Frontalieri in Svizzera: il nuovo accordo, il vecchio regime e le tasse
Come sono tassati i frontalieri italiani in Svizzera con l'accordo del 2020: chi è frontaliere per il Fisco, la differenza tra vecchi e nuovi, l'80% in Svizzera, la franchigia di 10.000 euro, il telelavoro al 25% e la quota sanitaria.
9 min di lettura di Filippo Angeloni
In breve. Dal 1° gennaio 2024 i frontalieri italiani in Svizzera seguono l'accordo del 23 dicembre 2020. È frontaliere per il Fisco chi abita in un Comune entro 20 km dal confine, lavora in Ticino, Grigioni o Vallese e rientra a casa in linea di principio ogni giorno, con al massimo 45 notti fuori l'anno per lavoro. I vecchi frontalieri pagano solo in Svizzera. I nuovi pagano in Svizzera l'80% dell'imposta alla fonte e in Italia l'IRPEF, con una franchigia di 10.000 euro e il credito per l'imposta svizzera. Il telelavoro fino al 25% non fa perdere lo status.
Questo articolo fa parte della guida al trasferimento in Svizzera. Riguarda chi lavora in Svizzera e continua a vivere in Italia. Chi invece si trasferisce di là trova il lato italiano in trasferirsi in Svizzera e tasse in Italia.
Chi è frontaliere per il Fisco?
È frontaliere fiscale chi soddisfa tutte insieme quattro condizioni dell'art. 2, lettera b), dell'accordo del 2020, come le riassumono le FAQ dell'Amministrazione federale delle contribuzioni:
- è residente fiscale in uno dei due Stati;
- abita in un Comune che si trova, in tutto o in parte, entro 20 km dal confine, secondo l'elenco ufficiale concordato dai due Stati;
- lavora nella regione di frontiera: per la Svizzera Grigioni, Ticino e Vallese;
- rientra in linea di principio ogni giorno nel luogo di residenza principale.
Il rientro quotidiano ammette un'eccezione: 45 giorni l'anno di mancato rientro per motivi di lavoro, circa uno a settimana per un tempo pieno. Oltre questo limite perdi lo status per quell'anno. L'accordo non fissa una distanza massima in ore o chilometri, ma le FAQ avvertono che viaggi troppo lunghi rendono difficile dimostrare il rientro quotidiano.
Il permesso G non basta. Il permesso per frontalieri vale per chi vive in uno Stato UE e rientra a casa ogni giorno o almeno una volta alla settimana, e da quando le zone di frontiera sono state abolite permette di lavorare in tutta la Svizzera (SEM, permesso G). La definizione fiscale è più stretta: puoi avere il G ed essere tassato come un lavoratore qualsiasi. I permessi sono spiegati in permessi di soggiorno in Svizzera.
Che differenza c'è tra vecchi e nuovi frontalieri?
La differenza sta in una data. È vecchio frontaliere chi era frontaliere fiscale in Ticino, Grigioni o Vallese il 17 luglio 2023, data di entrata in vigore dell'accordo, oppure in qualsiasi momento tra il 31 dicembre 2018 e il 17 luglio 2023. Non serve un periodo minimo, ma il datore di lavoro deve aver versato l'imposta alla fonte. Tutti gli altri sono nuovi frontalieri.
| Vecchi frontalieri | Nuovi frontalieri | |
|---|---|---|
| Chi sono | Frontalieri fiscali tra il 31.12.2018 e il 17.7.2023 | Chi lo diventa dopo |
| Imposta in Svizzera | Alla fonte, intera (tariffe A, B, C, H) | Alla fonte, all'80% (tariffe R, S, T, U) |
| Imposta in Italia | Nessuna sullo stipendio svizzero | IRPEF ordinaria, con credito per l'imposta svizzera |
| Franchigia IRPEF | Non serve | 10.000 euro |
| Ristorni ai Comuni italiani | 40% del gettito, fino all'anno fiscale 2033 | Nessuno |
Le FAQ svizzere precisano anche che conta la residenza fiscale, non la nazionalità: un cittadino svizzero che vive in Italia può essere frontaliere.
Quanto paga di tasse un nuovo frontaliere?
Paga due volte, ma con un credito. In Svizzera il datore di lavoro trattiene l'imposta alla fonte calcolata all'80% delle aliquote ordinarie. In Italia il lavoratore dichiara lo stipendio e paga l'IRPEF, detraendo l'imposta svizzera come credito. È la cosiddetta tassazione concorrente.
Per i frontalieri l'Italia prevede una franchigia di 10.000 euro: la parte di stipendio sotto questa soglia non concorre al reddito imponibile. Era di 7.500 euro fino al 2023. L'ha portata a 10.000 l'art. 4 della legge 83/2023, che modifica l'art. 1, comma 175, della legge 147/2013, come spiega la circolare 25/E del 2023 al paragrafo 2.4.4. Vale per tutti i frontalieri, non solo per quelli in Svizzera. Dal 1° gennaio 2027 la norma si trova nell'art. 217 del nuovo Testo unico delle imposte sui redditi (D.Lgs. 117/2026).
La stessa legge 83/2023 prevede altre due regole per i frontalieri:
- i contributi per il prepensionamento di categoria sono deducibili (art. 5; dal 2027 art. 218 del nuovo Testo unico);
- gli assegni familiari svizzeri non sono imponibili in Italia (art. 6; dal 2027 art. 219 del nuovo Testo unico).
Quanto pesi in concreto la doppia tassazione dipende dallo stipendio, dalla famiglia e dalle detrazioni italiane. Un confronto numerico va fatto sui tuoi dati, non su una tabella generica.
Cosa succede ai vecchi frontalieri?
I vecchi frontalieri restano tassati solo in Svizzera, con l'imposta alla fonte intera, e non pagano imposte in Italia sullo stipendio svizzero. Per loro i Cantoni continuano a versare ai Comuni italiani di confine il 40% del gettito fino all'anno fiscale 2033. Dopo quella data la Svizzera non versa più compensazioni e tiene tutto il gettito.
Due cose da sapere:
- Lo status si può perdere. L'accordo contiene una clausola contro gli abusi: in caso di abuso manifesto, le autorità dei due Paesi possono consultarsi e revocare lo status di vecchio frontaliere.
- Spostamenti e cambi di lavoro. Le FAQ svizzere dicono che basta essere stati frontalieri fiscali in qualsiasi momento del periodo 2018-2023. Chi nel frattempo si è trasferito oltre i 20 km e poi è tornato dentro la fascia può ancora beneficiare del regime transitorio, se rispetta di nuovo la definizione.
Cos'è l'imposta sostitutiva del 25% del decreto Omnibus?
È un'opzione italiana per un gruppo preciso di lavoratori: chi lavorava già in Svizzera prima del 17 luglio 2023 ma abita in uno dei circa 70 Comuni italiani entrati nell'elenco dei 20 km solo con l'accordo del 2020 (i Comuni sono negli allegati del decreto). Con il vecchio accordo non erano frontalieri, quindi per la Svizzera oggi sono nuovi frontalieri e non hanno il regime transitorio. Il D.L. 113/2024 (decreto Omnibus) consente loro di pagare in Italia, al posto dell'IRPEF ordinaria, un'imposta sostitutiva pari al 25% dell'imposta svizzera. Dal 2027 l'opzione è nell'art. 221 del nuovo Testo unico.
Attenzione all'effetto in Svizzera. Il Cantone Ticino, in una direttiva del luglio 2026 valida dal 1° gennaio 2024, ritiene che chi sceglie l'imposta sostitutiva esca dalla convenzione e dall'accordo, perché è un regime agevolato. Conseguenza: per chi opta, il Ticino applica l'imposta alla fonte al 100%, con le tariffe ordinarie, e non all'80%. Il frontaliere che non ha optato deve dimostrarlo con la copia della dichiarazione italiana.
Prima di scegliere l'opzione, quindi, il conto va fatto su entrambi i lati del confine.
Il telelavoro fa perdere lo status di frontaliere?
No, entro il 25% del tempo di lavoro. Il Protocollo di modifica dell'accordo, firmato a Roma il 30 maggio e a Berna il 6 giugno 2024, è entrato in vigore il 9 febbraio 2026 e si applica dal 1° gennaio 2024, come ha comunicato il Consiglio federale. In Italia la ratifica è avvenuta con la legge 29 dicembre 2025, n. 217.
In pratica, il frontaliere può lavorare da casa, in Italia, fino a un quarto del suo tempo di lavoro annuo senza cambiare le regole fiscali e senza perdere lo status. Vale anche per i vecchi frontalieri. Il protocollo riguarda solo le tasse: i contributi sociali hanno regole proprie, da verificare con il datore di lavoro.
E chi abita oltre i 20 km o lavora fuori da Ticino, Grigioni e Vallese?
Non è frontaliere fiscale, anche se ha il permesso G. Il suo stipendio segue le regole generali della convenzione contro le doppie imposizioni: imposta alla fonte svizzera piena e tassazione ordinaria in Italia, con il credito per l'imposta pagata in Svizzera. È lo schema che la direttiva ticinese descrive per chi, fino al 2023, non rientrava nell'accordo del 1974.
Anche questi lavoratori finiscono nello scambio elettronico annuale di informazioni previsto dall'art. 7 dell'accordo: nome, indirizzo, codice fiscale, stipendio lordo, contributi e imposta trattenuta arrivano al Fisco italiano. Lo stesso vale per i nuovi frontalieri e per chi non rientra ogni giorno.
Il frontaliere può chiedere la tassazione ordinaria in Svizzera?
No. Al momento della firma i due Paesi hanno concordato che i frontalieri dell'accordo del 2020 non possono chiedere la tassazione ordinaria ulteriore (TOU): l'imposta alla fonte è definitiva. Lo confermano le FAQ dell'Amministrazione federale e la direttiva ticinese sull'imposta alla fonte 2025.
Restano le procedure di correzione dell'imposta alla fonte, per esempio se il datore di lavoro ha applicato la tariffa sbagliata. In Ticino la richiesta va fatta entro il 31 marzo dell'anno successivo.
Che assicurazione malattia ha il frontaliere?
Il frontaliere residente in Italia ha un diritto di opzione: può restare assicurato in Italia oppure iscriversi all'assicurazione malattia svizzera, la LAMal. La domanda di esenzione dall'obbligo svizzero va presentata all'autorità del Cantone di lavoro entro tre mesi dall'inizio del contratto, come spiega l'Ufficio federale della sanità pubblica. Il Tribunale federale ha stabilito nel 2015 che l'opzione «tacita» non vale: serve una domanda formale.
Sul lato italiano c'è la cosiddetta quota sanitaria. La legge 213/2023, art. 1, commi 237 e seguenti, ha previsto una compartecipazione alla spesa sanitaria per alcune categorie di lavoratori in Svizzera, tra cui i vecchi frontalieri, e i loro familiari. Il decreto del Ministero della Salute del 14 novembre 2025, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 293 del 18 dicembre 2025, fissa una quota tra il 3% e il 6% dello stipendio netto svizzero, con un minimo di 30 e un massimo di 200 euro al mese, decisa dalle Regioni. A ottobre 2026 l'applicazione da parte delle Regioni e la contestazione svizzera sono ancora in corso: conviene verificare la situazione della propria Regione prima di fare conti.
Premi, franchigie e regole della LAMal sono in assicurazione malattia in Svizzera. Per i contributi pensionistici versati in Svizzera e il loro destino, vedi AVS e secondo pilastro per chi torna in Italia.
Meglio fare il frontaliere o trasferirsi in Svizzera?
Dipende da dove vuoi vivere, non solo dalle tasse. Il nuovo frontaliere paga le imposte in entrambi i Paesi e resta pienamente residente in Italia, con i suoi obblighi. Chi si trasferisce paga in Svizzera, ma deve spostare davvero la vita: casa, famiglia, giorni, e affrontare il costo della vita svizzero.
| Nuovo frontaliere | Residente in Svizzera | |
|---|---|---|
| Dove vive | In Italia, entro 20 km | In Svizzera |
| Tasse sullo stipendio | Svizzera all'80% + IRPEF con credito | Svizzera |
| Assicurazione malattia | Opzione Italia o LAMal | LAMal obbligatoria |
| Costo della casa | Italiano | Svizzero |
Il confronto tra le due strade va fatto sui numeri della tua famiglia: se ti serve, lo facciamo nella consulenza sulla residenza. Il costo della vita dall'altra parte del confine è in vivere in Svizzera e in Ticino.
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