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AVS e secondo pilastro: la pensione svizzera per chi torna in Italia

Cosa succede alla pensione svizzera di chi ha lavorato in Svizzera e vive o torna in Italia: la rendita AVS e la 13a dal 2026, la totalizzazione con l'INPS, il secondo pilastro LPP e la parte bloccata, la ritenuta del 5% e l'imposta alla fonte svizzera.

10 min di lettura di Filippo Angeloni

In breve. Chi ha lavorato in Svizzera e vive in Italia non perde la pensione svizzera: la rendita AVS si paga anche in Italia e, dal 2026, ha una 13a mensilità a dicembre. Nel 2026 la rendita intera va da 1.260 a 2.520 franchi al mese (circa 1.340-2.670 euro). I contributi svizzeri non si rimborsano, ma si totalizzano con quelli INPS. Il secondo pilastro (LPP) si può incassare in capitale solo in parte se in Italia sei ancora assicurato. In Italia, se il pagamento passa da una banca italiana, AVS e LPP scontano una ritenuta del 5% a titolo d'imposta (art. 76 della legge 413/1991).

Questo articolo fa parte della guida al trasferimento in Svizzera. Gli importi in euro sono indicativi, al cambio medio BNS di settembre 2026: 1 franco ≈ 1,06 euro. Non parlo di come investire il capitale previdenziale: è una scelta che non rientra in questo articolo e che non consigliamo qui.

Come funziona la pensione in Svizzera?

La previdenza svizzera ha tre pilastri:

Pilastro Cos'è Obbligatorio?
Primo: AVS/AI Assicurazione vecchiaia, superstiti e invalidità, pubblica Sì, per chi lavora o vive in Svizzera
Secondo: LPP Previdenza professionale, tramite la cassa pensione del datore di lavoro Sì, per i dipendenti sopra una soglia di salario
Terzo: 3a e 3b Previdenza individuale, vincolata (3a) o libera (3b) No

L'AVS copre il minimo per vivere, come ricorda l'Agenzia delle Entrate nella risoluzione 3/E del 2020. Il secondo pilastro serve a mantenere il tenore di vita. Chi ha lavorato in Svizzera come dipendente, anche da frontaliere, di solito ha entrambi.

Chi torna in Italia ha diritto alla rendita AVS?

Sì. Ha diritto a una rendita di vecchiaia chi ha almeno un anno intero di contributi AVS, e i cittadini dell'UE la ricevono anche se vivono in Italia. Lo spiega l'opuscolo 3.01 sulle rendite di vecchiaia, aggiornato al 1° gennaio 2026.

Il rovescio: i contributi non te li puoi far restituire. Il rimborso dei contributi AVS è previsto per chi ha la cittadinanza di un Paese senza convenzione di sicurezza sociale con la Svizzera o di pochi altri Paesi extraeuropei, e i cittadini UE e AELS ne sono esclusi (Cassa svizzera di compensazione, rimborso dei contributi). Restano in Svizzera e diventano rendita.

L'età di riferimento è 65 anni per gli uomini. Per le donne sale di tre mesi l'anno dal 2025, con la riforma AVS 21, e arriva a 65 anni dal 2028:

Donne nate nel Età di riferimento
1961 64 anni e 3 mesi
1962 64 anni e 6 mesi
1963 64 anni e 9 mesi
1964 e dopo 65 anni

Si può anticipare la rendita dai 63 anni (dai 62 per le donne nate tra il 1961 e il 1969), con una rendita più bassa, o rinviarla da uno a cinque anni, con un aumento.

Quanto vale la rendita AVS?

Nel 2026 la rendita di vecchiaia intera va da 1.260 franchi (circa 1.340 euro) a 2.520 franchi al mese (circa 2.670 euro). Per una coppia sposata la somma delle due rendite non può superare il 150% della rendita massima, cioè 3.780 franchi (circa 4.010 euro). Sono gli importi dell'opuscolo 3.01, invariati rispetto al 2025.

Da cosa dipende l'importo:

  • gli anni di contributi. La rendita intera, detta scala 44, spetta a chi ha versato senza lacune dal 1° gennaio dopo i 20 anni fino all'età di riferimento. Ogni anno mancante riduce la rendita di almeno 1/44. Chi ha lavorato in Svizzera dieci anni riceve quindi una rendita parziale;
  • il reddito medio della carriera svizzera, rivalutato;
  • gli accrediti per compiti educativi e assistenziali.

La 13a mensilità. Dal 2026 l'AVS paga ogni anno, a dicembre, una mensilità in più a tutti i beneficiari che hanno diritto a una rendita di vecchiaia in quel mese. Vale un dodicesimo della rendita annua. Il primo pagamento è a dicembre 2026. Non spetta su rendite per superstiti, d'invalidità e per i figli. Il finanziamento è ancora aperto: il Parlamento ha approvato un aumento dell'IVA di 0,4 punti dal 2028, e il voto popolare è fissato per il 29 novembre 2026 (UFAS, 13a mensilità AVS).

Chi vive all'estero non ha diritto alle prestazioni complementari all'AVS, che in Svizzera integrano le rendite basse.

Come si chiede la pensione svizzera dall'Italia?

Si chiede nel Paese dove vivi. Le domande presentate nello Stato di domicilio da chi ha contributi in Svizzera e in uno Stato UE avviano automaticamente la procedura in tutti gli Stati interessati, dice l'opuscolo 3.01. Per chi vive in Italia, quindi, il punto di partenza è l'INPS. Per le persone residenti all'estero la competente in Svizzera è la Cassa svizzera di compensazione (CSC).

Il consiglio dell'AVS è di presentare la domanda tre o quattro mesi prima dell'età di riferimento, perché raccogliere i documenti e calcolare la rendita richiede tempo.

Come si sommano i contributi italiani e svizzeri?

Con la totalizzazione, che è gratuita. I periodi assicurativi svizzeri si sommano a quelli italiani per far nascere il diritto alla pensione, come per i Paesi dell'UE, spiega l'INPS. Tra Svizzera e UE si applicano i regolamenti europei 883/2004 e 987/2009, grazie all'Accordo sulla libera circolazione (circolare INPS 95/2017).

Due cose da capire bene:

  • la totalizzazione non sposta i contributi. Ogni Paese paga la sua parte di pensione, calcolata sui periodi lavorati lì. Ricevi due pensioni, una italiana e una svizzera;
  • serve di regola almeno un anno (52 settimane) di contributi nello Stato che totalizza. Sotto l'anno si applicano regole particolari del regolamento europeo.

La convenzione bilaterale Italia-Svizzera resta in vigore per alcuni aspetti, per esempio quando ci sono contributi anche in Paesi fuori dall'UE.

Cosa succede al secondo pilastro quando lascio la Svizzera?

Quando lasci il lavoro in Svizzera senza un nuovo datore di lavoro svizzero, l'avere della cassa pensione passa su un conto o una polizza di libero passaggio, intestato a te. Da lì, cosa puoi incassare dipende da dove vai.

Se vai in un Paese UE o AELS, come l'Italia, e lì sei assicurato obbligatoriamente per vecchiaia e invalidità, la parte obbligatoria LPP non si può incassare in contanti. Resta bloccata fino a cinque anni prima dell'età di pensionamento. Puoi invece incassare la parte sovraobbligatoria, se c'è. Lo prevede l'art. 25f della legge sul libero passaggio (LFLP).

Le eccezioni:

  • l'acquisto dell'abitazione in cui vivi;
  • la prova di non essere assicurato obbligatoriamente in uno Stato UE o AELS, per esempio perché non lavori.

All'età di pensionamento la prestazione LPP si può prendere in rendita, in capitale o in parte nei due modi, secondo il regolamento della tua cassa. Le due forme hanno conseguenze fiscali diverse, in Svizzera e in Italia, che vedo sotto.

Come si tassa in Italia la pensione svizzera?

Dipende da come arriva il pagamento.

Se passa da una banca italiana, la rendita AVS sconta una ritenuta unica del 5% a titolo d'imposta, applicata dall'istituto italiano che la paga: lo prevede l'art. 76, comma 1, della legge 413/1991. Dal 2017 il comma 1-bis, aggiunto dal D.L. 50/2017, estende la stessa ritenuta alle prestazioni LPP, comprese quelle degli enti di prepensionamento, in qualunque forma erogate, quindi anche in capitale. Con la ritenuta non devi dichiarare quelle somme (risoluzione 3/E del 2020). Vale per tutti i residenti in Italia, non solo per gli ex frontalieri (risposta a interpello 286/2019).

Se la incassi su un conto all'estero, senza un intermediario italiano, la ritenuta del 5% non si applica. Nella risoluzione 3/E del 2020 l'Agenzia ha concluso che un capitale LPP incassato su un conto svizzero va a tassazione separata, ai sensi dell'art. 17, comma 1, lettera a), del TUIR. In un caso successivo ha ammesso invece l'autoliquidazione del 5% in dichiarazione (risposta 702/2021). Per la rendita AVS incassata all'estero non c'è una regola generale chiara, solo risposte caso per caso.

Come arriva Trattamento in Italia
AVS su banca italiana Ritenuta del 5% a titolo d'imposta, niente dichiarazione
LPP (rendita o capitale) su banca italiana Ritenuta del 5% a titolo d'imposta, niente dichiarazione
Capitale LPP su conto estero Secondo la risoluzione 3/E 2020, tassazione separata; va valutato caso per caso
AVS su conto estero Nessuna regola generale: va valutato caso per caso

Due avvertenze sul futuro. L'art. 76 della legge 413/1991 è una norma esterna al TUIR e, a ottobre 2026, non ho trovato se e dove sia stato ripreso nei nuovi testi unici. La tassazione separata dell'art. 17 del TUIR, dal 1° gennaio 2027, è nell'art. 19 del nuovo Testo unico delle imposte sui redditi (D.Lgs. 117/2026). E un conto svizzero tenuto da residente in Italia ha i suoi obblighi di dichiarazione, spiegati in conti in Svizzera: gli obblighi fiscali per chi vive in Italia.

E la Svizzera trattiene imposte sul capitale?

Sì. Le prestazioni in capitale della previdenza pagate a chi è domiciliato all'estero sono sempre soggette all'imposta alla fonte svizzera, anche se c'è una convenzione: lo dice l'art. 19 dell'ordinanza del DFF sull'imposta alla fonte.

L'imposta trattenuta si può chiedere a rimborso, senza interessi, se:

  • presenti la domanda all'autorità fiscale del Cantone entro tre anni dal versamento;
  • alleghi una conferma dell'autorità fiscale italiana che è a conoscenza della prestazione e che sei residente in Italia ai sensi della convenzione.

Il rimborso presuppone che la convenzione assegni all'Italia il diritto di tassare quella prestazione: va verificato sul tipo di prestazione, ed è uno dei punti da chiarire prima di chiedere il capitale. Per i residenti in Svizzera, invece, il capitale è tassato a parte, con un'aliquota federale pari a un quinto della tariffa ordinaria (art. 38 LIFD), più le imposte cantonali. Come funziona il resto delle imposte svizzere è in come funzionano le tasse in Svizzera.

Meglio la rendita o il capitale?

Non c'è una risposta valida per tutti, e non la diamo in questo articolo. Cosa fare del capitale una volta incassato è una scelta d'investimento, che non è l'oggetto di queste pagine.

Quello che conviene mettere in fila prima di decidere riguarda le regole, non i mercati:

  • cosa permette il regolamento della tua cassa pensione e da quando;
  • quanta parte è sovraobbligatoria, e quindi incassabile anche prima;
  • dove arriverà il pagamento, perché cambia la tassazione in Italia;
  • la tempistica del rimborso dell'imposta alla fonte svizzera, se incassi da residente in Italia;
  • la tua residenza al momento del pagamento: residente in Svizzera o in Italia non è la stessa cosa. Su questo vedi trasferirsi in Svizzera e tasse in Italia.

E il terzo pilastro?

Il pilastro 3a è un risparmio previdenziale vincolato, con vantaggi fiscali in Svizzera. Il suo trattamento fiscale in Italia per chi torna non è regolato da una norma specifica che abbia trovato in fonti ufficiali: non rientra nell'art. 76 della legge 413/1991, che parla solo di AVS e LPP. Se hai un 3a, va valutato caso per caso con un professionista, prima di incassarlo.

Cosa fare prima di lasciare la Svizzera?

Mettere in ordine i documenti finché sei lì: estratto del conto individuale AVS, certificato della cassa pensione con la divisione tra parte obbligatoria e sovraobbligatoria, dati del conto di libero passaggio. Sono le carte che servono anni dopo, quando chiedi la pensione dall'Italia.

Chi lavora in Svizzera da frontaliere ha le stesse regole sulla pensione, ma tasse diverse sullo stipendio: le trovi in frontalieri in Svizzera: nuovo e vecchio regime. Se stai valutando un rientro in Italia, o un trasferimento in Svizzera da pensionato, e vuoi capire come si incastrano residenza e pensione nel tuo caso, ne parliamo nella consulenza sulla residenza.

Domande frequenti

Tornando in Italia posso farmi restituire i contributi AVS?

No. I cittadini dei Paesi dell'UE e dell'AELS, Italia compresa, non hanno diritto al rimborso dei contributi AVS: il rimborso è previsto, a certe condizioni, per chi ha la cittadinanza di un Paese senza convenzione di sicurezza sociale con la Svizzera o di pochi altri Paesi elencati dalla Cassa svizzera di compensazione. In cambio, il diritto alla rendita resta anche se vivi in Italia.

Ho lavorato in Svizzera solo due anni: prendo qualcosa?

Sì, se hai almeno un anno intero di contributi. Riceverai una rendita parziale, ridotta di almeno 1/44 per ogni anno mancante rispetto alla carriera completa. I periodi svizzeri contano anche per far nascere il diritto alla pensione italiana, grazie alla totalizzazione.

La 13a mensilità AVS spetta anche a chi vive in Italia?

Le regole ufficiali dicono che la ricevono tutti i beneficiari che hanno diritto a una rendita di vecchiaia nel mese di dicembre, senza distinguere in base al Paese di residenza. Il primo pagamento è a dicembre 2026. Per il tuo caso la conferma la dà la cassa che ti paga la rendita.

Posso ritirare tutto il secondo pilastro se torno in Italia?

Di regola solo la parte sovraobbligatoria. La parte obbligatoria resta su un conto o una polizza di libero passaggio se in Italia sei assicurato obbligatoriamente, per esempio perché lavori. Le eccezioni sono l'acquisto dell'abitazione e la prova di non essere assicurato obbligatoriamente in uno Stato UE o AELS.

La pensione svizzera va dichiarata in Italia?

Se la rendita AVS o la prestazione LPP passa da una banca italiana che applica la ritenuta del 5% a titolo d'imposta, no. Se la incassi su un conto estero, la ritenuta non si applica e il trattamento cambia: l'Agenzia delle Entrate ha dato risposte diverse a seconda dei casi, quindi va valutato prima di scegliere dove farla accreditare.

Chi fa cosa

Questo contenuto ha scopo informativo e non è consulenza legale, fiscale o notarile, né consulenza in materia di investimenti: il servizio di relocation non riguarda strumenti finanziari. Il servizio lo eroga e lo fattura New Digital Finance, che per le parti tecniche si avvale di professionisti esterni (fiduciari, avvocati, commercialisti) che incarica e paga lei: hai un solo interlocutore e un solo preventivo. Non abbiamo accordi con banche. Nessuno può garantire l'esito: i permessi li rilasciano le autorità svizzere, e la residenza fiscale in Italia dipende da come vivi, non da un documento.

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