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Quadro RW: chi deve compilarlo, esoneri, IVAFE, IVIE e sanzioni

Il quadro RW lo compila chi, residente in Italia, ha conti, broker, cripto o immobili all'estero. Chi è esonerato, come si calcolano IVAFE e IVIE, cosa va in ogni colonna, quanto costa dimenticarlo e come rimediare.

10 min di lettura di Filippo Angeloni

In breve. Il quadro RW lo compila ogni persona fisica residente in Italia che detiene investimenti o attività finanziarie all'estero: conti correnti, depositi titoli presso broker esteri come Interactive Brokers o Degiro, cripto-attività, immobili, polizze, partecipazioni. Serve a due cose: il monitoraggio fiscale e il calcolo di IVAFE, IVIE e dell'imposta sulle cripto. I conti esteri sono esonerati dal monitoraggio se il loro valore massimo nell'anno non supera 15.000 euro, ma la soglia non vale per titoli e cripto. Chi lo dimentica rischia una sanzione dal 3 al 15% degli importi non dichiarati.

Le regole e le colonne che trovi qui sono quelle delle istruzioni del modello Redditi Persone fisiche 2026, fascicolo 2, per l'anno d'imposta 2025. Nel modello 730 lo stesso contenuto si trova nel quadro W.

Chi deve compilare il quadro RW?

Lo compilano le persone fisiche residenti in Italia che, nel corso dell'anno, hanno detenuto all'estero investimenti o attività di natura finanziaria, anche se a fine anno non li hanno più. Un conto estero chiuso a marzo va dichiarato per i mesi in cui è esistito.

Oltre al titolare, sono tenuti:

  • ciascun cointestatario, per l'intero valore e con la propria percentuale;
  • chi ha la delega al prelievo su un conto estero, salvo la delega a operare per conto dell'intestatario, come per l'amministratore di una società;
  • il nudo proprietario e l'usufruttuario, entrambi;
  • il titolare effettivo, secondo la normativa antiriciclaggio, di beni intestati a società estere, trust, fondazioni o fiduciarie.

Il quadro riguarda chi è residente fiscale in Italia. Chi si è trasferito davvero all'estero e non è più residente non lo compila per gli anni successivi. Quando si diventa non residenti lo spiego in residenza fiscale all'estero e i 183 giorni.

Cosa va dichiarato nel quadro RW?

Va dichiarato tutto ciò che può produrre redditi di fonte estera. Le istruzioni distinguono investimenti e attività estere di natura finanziaria, e assegnano a ognuno un codice da mettere in colonna 3.

Cosa detieni Codice
Conti correnti e depositi esteri 1
Partecipazioni in società non residenti 2
Obbligazioni estere 3
Quote di fondi e ETF esteri, certificati di massa 4
Valute estere da depositi e conti 5
Polizze vita e di capitalizzazione estere 8
Derivati e rapporti finanziari conclusi all'estero 9
Metalli preziosi detenuti all'estero 10
Immobili esteri 15
Immobile estero adibito ad abitazione principale 19
Conto deposito titoli all'estero 20
Cripto-attività 21

Rientrano anche le attività italiane detenute all'estero, per esempio tramite una fiduciaria estera, e le attività estere tenute in Italia fuori dal circuito degli intermediari, come titoli in una cassetta di sicurezza.

Le cripto-attività vanno dichiarate sempre, che siano su un exchange estero o su un wallet personale. Il codice dello Stato in colonna 4, per le valute virtuali, non è obbligatorio. La parte fiscale delle cripto è in tasse sulle criptovalute.

Chi è esonerato dal quadro RW?

Sono esonerati dal monitoraggio quattro casi. Attenzione: l'esonero dal monitoraggio non esonera dall'IVAFE, dall'IVIE e dai redditi.

  1. Conti e depositi esteri fino a 15.000 euro. Non c'è obbligo di monitoraggio se il valore massimo complessivo raggiunto nell'anno da depositi e conti esteri non supera 15.000 euro (art. 2 della legge 186/2014). Il quadro va comunque compilato se è dovuta l'IVAFE.
  2. Attività affidate a intermediari italiani. Non si dichiarano le attività in gestione o in amministrazione presso intermediari residenti, se i redditi sono stati tassati da loro con ritenuta o imposta sostitutiva. È il caso del dossier titoli in una banca italiana in regime amministrato.
  3. Dipendenti pubblici all'estero e lavoratori presso organizzazioni internazionali la cui residenza in Italia è stabilita da accordi internazionali.
  4. Frontalieri, per le attività nel Paese in cui lavorano in via continuativa, a condizione che entro sei mesi dalla fine del lavoro all'estero non le detengano più.

Per gli immobili esteri c'è una regola a parte: se nell'anno non è cambiato nulla, non vanno indicati nel quadro, salvo il pagamento dell'IVIE. Se cambia anche un solo immobile, vanno indicati tutti.

E se non devi presentare la dichiarazione? Il quadro RW si presenta lo stesso, con il frontespizio del modello Redditi o con il quadro W del 730, nei termini ordinari.

Quanto si paga di IVAFE?

L'IVAFE è l'imposta sul valore dei prodotti finanziari, dei conti correnti e dei libretti di risparmio detenuti all'estero. È l'equivalente estero dell'imposta di bollo che una banca italiana trattiene sul conto e sul dossier titoli.

Cosa IVAFE nel 2025 e nel 2026
Prodotti finanziari (azioni, ETF, obbligazioni, polizze) 2 per mille del valore
Prodotti finanziari in Stati a fiscalità privilegiata 4 per mille, dal 2024
Conti correnti e libretti di risparmio 34,20 euro l'anno
Conti con giacenza media fino a 5.000 euro presso lo stesso intermediario Non dovuta

Il valore è quello di mercato al 31 dicembre, o alla fine del periodo in cui hai tenuto il prodotto. Per i conti correnti si usa la giacenza media, sommando tutti i conti presso lo stesso intermediario. L'imposta va rapportata ai giorni di possesso e alla quota, e da essa si scala l'eventuale imposta patrimoniale pagata nel Paese estero.

Le aliquote sono confermate nella scheda IVAFE dell'Agenzia delle Entrate. Il totale si riporta nel rigo RW6 e si versa con il codice tributo 4043, con le scadenze delle imposte sui redditi.

Un esempio: un portafoglio di ETF su un broker estero che vale 80.000 euro al 31 dicembre, tenuto tutto l'anno, paga 160 euro di IVAFE.

Quanto si paga di IVIE sugli immobili all'estero?

L'IVIE è l'1,06% del valore dell'immobile dal 2024 (fino al 2023 era lo 0,76%), in proporzione alla quota e ai mesi di possesso. Si contano i mesi in cui il possesso è durato almeno 15 giorni.

  • L'abitazione principale all'estero è esente, salvo che sia di lusso (in Italia, categorie A/1, A/8 e A/9): per quella l'aliquota è lo 0,4%, con una detrazione di 200 euro.
  • Il valore è, di regola, il costo dell'atto di acquisto; in mancanza, il valore di mercato nel luogo dell'immobile. Per gli immobili nell'Unione europea e nello Spazio economico europeo si usa il valore catastale, se esiste.
  • Dall'IVIE si scala l'imposta patrimoniale pagata all'estero sullo stesso immobile.

I dettagli sono nella scheda IVIE dell'Agenzia. Il totale va nel rigo RW7.

Come si compila il quadro RW riga per riga?

Si compila un rigo per ogni attività, nei righi da RW1 a RW5, e si chiude con i totali nei righi RW6 (IVAFE), RW7 (IVIE) e RW8 (cripto). Ecco le colonne principali, in sintesi.

Colonna Cosa indicare
1 Titolo del possesso: 1 proprietà, 2 usufrutto, 3 nuda proprietà, 4 altro
2 1 se sei delegato sul conto, 2 se sei titolare effettivo
3 Codice del bene, dalla tabella del paragrafo precedente
4 Codice dello Stato estero
5 Quota di possesso in percentuale
6 Criterio di valutazione: 1 mercato, 2 nominale, 3 rimborso, 4 costo, 5 catastale
7 Valore all'inizio dell'anno o al primo giorno di possesso
8 Valore a fine anno o all'ultimo giorno; per i conti, la giacenza media
10 Giorni di possesso, se è dovuta IVAFE o imposta sulle cripto
11 Mesi di possesso, se è dovuta l'IVIE
12 Imposta patrimoniale pagata all'estero, da scalare
14 Quadro dei redditi collegato: 1 RL, 2 RM, 3 RT, 4 più quadri, 5 nessun reddito nell'anno
16 Da barrare se compili solo per il monitoraggio e non devi imposte
29-30 IVAFE calcolata e dovuta
31-32 IVIE calcolata e dovuta
33-34 Imposta sulle cripto-attività calcolata e dovuta

Tre regole pratiche delle istruzioni:

  • i valori in valuta estera si convertono in euro con il cambio medio mensile pubblicato con provvedimento dell'Agenzia delle Entrate;
  • per i titoli si usa il valore dell'estratto conto dell'intermediario estero, se coincide con quello di mercato;
  • titoli omogenei con lo stesso codice e lo stesso Stato si possono raggruppare in un rigo, con una media ponderata dei giorni; tieni però un prospetto con il dettaglio, da esibire se richiesto.

La colonna 14 è quella che spesso si sbaglia. Collega il bene ai redditi che produce: se hai un conto titoli estero che ha incassato dividendi e realizzato plusvalenze, indichi 4, e quei redditi devono comparire davvero nei quadri RM e RT. Come si dichiarano, broker per broker, lo spiego in come dichiarare Interactive Brokers e Degiro.

Come si dichiara un conto su un broker estero nel quadro RW?

Di solito servono due righi: uno per il deposito titoli (codice 20) e uno per la liquidità sul conto (codice 1). Se la liquidità è in più valute, ognuna si converte in euro.

Sul deposito titoli si paga l'IVAFE del 2 per mille sul valore di fine anno. Sulla liquidità, se è trattata come conto corrente, l'IVAFE fissa di 34,20 euro, solo se la giacenza media supera 5.000 euro. La soglia di esonero dei 15.000 euro riguarda solo conti e depositi: un broker estero con 3.000 euro in titoli va dichiarato lo stesso.

Il quadro RW si compila anche se nell'anno non hai venduto nulla e non hai incassato nulla. In quel caso in colonna 14 indichi 5.

Quanto si rischia se non si compila il quadro RW?

Si rischia una sanzione proporzionale al valore non dichiarato, non all'imposta evasa. Per questo, su importi alti, pesa molto.

Violazione Sanzione
Attività non dichiarate in Paesi collaborativi Dal 3 al 15% degli importi non dichiarati
Attività in Stati a fiscalità privilegiata Dal 6 al 30%
Dichiarazione presentata entro 90 giorni dalla scadenza 258 euro fissi

Le sanzioni erano nell'art. 5 del decreto-legge 167/1990, e sono state riportate con gli stessi importi nell'art. 67 del testo unico delle sanzioni tributarie (D.Lgs. 173/2024). Alla sanzione sul monitoraggio si sommano quelle per l'IVAFE o l'IVIE non versate e per i redditi esteri non dichiarati, oltre alle imposte e agli interessi.

Un esempio: un conto titoli estero da 100.000 euro mai dichiarato espone a una sanzione da 3.000 a 15.000 euro per ogni anno, prima ancora di guardare dividendi e plusvalenze.

Come si rimedia a un quadro RW dimenticato?

Si rimedia con una dichiarazione integrativa e il ravvedimento operoso, prima che l'Agenzia ti contesti la violazione. Il ravvedimento riduce le sanzioni in base a quanto tempo è passato dalla scadenza.

I passi, in sintesi:

  1. Ricostruisci per ogni anno aperto i valori iniziali e finali, i giorni di possesso e i redditi prodotti.
  2. Presenta l'integrativa con il quadro RW e i quadri dei redditi.
  3. Versa IVAFE, IVIE, imposte sui redditi, interessi e sanzioni ridotte.

Se la dichiarazione l'hai presentata in ritardo ma entro 90 giorni, la sanzione sul monitoraggio è quella fissa di 258 euro, a sua volta riducibile con il ravvedimento. Le riduzioni esatte dipendono dall'anno della violazione, perché le regole sono cambiate dal 2024: è un calcolo da fare caso per caso.

Il momento conta. Con lo scambio automatico di informazioni, l'Agenzia riceve ogni anno dai Paesi aderenti i dati dei conti intestati a residenti italiani. Regolarizzare prima di una lettera di compliance o di un controllo costa meno, e lo spiego anche in conti in Svizzera: gli obblighi fiscali per chi vive in Italia.

Quando conviene evitare il quadro RW?

Il quadro RW non si evita, si sceglie dove tenere gli investimenti. Chi investe tramite un intermediario italiano in regime amministrato non compila il quadro per quel conto, perché imposte e bollo li paga la banca. Chi usa un broker estero lo compila ogni anno e calcola da sé imposte e IVAFE.

Le differenze tra i due modi, comprese le minusvalenze, sono in regime amministrato o dichiarativo. Se la scelta riguarda un conto all'estero per altri motivi, come la diversificazione del rischio paese, gli aspetti pratici sono in conto corrente a Dubai e negli articoli sulla Svizzera.

Domande frequenti

Chi deve compilare il quadro RW?

Le persone fisiche residenti in Italia che detengono investimenti o attività finanziarie all'estero, oppure cripto-attività, anche se nel corso dell'anno le hanno vendute. Sono tenuti anche i cointestatari, chi ha la delega al prelievo su un conto estero e il titolare effettivo di beni intestati a società, trust o fiduciarie.

Un conto corrente estero con meno di 15.000 euro va dichiarato?

Ai fini del monitoraggio no, se il valore massimo raggiunto nell'anno da tutti i conti e depositi esteri non supera 15.000 euro. Il quadro va però compilato se è dovuta l'IVAFE di 34,20 euro, cioè se la giacenza media annua presso lo stesso intermediario supera 5.000 euro. La soglia vale solo per conti e depositi, non per titoli e cripto.

Quanto è l'IVAFE nel 2026?

L'IVAFE è il 2 per mille del valore dei prodotti finanziari esteri, il 4 per mille se sono in Stati a fiscalità privilegiata. Per conti correnti e libretti è fissa a 34,20 euro l'anno e non si paga se la giacenza media presso lo stesso intermediario non supera 5.000 euro. Si calcola in proporzione ai giorni e alla quota di possesso.

Quanto si rischia se non si compila il quadro RW?

La sanzione va dal 3 al 15% degli importi non dichiarati, dal 6 al 30% per i Paesi della lista nera. Se la dichiarazione è presentata entro 90 giorni dalla scadenza la sanzione è fissa a 258 euro. A queste si aggiungono le sanzioni per IVAFE e imposte non versate sui redditi esteri.

Se non devo presentare la dichiarazione, devo comunque compilare il quadro RW?

Sì. Chi è esonerato dalla dichiarazione dei redditi presenta comunque il quadro RW con il frontespizio del modello Redditi, oppure il quadro W del 730, negli stessi termini previsti per quei modelli.

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