Salta al contenuto
Consulente finanziario indipendente · Iscritto all'albo OCF · Associato NAFOP 800 771 999 · Lun-Ven 9-17

Prestiti per privati: prestito personale, cessione del quinto, mutuo e consolidamento

Le quattro forme di prestito per privati: come funzionano, chi può chiederle, quanto costano davvero e quale si adatta alla tua situazione.

12 min di lettura di Filippo Angeloni

In breve. Le forme principali di prestito per privati sono quattro: il prestito personale, la cessione del quinto, il mutuo e il consolidamento dei debiti. Il prestito personale si basa sul tuo reddito, la cessione del quinto sulla trattenuta in busta paga o sulla pensione, il mutuo sull'ipoteca sulla casa. Il consolidamento serve a riunire debiti che hai già. Per confrontare due offerte guarda sempre il TAEG.

Qui le vediamo una per una con un solo criterio: capire quale ha senso nel tuo caso prima di presentarti in banca. Una richiesta sbagliata resta registrata nelle banche dati del credito e pesa su quella successiva.

Quali tipi di prestito può chiedere un privato?

Un privato può chiedere quattro tipi di finanziamento: prestito personale, cessione del quinto, mutuo e consolidamento dei debiti. La tabella li mette a confronto.

Prestito personale Cessione del quinto Mutuo Consolidamento
Per cosa Qualsiasi spesa Qualsiasi spesa Comprare, costruire o ristrutturare casa Chiudere debiti esistenti, ed eventualmente avere liquidità in più
Chi può Chi ha un reddito dimostrabile Dipendenti (di solito di aziende con almeno 10 dipendenti) e pensionati Chi compra, costruisce o ristruttura Chi ha più rate in corso
Garanzia Il tuo reddito Stipendio o pensione, più assicurazione obbligatoria Ipoteca sull'immobile Quella dello strumento usato
Durata tipica 2-10 anni Fino a 10 anni Fino a 30 anni, a volte 40 Dipende dallo strumento
Costo Medio Medio-alto Il più basso Dipende: guarda il totale, non la rata
Con segnalazioni negative in CRIF Praticamente impossibile Fattibile Praticamente impossibile Solo con la cessione del quinto

Non sai quale fa per te? Puoi chiedere una valutazione gratuita del finanziamento: ti mettiamo in contatto con un mediatore creditizio iscritto all'OAM.

Qual è la differenza tra TAN e TAEG?

Il TAEG è il numero da usare per confrontare due prestiti, perché comprende tutti i costi. Il TAN misura solo gli interessi.

  • Il TAN (tasso annuo nominale) è il tasso d'interesse puro, con cui si calcolano gli interessi sulla somma prestata.
  • Il TAEG (tasso annuo effettivo globale) è il costo totale del finanziamento in percentuale annua: interessi più spese di istruttoria, incasso rata, assicurazioni obbligatorie e imposte.

Un TAN basso con spese alte può costare più di un TAN alto senza spese, e solo il TAEG lo mostra. Prima della firma il finanziatore deve darti un modulo standard. Per il credito ai consumatori è il SECCI, «Informazioni europee di base sul credito ai consumatori». Per il mutuo è il PIES, il Prospetto informativo europeo standardizzato. Chiedilo sempre e mettilo accanto a quello delle altre offerte.

Esiste anche un tetto. Il tasso soglia antiusura è il costo massimo che un finanziamento può avere per legge (L. 108/1996). Lo fissa ogni tre mesi un decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF), sulla base delle rilevazioni della Banca d'Italia, separato per tipo di operazione. Un'offerta sopra quella soglia è usura.

Per i contratti firmati dal 20 novembre 2026 si applicano le nuove regole sul credito ai consumatori del D.Lgs. 212/2025, che recepisce la direttiva europea 2023/2225. La data slitta se le disposizioni attuative della Banca d'Italia arrivano dopo: banche e finanziarie hanno 90 giorni da quel momento per adeguarsi. A ottobre 2026 quelle disposizioni non sono ancora uscite; quando arriveranno, l'obiettivo è dare più trasparenza a chi chiede un prestito.

Come funziona il prestito personale?

Il prestito personale è un finanziamento concesso da una banca o da una finanziaria che restituisci a rate mensili costanti, di solito in un periodo fra due e dieci anni. Non devi dire a cosa ti servono i soldi. Il prestito finalizzato invece lo fai in negozio per comprare l'auto o la cucina, e i soldi vanno direttamente al venditore.

Cosa ti chiedono. Un reddito dimostrabile (busta paga, pensione, dichiarazione dei redditi se sei autonomo) e una storia creditizia pulita. Non c'è una garanzia reale. Il finanziatore si fida della tua capacità di pagare e la misura con due controlli.

  1. Il rapporto rata/reddito. Di solito la somma di tutte le rate che paghi, compresa quella nuova, non deve superare un terzo del reddito netto mensile. Non è una norma ma una prassi, e le soglie esatte cambiano da banca a banca: oltre il 30-35% diventa difficile ottenere qualsiasi cosa.
  2. Le banche dati del credito (CRIF, Experian, CTC). Ritardi recenti, rate saltate o troppe richieste nello stesso periodo sono il motivo più comune di un rifiuto.

Quando ha senso. Per importi medi e spese che non si possono rimandare. Se puoi aspettare e mettere da parte i soldi, il prestito più conveniente resta quello che non chiedi. Se ti chiedi se un debito vale la pena, ne ho parlato in debito buono e debito cattivo.

Due diritti che pochi usano.

  • Recesso: entro 14 giorni dalla firma puoi recedere senza penali, restituendo la somma e gli interessi maturati (art. 125-ter del Testo Unico Bancario, TUB).
  • Estinzione anticipata: puoi restituire tutto prima quando vuoi. Ti spetta la riduzione del costo totale, cioè la restituzione della quota di interessi e costi che riguarda il periodo non goduto (art. 125-sexies TUB). Rientrano anche le spese pagate all'inizio, come istruttoria e assicurazione, in proporzione alla durata che non userai. Il finanziatore può chiederti un indennizzo: al massimo l'1% dell'importo rimborsato in anticipo se al termine del contratto manca più di un anno, lo 0,5% se manca meno, e mai più degli interessi che avresti ancora pagato. Non è dovuto se chiudi l'intero debito residuo e questo non supera 10.000 euro.

Cos'è la cessione del quinto e chi può chiederla?

La cessione del quinto è un prestito la cui rata viene trattenuta direttamente dalla busta paga o dalla pensione e girata al finanziatore dal datore di lavoro o dall'ente pensionistico. Possono chiederla i dipendenti pubblici, i dipendenti privati e i pensionati. È regolata dal DPR 180 del 1950 e ha tre limiti fissi.

  • La rata non può superare un quinto dello stipendio o della pensione netti. Da qui il nome.
  • La durata massima è di 120 mesi, cioè dieci anni.
  • L'assicurazione è obbligatoria: sulla vita e, per i dipendenti, sul rischio di perdere l'impiego. Se succede qualcosa, il debito non resta a te o ai tuoi eredi.

I lavoratori autonomi non possono chiederla, perché non c'è uno stipendio da cui trattenere la rata. Per i dipendenti pubblici e statali è la forma più semplice e conveniente, perché il rischio che il datore di lavoro sparisca è vicino a zero. Per i dipendenti privati contano le dimensioni e la solidità dell'azienda (molti finanziatori chiedono che abbia almeno 10 dipendenti) e il TFR maturato, che fa da garanzia in più.

Il vantaggio. La rata è trattenuta alla fonte, quindi la cessione del quinto può essere concessa anche quando il prestito personale viene rifiutato: con altri finanziamenti in corso, con qualche segnalazione negativa in passato, a volte con un protesto. Il criterio principale è lo stipendio o la pensione, non la tua storia creditizia.

Il limite. La durata lunga e l'assicurazione costano. Una cessione del quinto presa per comodità, quando bastava un prestito personale più corto, costa più del necessario.

Pensionati. La cessione del quinto della pensione si fa con i finanziatori convenzionati con l'ente che la paga, per esempio l'INPS. Dopo la trattenuta deve restarti almeno il trattamento minimo, che per il 2026 l'INPS ha fissato in 611,85 euro al mese. Il limite d'età lo fissano i singoli finanziatori in base all'assicurazione, e conta l'età che avrai alla fine del piano, non quella di oggi.

Il rinnovo. Una cessione del quinto si può rinnovare prima della scadenza, ma solo dopo aver pagato almeno i due quinti delle rate: 48 su 120 in un piano di dieci anni (art. 39 DPR 180/1950, come precisato dalla Banca d'Italia nel 2018). Il rinnovo chiude la vecchia cessione e ne apre una nuova, e la differenza ti arriva in contanti. Conviene solo se le condizioni nuove sono migliori o se quella liquidità ti serve davvero, perché riparti con un piano nuovo e nuovi interessi.

La delega. I dipendenti possono aggiungere alla cessione una delegazione di pagamento, detta anche «doppio quinto»: un secondo finanziamento con un'altra rata trattenuta in busta paga. Serve che il datore di lavoro l'accetti. Di solito le trattenute complessive restano entro la metà dello stipendio netto, ma un tetto valido per tutti non c'è: dipende dal caso, dal contratto e dal finanziatore.

Come funziona il mutuo e quanto finanzia la banca?

Il mutuo è il finanziamento per comprare, costruire o ristrutturare una casa, garantito da un'ipoteca sull'immobile. Di solito la banca finanzia fino all'80% del valore dell'immobile, ma alcune banche arrivano anche al 95% senza la garanzia pubblica. Grazie alla garanzia reale ha i tassi più bassi e le durate più lunghe dei quattro: fino a trent'anni, e in qualche caso quaranta.

Quanto puoi ottenere. Il limite dell'80% viene dalla disciplina del credito fondiario (art. 38 TUB) e si calcola sul valore della perizia della banca, non sul prezzo che hai concordato. Il resto, più notaio, imposte e agenzia, lo metti tu. Oltre l'80% si può andare con garanzie aggiuntive. La più usata è il Fondo di garanzia per la prima casa, gestito da Consap (Concessionaria servizi assicurativi pubblici), che consente di arrivare a mutui fino al 100% del prezzo.

  • Dal 2025 il Fondo è riservato a categorie prioritarie: giovani sotto i 36 anni, giovani coppie, genitori soli con figli minori, inquilini di case popolari, famiglie numerose e, dal 3 agosto 2026, persone con disabilità permanente.
  • La garanzia ordinaria copre il 50% della quota capitale. Con ISEE fino a 40.000 euro può salire all'80%.
  • Se superi la soglia ISEE puoi comunque usare il Fondo, con la garanzia al 50%.
  • La legge di bilancio 2025 (L. 207/2024) ha prorogato queste condizioni fino al 31 dicembre 2027.

Cosa guarda la banca. Lo stesso rapporto rata/reddito del prestito personale, più la stabilità del reddito. Per autonomi e partite IVA servono di solito due o tre anni di dichiarazioni, e conta l'andamento, non solo l'ultimo anno. Da quest'anno molte banche guardano anche la classe energetica dell'immobile, perché pesa sulle bollette e quindi su quanto ti resta per pagare la rata.

Fisso o variabile. Il tasso fisso dà una rata uguale per tutta la durata. Il variabile di solito parte più basso ma segue i tassi di mercato, in su e in giù. La scelta dipende da quanto margine ha il bilancio familiare se la rata salisse. Ne ho parlato in mutuo a tasso fisso o variabile, e i diversi tipi di mutuo sono in quanti tipi di mutuo esistono.

Se il mutuo ce l'hai già. Con la surroga (art. 120-quater TUB) puoi portarlo in un'altra banca che offre condizioni migliori senza pagare notaio, istruttoria o perizia: la legge vieta di addebitarti questi costi. Vale la pena ricontrollarla ogni volta che i tassi cambiano in modo sensibile.

Cos'è il consolidamento dei debiti e quando conviene?

Il consolidamento dei debiti è l'operazione con cui prendi un finanziamento nuovo e con quello chiudi tutti quelli che hai, così paghi una rata sola al posto di tre o quattro. Se serve, puoi chiedere anche una liquidità aggiuntiva. Conviene quando il nuovo finanziamento costa meno, in totale, dei debiti che chiude più l'eventuale liquidità in più.

Con cosa si fa.

  • Con un prestito personale.
  • Con una cessione del quinto, molto comune quando i debiti da chiudere sono altri prestiti. È anche l'unica strada percorribile se hai segnalazioni negative in CRIF.
  • Con un mutuo di consolidamento con ipoteca, se hai una casa: durate fino a 30 anni e importi più alti, tassi più bassi, ma rischi più alti.

Perché la rata scende. I motivi sono due e vanno distinti. Il primo è un risparmio vero: se i debiti di partenza erano cari (le carte revolving sono spesso vicine alla soglia d'usura), un tasso più basso fa risparmiare. Il secondo è un'illusione: allungando la durata la rata scende anche a parità di tasso, ma il totale degli interessi pagati sale. Prima di consolidare, confronta quanto paghi in tutto con la soluzione attuale e con quella nuova.

Il consolidamento con liquidità. Molte offerte propongono di chiudere i debiti e darti in più una somma in contanti. Se consolidi perché le rate erano troppe, prendere altri soldi è la decisione da pensare due volte.

Quando non basta. Se anche una rata unica non è sostenibile, il consolidamento sposta il problema. Per chi è in sovraindebitamento il Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza (D.Lgs. 14/2019) prevede procedure apposite, con l'assistenza di un Organismo di composizione della crisi (OCC). È un percorso da valutare con un professionista.

Cosa fare prima di chiedere un prestito?

Prima di chiedere un prestito conviene controllare la propria posizione nelle banche dati, presentare una sola richiesta ben preparata e verificare chi la gestisce.

1. Controlla la tua posizione nelle banche dati. Puoi chiedere gratis a CRIF, Experian e CTC cosa risulta a tuo nome. Puoi chiederlo anche alla Centrale dei Rischi della Banca d'Italia, che registra chi deve a una stessa banca 30.000 euro o più, garanzie comprese, e le sofferenze da 250 euro. Se c'è un errore, contestalo prima della richiesta.

2. Non fare dieci richieste in dieci banche. Ogni richiesta viene registrata, e tante richieste ravvicinate sono lette come segnale di difficoltà. Meglio capire prima quale strada è percorribile e presentare una richiesta sola, fatta bene.

3. Diffida di chi ti chiede soldi in anticipo. Nessun finanziatore serio chiede un bonifico o una ricarica per «sbloccare» un prestito, e nessuno può garantirti l'esito prima di aver valutato la richiesta. È la truffa più diffusa del settore e colpisce proprio chi ha già avuto un rifiuto. Chi fa mediazione creditizia per mestiere deve essere iscritto agli elenchi dell'OAM, l'Organismo degli Agenti e dei Mediatori, consultabili da chiunque.

Se vuoi un parere su quale di queste strade è percorribile nel tuo caso, chiedi una valutazione gratuita del finanziamento, dove trovi anche come funziona e cosa succede ai tuoi dati, oppure compila direttamente il modulo qui sotto. Ti mettiamo in contatto, gratuitamente, con un mediatore creditizio iscritto all'OAM, che valuta la tua situazione con te.

Domande frequenti

Qual è il prestito più facile da ottenere per un privato?

Per un dipendente o un pensionato la cessione del quinto è di solito la più accessibile, perché la rata viene trattenuta alla fonte. Il finanziatore guarda soprattutto lo stipendio o la pensione e meno la storia creditizia. Non è detto però che sia la più economica.

Si può avere un prestito con una segnalazione in CRIF?

Con una segnalazione negativa recente il prestito personale e il mutuo sono praticamente impossibili da ottenere. La cessione del quinto invece resta spesso fattibile, perché si basa sulla trattenuta in busta paga o sulla pensione. Prima conviene controllare cosa risulta e quando la segnalazione verrà cancellata.

Conviene estinguere un prestito in anticipo?

Spesso sì, se hai la liquidità e non ti serve come riserva. Estinguendo in anticipo hai diritto alla riduzione del costo totale del credito: ti viene restituita la quota di interessi e di costi del periodo non goduto, comprese spese iniziali come istruttoria e assicurazione. Il finanziatore può chiedere un indennizzo, al massimo l'1% dell'importo rimborsato (0,5% nell'ultimo anno), come stabilisce l'art. 125-sexies del Testo Unico Bancario.

Il consolidamento dei debiti fa risparmiare?

Il consolidamento fa risparmiare solo se il nuovo finanziamento costa meno, in totale, dei debiti che chiude. Una rata più bassa ottenuta allungando la durata fa pagare più interessi complessivi. Confronta il costo totale delle due soluzioni, non la rata.

Come verifico che un intermediario sia autorizzato?

Agenti in attività finanziaria e mediatori creditizi devono essere iscritti agli elenchi dell'OAM, consultabili gratis sul sito dell'Organismo. Banche e finanziarie devono essere iscritte agli albi della Banca d'Italia. Se un nome non compare, non dargli i tuoi dati né soldi.

Chi fa cosa

Questo contenuto ha scopo informativo e non è un'offerta di finanziamento. New Digital Finance non concede credito e non svolge attività di mediazione creditizia: se ce lo chiedi, ti mette in contatto con un mediatore creditizio iscritto all'elenco OAM. La segnalazione è gratuita: non paghi niente tu, e non riceviamo niente noi.

Vuoi capire cosa è possibile nel tuo caso?

Lascia due righe. Ti mettiamo in contatto, gratuitamente, con un mediatore creditizio iscritto all'OAM, che ti ricontatta e valuta la richiesta con te.

Chiedi come

Quello che non puoi perderti

Se parti adesso

Parti da qui

Il percorso consigliato per chi comincia: cosa leggere, in che ordine.

Se vuoi capire a che punto sei

Check-up finanziario

Una fotografia della tua situazione, per sapere da dove intervenire.

Se ti hanno fregato

Basta Truffe

Assistenza tecnica, legale e psicologica per chi ha perso capitali.

Continua a leggere

Global ClearJunction truffa: riconoscere il falso trading online

Ti ha contattato su WhatsApp qualcuno che si è presentato come consulente di Global ClearJunction, promettendo rendimenti sicuri del 10% al mese? Oppure hai trovato il sito global-clearjunction.com cercando un broker di trading online e non riesci a capire se sia affidabile? Rispondo subito, senza giri di parole: Global ClearJunction presenta tutti i segnali tipici […]

9 min di lettura

Conto corrente offshore: cos’è, come funziona e quando ha davvero senso

Negli ultimi anni il tema dei conti correnti offshore è diventato sempre più ricorrente. Se ne parla online, nei forum, sui social e in molti articoli che promettono soluzioni “alternative” per proteggere il patrimonio, pagare meno tasse o spostare denaro all’estero in modo semplice e veloce. Proprio per questo, però, il termine offshore è oggi […]

22 min di lettura

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non viene pubblicato. I commenti sono letti prima di comparire, quindi il tuo non si vedrà subito.

Inviando accetti che nome, email e commento vengano trattati per pubblicare e moderare il commento, come descritto nella privacy policy.