeno sette giorni lavorativi continui. Lo prevede l'art. 67, comma 1-ter, del TUIR; dal 2027 la stessa regola è all'art. 76, comma 3, del nuovo Testo unico (D.Lgs. 117/2026).
Se superi la soglia, la plusvalenza è la differenza tra il corrispettivo e il costo della valuta, cioè il cambio storico con il metodo LIFO, che devi documentare. Se non puoi documentarlo, le istruzioni indicano di usare il minore dei cambi mensili dell'anno.
Chi tiene grosse somme in dollari sul conto multivaluta di Interactive Brokers deve monitorare questa soglia ogni giorno, non solo a fine anno. Quali operazioni contino come cessione della valuta, per esempio l'acquisto di titoli in dollari con la liquidità in dollari, è un punto su cui le interpretazioni non sono uniformi: è una valutazione da fare con chi prepara la dichiarazione. Il tema valute, con il caso del forex, è in tassazione del forex.
Come si compila il quadro RW per il broker?
Il conto si indica nel quadro RW di solito con due righi: il deposito titoli con il codice 20 e la liquidità con il codice 1. Sul deposito titoli si paga l'IVAFE del 2 per mille sul valore di fine anno; sulla liquidità, se trattata come conto corrente, 34,20 euro se la giacenza media supera 5.000 euro.
La soglia di esonero dei 15.000 euro vale solo per conti e depositi bancari: il deposito titoli va dichiarato qualunque sia il valore, anche se nell'anno non hai venduto nulla. In colonna 14 indichi in quali quadri compaiono i redditi del conto: 2 per RM, 3 per RT, 4 se sono più d'uno, 5 se non ce ne sono stati.
Il quadro, colonna per colonna, con IVAFE, esoneri e sanzioni, è nella guida al quadro RW.
Quali sono gli errori più comuni?
Sono quasi sempre gli stessi, e alcuni costano più dell'imposta che si voleva risparmiare.
- Dimenticare il quadro RW perché «non ho venduto niente». La sanzione si calcola sul valore del conto, dal 3 al 15% per anno.
- Mettere i guadagni sugli ETF nel quadro RT e compensarli con le minusvalenze su azioni. Sono redditi di capitale, vanno nel quadro RM.
- Dichiarare i dividendi al netto della ritenuta estera, invece che al lordo.
- Non indicare le minusvalenze nell'anno in cui nascono: senza quella dichiarazione non si possono più usare.
- Usare il report annuale del broker così com'è. I report di Interactive Brokers e Degiro non sono pensati per il fisco italiano: usano metodi di calcolo del costo e classificazioni diverse, e vanno rielaborati.
- Dimenticare l'IVAFE, che si versa con il codice tributo 4043 insieme alle altre imposte.
- Comprare ETF non armonizzati senza sapere che finiscono nell'IRPEF.
La dichiarazione per i redditi del 2025 si presenta online entro il 2 novembre 2026, perché il 31 ottobre cade di sabato. Se ti accorgi dopo di un errore, si corregge con una dichiarazione integrativa.
Cosa succede se il broker fallisce?
Il tema non è fiscale, ma chi apre un conto estero se lo chiede spesso. I titoli sono di norma separati dal patrimonio del broker e la liquidità ha le tutele del Paese dell'intermediario, con limiti diversi da quelli italiani. Il caso di Degiro è in Degiro: cosa succede in caso di fallimento.
Se gestire tutto questo ogni anno ti pesa, puoi chiedere alla banca italiana un conto in regime amministrato e lasciare a lei il calcolo, con le differenze che spiego nell'articolo dedicato. La scelta dell'intermediario non è una questione solo fiscale: costi, strumenti disponibili e tutele contano quanto le imposte.
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