Trasferirsi a Dubai: gli errori e le promesse da non credere
Le promesse più comuni su Dubai e perché non reggono: zero tasse, società di comodo, visto con la casa, freelance, conto personale per gli incassi, la black list. Con le norme italiane ed emiratine a ottobre 2026.
9 min di lettura di Filippo Angeloni
In breve. Su Dubai circolano promesse che suonano bene e reggono poco: «zero tasse», «apri una società e non paghi», «con la casa hai il visto», «il freelance non serve più», «fai passare tutto sul conto personale». Ognuna ha un pezzo di verità e un pezzo che costa caro. Il più caro, per un italiano, è dimenticare che gli Emirati sono ancora nella lista del D.M. 4 maggio 1999: chi si trasferisce lì deve dimostrare di non vivere più in Italia.
Qui metto in fila gli errori e le promesse che conviene riconoscere prima di spendere soldi, con le norme a ottobre 2026. Il quadro generale è nella guida alla residenza a Dubai.
A Dubai davvero non si pagano tasse?
Negli Emirati non c'è un'imposta sul reddito delle persone fisiche: è vero, lo dice il portale del governo. Ma «zero tasse» è vero solo in parte e solo negli Emirati.
- Le imprese pagano. Dal 2023 c'è la corporate tax: 0% fino a 375.000 AED di utile (≈ 91.000 €, al cambio indicativo di 4,11 AED per euro), 9% sopra. Le società di free zone possono avere lo 0% sui redditi «qualificanti», ma solo se rispettano condizioni precise di sostanza e di ricavi. I dettagli sono in corporate tax negli Emirati.
- I consumi pagano. C'è l'IVA al 5%.
- L'Italia può tassarti tutto. Se resti residente fiscale in Italia, l'Italia tassa i tuoi redditi ovunque li produci. Il fatto che a Dubai non ci sia imposta sul reddito non ti protegge: lo rende solo più probabile che l'Italia guardi con attenzione.
Basta prendere il visto e iscriversi all'AIRE?
No. Il visto non è residenza fiscale, e l'AIRE da sola non basta. Per il Fisco italiano conta dove vivi davvero.
Dal 2024 l'art. 2 del TUIR considera residente chi per la maggior parte dell'anno ha in Italia la residenza civile, il domicilio, inteso come il luogo delle relazioni personali e familiari, oppure è presente fisicamente, contando anche le frazioni di giorno. L'iscrizione all'anagrafe crea una presunzione di residenza. Dal 1° gennaio 2027 le stesse regole passano nell'art. 2 del nuovo Testo unico delle imposte sui redditi (D.Lgs. 117/2026).
E per gli Emirati c'è un passo in più. Sono nella lista del D.M. 4 maggio 1999 e, per l'art. 2, c. 2-bis TUIR, il cittadino italiano che si trasferisce lì si presume ancora residente in Italia, salvo prova contraria. La prova tocca a te.
L'errore tipico: visto a Dubai, iscrizione all'AIRE, moglie e figli che restano in Italia, rientri frequenti. Per l'Italia il domicilio è ancora qui. Lo spiego con calma in trasferirsi a Dubai e tasse in Italia e in esterovestizione delle persone fisiche.
Il certificato di residenza fiscale emiratino mi protegge dall'Italia?
No, non da solo. Il certificato della Federal Tax Authority attesta che sei residente per gli Emirati, e lo puoi ottenere anche con 90 giorni nel Paese, se hai un visto e una casa o un lavoro lì, secondo la guida della FTA.
Con 90 giorni a Dubai, gli altri 275 li passi da qualche parte. Se sono in Italia, sei residente anche qui. Il certificato è una prova utile tra le altre, non un lasciapassare. Cosa dimostra e cosa no è in il certificato di residenza fiscale degli Emirati.
Una società a Dubai mi fa pagare meno tasse in Italia?
Non se la gestisci dall'Italia. È la promessa più venduta e quella che finisce più spesso davanti all'Agenzia delle Entrate.
Le due norme da conoscere:
| Situazione | Norma | Cosa succede |
|---|---|---|
| La società emiratina è amministrata di fatto dall'Italia | Art. 73, c. 3 TUIR (dal 2027 art. 82, c. 3 del nuovo Testo unico) | È residente in Italia e paga le tasse qui: conta dove si prendono le decisioni strategiche e dove si svolge la gestione corrente, non dove è registrata |
| Tu resti residente in Italia e controlli la società | Art. 167 TUIR, CFC (dal 2027 art. 186) | Se la tassazione effettiva estera è sotto il 15% e più di un terzo dei proventi è «passivo», gli utili si tassano in capo a te in Italia |
Il testo dell'art. 73 dopo il D.Lgs. 209/2023 parla di sede legale, sede di direzione effettiva e gestione ordinaria in via principale. Una licenza in free zone, una postazione condivisa e un conto non spostano niente di tutto questo, se le decisioni le prendi dal tuo ufficio di Milano.
Anche negli Emirati la società «di carta» ha poco senso: per lo 0% da free zone serve sostanza adeguata, e sopra la soglia si paga il 9%. Quando una società a Dubai ha senso è in aprire una società a Dubai.
Comprando casa a Dubai si ha il visto?
Sì, ma non alle condizioni che si sentono in giro. E il visto dipende dall'immobile: se lo vendi, viene meno il presupposto.
- Golden Visa da investitore immobiliare: immobili per almeno 2 milioni di AED (≈ 486.500 €), secondo l'ICP. A Dubai il Dubai Land Department chiede un prezzo d'acquisto di almeno 2 milioni e, con il mutuo, il nulla osta della banca. Secondo il portale dell'immigrazione di Dubai (GDRFA), a ottobre 2026, sull'immobile c'è un vincolo per tutta la durata della residenza.
- Visto da proprietario sotto la soglia Golden: a Dubai esiste un visto di due anni gestito dal DLD. La pagina del Dubai Land Department lo concede al proprietario singolo «a prescindere dal valore dell'immobile», e chiede una quota di almeno 400.000 AED ai comproprietari. Le pagine del GDRFA, però, indicano condizioni diverse, anche di reddito.
La soglia di 750.000 AED che si legge in molti articoli non compare sulla pagina attuale del DLD. Se qualcuno te la propone come regola, chiedigli la fonte ufficiale aggiornata. E la durata della Golden immobiliare: ICP e DLD dicono 10 anni, ma si trovano fonti che dicono 5. Verifica al momento della domanda.
L'errore vero, però, è un altro: comprare casa per il visto, a un prezzo che non avresti pagato altrimenti. La casa è un investimento immobiliare con i suoi rischi; il visto è una conseguenza. I dettagli sono in Golden Visa negli Emirati.
Il freelance permit è stato abolito?
No. A ottobre 2026 il permesso freelance esiste ancora: il ministero del Lavoro emiratino (MoHRE) prevede 13 tipi di permesso di lavoro e quello freelance è uno di questi, per chi lavora in proprio senza datore di lavoro, secondo il portale del governo. Nel 2026 la stampa ha parlato di una revisione delle categorie dei permessi, ma non ho trovato una fonte ufficiale che dica che il permesso freelance sia stato abolito.
Gli errori opposti sono due:
- lavorare senza permesso, magari con un visto turistico o di un altro tipo. Negli Emirati è illegale lavorare senza un permesso di lavoro valido (decreto-legge federale 33/2021);
- confondere il permesso freelance con la Green Visa. La Green da autonomo dura 5 anni ma chiede, oltre al permesso, una laurea o un diploma specialistico e un reddito da lavoro autonomo di 360.000 AED l'anno (≈ 87.600 €) nei due anni precedenti, oppure la prova di mezzi sufficienti, secondo l'ICP.
Il costo del permesso freelance non lo riporto: le cifre che circolano non coincidono e non ho trovato una tariffa ufficiale aggiornata. I visti, uno per uno, sono in i visti per vivere a Dubai.
Posso far passare gli incassi sul mio conto personale?
No. Gli incassi di un'attività vanno sul conto dell'attività. Usare il conto personale come cassa della società è l'errore che più spesso porta a un conto bloccato.
La banca ti ha aperto il conto su una descrizione precisa dei movimenti: se poi ci passano fatture di clienti, il conto non corrisponde più a quello che hai dichiarato. Secondo le regole della Banca centrale, di norma la chiusura richiede 60 giorni di preavviso scritto, ma se la banca sospetta reati finanziari non deve spiegarti i motivi, e il conto può essere bloccato o chiuso in fretta. In più, una persona fisica con un'attività d'impresa oltre 1 milione di AED di fatturato l'anno deve registrarsi per la corporate tax. E in Italia un conto personale che fa da cassa a una società estera è un argomento in più per dire che la società è gestita da qui.
Come funzionano i conti, e cosa dichiarare in Italia, è in aprire un conto a Dubai.
Quali altri errori si pagano cari?
Altri quattro, meno famosi ma frequenti:
- Restare fuori dagli Emirati più di sei mesi di fila con un visto ordinario. Oltre i 180 giorni consecutivi il visto decade. Chi ha la Golden è esente. Il servizio dell'ICP per rientrare dopo i sei mesi non vale per i residenti di Dubai.
- Dimenticare la sanità italiana. Con l'AIRE perdi l'assistenza ordinaria del Servizio sanitario nazionale. Dal 27 luglio 2026 chi vive fuori da UE ed EFTA può riavere la tessera con un contributo di 2.000 € l'anno (legge 111/2026). A Dubai, intanto, l'assicurazione privata è obbligatoria.
- Contare sulla pensione pubblica esente. Per la convenzione Italia-Emirati, le pensioni pagate dallo Stato italiano a un cittadino italiano restano tassate in Italia. Quelle private si tassano nel Paese di residenza.
- Leggere male le liste nere. Gli Emirati sono usciti dalla lista grigia del GAFI nel 2024 e dalla lista UE antiriciclaggio nel 2025, e non sono nella lista UE dei Paesi non cooperativi. Ma per la tua residenza fiscale conta la lista italiana del D.M. 4 maggio 1999, e lì ci sono ancora.
Come si riconosce chi vende promesse su Dubai?
Da cosa promette e da cosa non chiede. Un'offerta da cui stare lontano di solito ha almeno uno di questi segni:
- promette un risultato fiscale in Italia («non paghi più niente») senza chiederti dove vivi e dove sta la tua famiglia;
- vende la società come soluzione per tutti, prima di sapere cosa fai;
- ti propone visto e residenza «a distanza». Per l'Emirates ID servono le impronte in un centro ICP dai 15 anni in su, e il test medico si fa di persona;
- non ti dice chi presenta le domande a tuo nome, né chi viene pagato e da chi.
Sull'ultimo punto la regola è semplice: il preventivo deve essere intestato a te, con le voci chiare, e devi sapere se chi ti presenta un professionista ne riceve una commissione. Noi lo diciamo: visti e società a Dubai li segue uno studio professionale con sede a Dubai, indipendente da noi, che incarichi e paghi direttamente; se gli affidi l'incarico, lo studio riconosce a New Digital Finance una commissione di segnalazione. Come funziona il servizio è nella pagina su trasferirsi a Dubai.
Le truffe finanziarie in generale, non solo su Dubai, hanno schemi ricorrenti: li descrivo in come difendersi dalle truffe finanziarie. Lo stesso lavoro su Panama è in residenza a Panama: gli errori e le truffe.
Prima di decidere qualunque cosa, conviene una conversazione in cui sia tu a raccontare la tua situazione. È quello che facciamo nella call gratuita di 30 minuti.
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