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Titolo dell’oro: carati e millesimi

aggiornato il 5 min di lettura di Alessandro Chiacchiaretta

Se ti stai approcciando per la prima volta al mondo dell’oro fisico, potresti aver sentito parlare indistintamente di “carati” o “millesimi” e del “titolo”dell’oro. Soprattutto quando si è nuovi, è facile entrare in confusione, per questo è necessario fare chiarezza. In questo articolo ti aiuterò a comprendere la distinzione tra questi termini e ti mostrerò quanto siano importantiper capire se ciò che stiamo acquistando rispecchia i nostri obbiettivi.

Il titolo

Si definisce “titolo” dell’oro o “titolatura” la quantitàdioro puro contenuta in una misceladi metalli. Il titolo è quindi l’indicatore da controllare per conoscere la purezzadell’oro che stiamo acquistando. Ma come mai parliamo di miscele? Quando acquistiamo dell’oro, c’è il rischio che esso sia mischiato ad altri metalli?

La verità è che l’oro allo stato puro è un materiale estremamente tenero ed è difficile da lavorare. Per questo motivo, in gioielleria e nei casi in cui compriamo un oggettoin oro, il metallo giallo viene miscelato con altri materiali come l’argento, il palladio, il rame, il nichel e lo zinco per ottenere una certa durezza che permette di modellarlo. Capiamo subito che i metalli che vengono aggiunti all’oro abbassano il valoredella lega, per cui è fondamentale conoscere il titolo di ciò che stiamo comprando. Ecco quindi che a seconda del metallo che misceliamo all’oro possiamo creare una legadiversa. Tipicamente le più famose sono 6:

  • Oro giallo:composto al 75% d’oro, al 12-7% d’argento e al 13-18% da rame
  • Rosso: composto da oro (75%) e rame (25%)
  • Rosa: composto da oro (75%), rame (20%) e argento (5%)
  • Verde: composto da oro (75%) e argento (25%)
  • Blu: composto da oro (75%) e ferro (25%). Un trattamento termico ossida gli atomi di ferro sulla superficie dell’oro, e gli dona la colorazione azzurra.
  • Bianco: composto da oro (75%), palladio (16%) e argento (9%).

Oro da gioielleria – non è mai oro puro

Ma qual è l’unità di misura del titolo? E come facciamo a riconoscere la titolatura di ciò che stiamo acquistando? Ecco che entrano in gioco caratie millesimi.

I carati

L’unità di misura che tradizionalmente viene usata per esprimere il titolo, cioè la purezza dell’oro, è il carato. La ragione è storica. Infatti, nell’antichità si riteneva che i semi del carrubo (in greco «keration») fossero tutti del medesimo peso e quindi venivano utilizzati come unità di misura. Il termine è poi giunto a noi attraverso l’arabo «qirat» che significa letteralmente «ventiquattresima parte».

In virtù di questo, oggi il titolo dell’oro si misura su una scala che va da 1 a 24 carati. Tanto maggiore è la caratura e tanto più pura sarà la miscela di oro. Va da sé che l’oro24kt è l’oro puro al 100%, cioè quello che troviamo in natura.

I millesimi

Parallelamente al carato, usato principalmente negli Stati Uniti, si è diffusa in Europauna seconda unità di misura con la quale è possibile esprimere il titolo dell’oro: i millesimi.
Il principio è esattamente lo stesso, cioè vogliamo identificare quanta parte di oro è presente nella lega, ma la scala non va più da 1 a 24, bensì è su base millesimale. Quindi l’oro puro sarà quello999‰ e tanto più basso diventa il numero e tanto meno oro è presente nella miscela.

Volendo identificare le carature più utilizzate otteniamo;

  • 8 carati = 333 millesimi
  • 12 carati = 500 millesimi
  • 18 carati = 750 millesimi (è il titolo più usato in gioielleria in Italia)
  • 22 carati = 916 millesimi
  • 24 carati = 999 millesimi

Carature più famose

Passare da carati a millesimi

In generale, per passare da carati a millesimi (e viceversa) basta applicare questa semplice formula matematica:

Millesimi= (Caratura ÷ 24) x 1000
Caratura = (millesimi x 24) ÷ 1000

Volendo fare un esempio, con l’oro 9 carati otteniamo:

(9÷24) x 1000 = 375‰
e al contrario
(375‰ x 24) ÷ 1000 = 9 carati

Per gli investitori

Fatta questa doverosa premessa, se sei un investitoreinteressato ad acquistare oro fisico per godere dei suoi numerosi benefici(puoi leggere questo articolo per approfondirli), ecco quello che devi sapere.

In Italia la legge che disciplina gli investimenti in oro fisico è la n. 7 del 17 Gennaio 2000 e descrive con precisione quali tipologie di oro possano essere considerate “da investimento”.

  • L’oro in forma di lingotti o placchettedi peso accettato dal mercato, ma comunque superiore ad 1 grammo, di purezza pari o superiore a 995 millesimi.
  • le monete d’oro di purezzapari o superiore a 900 millesimi, coniate dopo il 1800, che hanno o hanno avutocorso legale nel Paese di origine. Esse devono essere inoltre vendute a un prezzoche non supera dell’80 per cento il valore sul mercato libero dell’oro in esse contenuto.

Si nota subito che a differenza dei prodotti di gioielleria, la legge ci impone di comprare placchettee lingottiquasi a 24 kt (quindi oro puro) e monetealmeno a 21,6kt. Il motivo è semplice ed è che quando investiamo, non siamo interessati a oggetti di forme o fatture particolari, ma dobbiamo solo fare in modo di acquistare oro che sia il più possibile puro.

Perciò, per poter accedere a questo tipo di oggetti e poter fare transazioni sicure, tracciatee in linea con la legge, dobbiamo rivolgerci a una categoria di professionisti chiamati Operatori Professionali in Oro o banco metalli“. Essi sono gli unici ad essere iscritti ad un apposito albo della Banca d’Italia e ad avere l’autorizzazionea vendere questo genere di oro.

Se non ne conosci nessuno e ne cerchi uno di fiducia, posso consigliarti il nostro collaboratore espertoCarlo Marmi“. Egli sarà felice di rispondere alle tue domande e potrà guidarti all’acquisto in modo facilee sicuro.

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