Polizze unit linked: cosa sono, quanto costano e quando non convengono
Una polizza unit linked è un investimento in fondi dentro un contratto assicurativo: il rischio resta tuo e i costi si sommano su più livelli. Come leggere il KID, cosa costa il riscatto, come è tassata e cosa resta davvero di impignorabilità ed esenzione dalla successione.
aggiornato il 11 min di lettura di Filippo Angeloni
In breve. Una polizza unit linked è un contratto di assicurazione sulla vita di ramo III in cui i premi vengono investiti in fondi: il valore della polizza sale e scende con quei fondi, e il rischio di perdita resta a te. I costi sono su più livelli: caricamenti sui premi, commissione annua della compagnia, costi dei fondi sottostanti, eventuali penali di riscatto. Nel KID li trovi riassunti nell'«incidenza annuale dei costi». Le tutele che si sentono citare spesso, impignorabilità ed esenzione dalla successione, esistono ma non sono automatiche, e la giurisprudenza le ha ridimensionate per le polizze che sono di fatto investimenti.
Se ce l'hai già, la domanda utile non è «è buona o cattiva», ma quanto ti costa all'anno, quanto ti costerebbe uscire e cosa ti dà in cambio. Qui trovi gli strumenti per rispondere da solo.
Cos'è una polizza unit linked?
Una unit linked è un'assicurazione sulla vita il cui valore è collegato a quote di fondi. Il Codice delle assicurazioni private (D.Lgs. 209/2005, art. 2) la mette nel ramo III: assicurazioni le cui prestazioni sono collegate al valore di fondi comuni, di fondi interni della compagnia o di indici.
Funziona così:
- versi un premio, unico o periodico;
- la compagnia trattiene i caricamenti e investe il resto in quote di uno o più fondi;
- il valore della polizza è il numero di quote per il loro prezzo del giorno;
- alla scadenza, al riscatto o alla morte dell'assicurato viene liquidato quel valore, a volte con una piccola maggiorazione in caso di morte.
I fondi possono essere interni, cioè patrimoni separati creati dalla compagnia apposta per le polizze, oppure esterni: fondi comuni ed ETF di altre case, che la compagnia mette a disposizione in un elenco. Molti contratti permettono di cambiare fondo (lo «switch») senza costi o con un costo fisso.
La differenza con un fondo comprato in banca è il contenitore. Nella unit linked i fondi stanno dentro un contratto assicurativo, con regole fiscali, successorie e di riscatto diverse. Il rischio finanziario, però, è lo stesso: se i fondi perdono, perde la polizza.
Che differenza c'è tra unit linked, multiramo e index linked?
La differenza sta in cosa determina il valore della polizza.
| Unit linked (ramo III) | Multiramo | Index linked (ramo III) | |
|---|---|---|---|
| Collegata a | Fondi interni o esterni | Ramo III più gestione separata di ramo I | Un indice o un paniere, spesso tramite un titolo strutturato |
| Garanzia sul capitale | Di norma no | Solo sulla parte di ramo I, se prevista | Dipende dalla struttura e dalla solidità dell'emittente |
| Rischio | Tutto tuo | Diviso secondo le percentuali scelte | Tuo, più quello dell'emittente |
| Dove leggi i costi | KID e documento sulle opzioni d'investimento | KID | KID |
La multiramo è oggi la forma più venduta allo sportello: una parte va nella gestione separata, che rende poco ma è stabile, e una parte nei fondi di ramo III. La parte di ramo I fa sembrare il prodotto più prudente, ma i costi del ramo III restano.
Le index linked le ho trattate a parte in polizze index linked: cosa sono.
Quanto costa davvero una polizza unit linked?
Costa la somma di almeno tre livelli di costo, più quello eventuale per uscire. È questo il punto che allo sportello si spiega meno.
- Caricamenti. Una percentuale trattenuta sui premi prima di investirli, oppure costi fissi di emissione. Su un premio unico può essere zero; sui piani a premi periodici è spesso concentrata nei primi anni.
- Commissione di gestione della compagnia. Una percentuale annua prelevata dal valore della polizza o dal fondo interno. È il compenso per il «contenitore» e, in buona parte, per chi te l'ha venduta.
- Costi dei fondi sottostanti. Ogni fondo ha le sue spese correnti (TER), e in alcuni casi commissioni di performance. Se il fondo interno a sua volta investe in fondi esterni, i costi si sommano ancora.
- Penali di riscatto e costi di switch. Si pagano solo se esci prima o cambi fondo, ma vanno messi nel conto.
Un esempio per dare l'idea, con numeri ipotetici: commissione della compagnia dell'1,5% annuo e fondi con TER dell'1,2% fanno 2,7% l'anno, prima delle tasse, che il mercato salga o scenda. Su 100.000 euro sono 2.700 euro l'anno. Come pesa una differenza di costi così su 10 o 20 anni lo mostro con un calcolo in quanto costano davvero i fondi comuni in banca.
Non è un caso limite. Secondo le rilevazioni dell'IVASS riportate nel 2025, l'incidenza media annua dei costi delle unit linked, in uno scenario moderato, è intorno al 2,9%, quella delle multiramo intorno al 2,6%, contro meno del 2% delle polizze rivalutabili di ramo I. L'IVASS da alcuni anni chiede alle compagnie di verificare che questi prodotti offrano un valore adeguato rispetto a quello che costano.
Come si leggono i costi nel KID?
Nel KID guardi due tabelle: «Andamento dei costi nel tempo» e «Composizione dei costi». Il KID è il documento contenente le informazioni chiave previsto dal Regolamento UE 1286/2014 (PRIIPs), e ti deve essere consegnato prima della firma.
- Andamento dei costi nel tempo. Riporta i costi totali in euro su un investimento di esempio (di solito 10.000 euro) se esci dopo un anno e alla fine del periodo di detenzione raccomandato, e l'incidenza annuale dei costi: di quanti punti percentuali i costi riducono ogni anno il rendimento. È il numero da confrontare tra prodotti.
- Composizione dei costi. Separa costi di ingresso, costi di uscita, costi di gestione e altri costi amministrativi o di esercizio, costi di transazione ed eventuali commissioni di performance.
Due attenzioni pratiche:
- Nei prodotti con molte opzioni d'investimento il KID generale riporta spesso un intervallo di costi, dal fondo meno caro al più caro. Il dato del fondo che hai scelto sta nel documento specifico di quell'opzione.
- Insieme al KID c'è il DIP aggiuntivo IBIP, previsto dalle regole IVASS per i prodotti d'investimento assicurativi. Lì trovi i dettagli che il KID non ha: costi di riscatto anno per anno, costi di switch, quota dei costi che va al distributore.
Ogni anno la compagnia ti manda anche un estratto conto con il valore della polizza; chi l'ha venduta, se è una banca, deve mandarti il rendiconto dei costi sostenuti. Confrontali con quanto avevi versato.
Si può riscattare una unit linked? Con quali penali?
Sì, di solito, ma non subito e non gratis. Molti contratti non consentono il riscatto nel primo anno e applicano poi penali decrescenti, per esempio qualche punto percentuale il secondo anno, meno il terzo, fino ad azzerarsi dopo quattro o cinque anni. La tabella esatta è nelle condizioni di contratto e nel DIP aggiuntivo.
Prima di decidere se uscire, metti in fila:
- il valore di riscatto oggi, al netto delle penali (chiedilo per iscritto alla compagnia);
- le tasse che pagheresti sul rendimento, se c'è;
- quanto ti costerebbe restare: l'incidenza annuale dei costi per gli anni che mancano.
Una penale del 2% pagata una volta può costare meno di due o tre anni di costi in più. Ma il calcolo va fatto sul tuo contratto, non in astratto.
Diverso è il recesso: entro 30 giorni dalla conclusione del contratto puoi recedere e riavere il premio, al netto di eventuali spese di emissione indicate nel contratto e dell'eventuale variazione di valore delle quote (art. 177 del Codice delle assicurazioni). Se hai firmato da poco e hai dubbi, è il momento di usarlo.
Come vengono tassate le polizze unit linked?
Il rendimento è tassato al 26% solo quando lo incassi, cioè al riscatto o alla scadenza. La base è la differenza tra quanto ricevi e i premi versati. La parte di rendimento che viene da titoli di Stato italiani ed equiparati è tassata al 12,5%, in proporzione.
Tre aspetti da sapere:
- Differimento. Finché non riscatti, non paghi imposte sui rendimenti, anche se cambi fondo all'interno della polizza. È un vantaggio reale, ma viene spesso usato per giustificare costi che lo superano.
- Perdite. Il rendimento di una polizza è reddito di capitale. Secondo l'impostazione prevalente, eventuali perdite al riscatto non si possono usare per compensare plusvalenze realizzate altrove, e le minusvalenze che hai nel dossier titoli non si compensano con i guadagni della polizza. Ne parlo in minusvalenze finanziarie: come recuperarle. Se hai una perdita importante, fallo verificare dal commercialista.
- Imposta di bollo. Sulle polizze di ramo III e V si applica il bollo dello 0,20% annuo sul valore. Dal 2025, con la legge di bilancio 2025 (legge 207/2024), la compagnia lo versa ogni anno allo Stato e lo recupera trattenendolo dalla prestazione al riscatto o alla scadenza. L'Agenzia delle Entrate lo ha spiegato nella circolare 7/E del 4 giugno 2025.
In caso di morte dell'assicurato, il capitale pagato ai beneficiari è esente IRPEF solo per la parte che copre il rischio di morte. Dal 2015 la parte di rendimento finanziario è tassata come al riscatto (legge 190/2014, che ha modificato l'art. 34 del D.P.R. 601/1973; circolare 8/E del 2016). Nelle unit linked la componente di rischio è di solito piccola, quindi gran parte del rendimento resta tassata.
Le unit linked sono impignorabili ed esenti dalla successione?
Lo sono solo in parte e non in modo automatico. Sono i due argomenti di vendita più usati, quindi vale la pena guardarli da vicino.
Pignorabilità. L'art. 1923 del Codice civile dice che le somme dovute dall'assicuratore al contraente o al beneficiario non possono essere sottoposte ad azione esecutiva o cautelare. La Cassazione, però, con le decisioni n. 3785 e n. 9418 del 2024, ha detto che per le unit linked la protezione vale se la polizza ha una reale finalità previdenziale e un rischio demografico effettivo, cioè legato alla durata della vita. Se la polizza è nei fatti un investimento finanziario, con il rischio tutto a carico del cliente e una copertura caso morte simbolica, i creditori possono aggredirla. La giurisprudenza non è uniforme e i giudici guardano il singolo contratto. In più, i premi versati in frode ai creditori restano revocabili. Sullo stesso tema, per i conti, c'è conto corrente non pignorabile: esiste davvero?.
Successione. Il beneficiario designato acquista un diritto proprio verso la compagnia (art. 1920 c.c.): la somma non entra nell'asse ereditario e non paga l'imposta di successione, come prevede l'art. 12 del D.Lgs. 346/1990. Dal 1° gennaio 2027 la disciplina passa nel nuovo Testo unico dell'imposta di registro e degli altri tributi indiretti (D.Lgs. 123/2025). Tre limiti:
- i premi versati restano rilevanti per gli eredi legittimari, che possono chiedere la riduzione se sono stati lesi;
- una designazione generica come «gli eredi legittimi» può creare problemi pratici; meglio indicare nomi e quote;
- se la polizza venisse riqualificata come puro investimento, anche il trattamento successorio potrebbe essere messo in discussione.
Se ti serve davvero una protezione per la famiglia in caso di morte, lo strumento costruito apposta è un'altra cosa: la temporanea caso morte, che costa poco perché non contiene investimenti.
Chi vigila sulle polizze unit linked?
Sulle compagnie e sui prodotti vigila l'IVASS. Se la polizza te l'ha venduta una banca o una SIM, sulla correttezza della vendita vigila anche la Consob. Prima di firmare, chi distribuisce il prodotto deve valutare se è adeguato o appropriato per te, come per gli altri prodotti d'investimento.
Se pensi di aver ricevuto informazioni sbagliate sui costi o sul riscatto:
- scrivi un reclamo alla compagnia (e alla banca, se l'ha venduta lei): ha 45 giorni per rispondere;
- se la risposta non ti soddisfa, puoi presentare un esposto all'IVASS o un ricorso all'Arbitro Assicurativo, operativo dal 15 gennaio 2026, che non sostituisce il giudice ma costa molto meno;
- conserva KID, DIP aggiuntivo, questionario di adeguatezza ed estratti conto: sono le prove.
Quando una unit linked può avere senso?
Ha senso in pochi casi, e quasi mai come scelta di partenza. Può avere un ruolo per chi ha un obiettivo successorio preciso su un patrimonio importante, costi contenuti e un contratto con una copertura caso morte reale. Oppure per chi ha già la polizza da anni, con le penali azzerate e costi che, a conti fatti, conviene tenere rispetto alle tasse da pagare uscendo.
Per un risparmiatore che vuole solo investire in fondi o ETF, lo stesso risultato finanziario si ottiene di solito con un costo annuo molto più basso, senza il contenitore assicurativo. La mia opinione più netta sul prodotto l'avevo scritta in polizze unit e index linked: meglio starne alla larga; qui ho preferito darti gli strumenti per fare i conti sul tuo contratto.
Le domande da fare prima di firmare, o da rifare se ce l'hai già:
- Qual è l'incidenza annuale dei costi del fondo che ho scelto, non della media?
- Quanto va al distributore, ogni anno?
- Quanto riprendo se esco tra uno, tre, cinque anni?
- Quanto vale la copertura in caso di morte, in euro?
- Cosa mi dà questa polizza che non avrei con gli stessi fondi comprati direttamente?
Se le risposte non arrivano per iscritto, è già un'informazione.
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