Aprile 19, 2021 Alessandro Chiacchiaretta

Titolo dell’oro: carati e millesimi

Se ti stai approcciando per la prima volta al mondo dell’oro fisico, potresti aver sentito parlare indistintamente di “carati” o “millesimi” e del “titolo” dell’oro. Soprattutto quando si è nuovi, è facile entrare in confusione, per questo è necessario fare chiarezza. In questo articolo ti aiuterò a comprendere la distinzione tra questi termini e ti mostrerò quanto siano importanti per capire se ciò che stiamo acquistando rispecchia i nostri obbiettivi.

Il titolo

Si definisce “titolo” dell’oro o “titolatura” la quantità di oro puro contenuta in una miscela di metalli. Il titolo è quindi l’indicatore da controllare per conoscere la purezza dell’oro che stiamo acquistando. Ma come mai parliamo di miscele? Quando acquistiamo dell’oro, c’è il rischio che esso sia mischiato ad altri metalli?

La verità è che l’oro allo stato puro è un materiale estremamente tenero ed è difficile da lavorare. Per questo motivo, in gioielleria e nei casi in cui compriamo un oggetto in oro, il metallo giallo viene miscelato con altri materiali come l’argento, il palladio, il rame, il nichel e lo zinco per ottenere una certa durezza che permette di modellarlo. Capiamo subito che i metalli che vengono aggiunti all’oro abbassano il valore della lega, per cui è fondamentale conoscere il titolo di ciò che stiamo comprando. Ecco quindi che a seconda del metallo che misceliamo all’oro possiamo creare una lega diversa. Tipicamente le più famose sono 6:

  • Oro giallo: composto al 75% d’oro, al 12-7% d’argento e al 13-18% da rame
  • Rosso: composto da oro (75%) e rame (25%)
  • Rosa: composto da oro (75%), rame (20%) e argento (5%)
  • Verde: composto da oro (75%) e argento (25%)
  • Blu: composto da oro (75%) e ferro (25%). Un trattamento termico ossida gli atomi di ferro sulla superficie dell’oro, e gli dona la colorazione azzurra.
  • Bianco: composto da oro (75%), palladio (16%) e argento (9%).
Oro da gioielleria – non è mai oro puro

Ma qual è l’unità di misura del titolo? E come facciamo a riconoscere la titolatura di ciò che stiamo acquistando? Ecco che entrano in gioco carati e millesimi.

I carati

L’unità di misura che tradizionalmente viene usata per esprimere il titolo, cioè la purezza dell’oro, è il carato. La ragione è storica. Infatti, nell’antichità si riteneva che i semi del carrubo (in greco «keration») fossero tutti del medesimo peso e quindi venivano utilizzati come unità di misura. Il termine è poi giunto a noi attraverso l’arabo «qirat» che significa letteralmente «ventiquattresima parte».

In virtù di questo, oggi il titolo dell’oro si misura su una scala che va da 1 a 24 carati. Tanto maggiore è la caratura e tanto più pura sarà la miscela di oro. Va da sé che l’oro 24kt è l’oro puro al 100%, cioè quello che troviamo in natura.

I millesimi

Parallelamente al carato, usato principalmente negli Stati Uniti, si è diffusa in Europa una seconda unità di misura con la quale è possibile esprimere il titolo dell’oro: i millesimi.
Il principio è esattamente lo stesso, cioè vogliamo identificare quanta parte di oro è presente nella lega, ma la scala non va più da 1 a 24, bensì è su base millesimale. Quindi l’oro puro sarà quello 999‰ e tanto più basso diventa il numero e tanto meno oro è presente nella miscela.

Volendo identificare le carature più utilizzate otteniamo;

  • 8 carati = 333 millesimi
  • 12 carati = 500 millesimi
  • 18 carati = 750 millesimi (è il titolo più usato in gioielleria in Italia)
  • 22 carati = 916 millesimi
  • 24 carati = 999 millesimi
Carature più famose

Passare da carati a millesimi

In generale, per passare da carati a millesimi (e viceversa) basta applicare questa semplice formula matematica:

Millesimi = (Caratura ÷ 24) x 1000
Caratura = (millesimi x 24) ÷ 1000

Volendo fare un esempio, con l’oro 9 carati otteniamo:

(9÷24) x 1000 = 375‰
e al contrario
(375‰ x 24) ÷ 1000 = 9 carati

Per gli investitori

Fatta questa doverosa premessa, se sei un investitore interessato ad acquistare oro fisico per godere dei suoi numerosi benefici (puoi leggere questo articolo per approfondirli), ecco quello che devi sapere.

In Italia la legge che disciplina gli investimenti in oro fisico è la n. 7 del 17 Gennaio 2000 e descrive con precisione quali tipologie di oro possano essere considerate “da investimento”.

  • L’oro in forma di lingotti o placchette di peso accettato dal mercato, ma comunque superiore ad 1 grammo, di purezza pari o superiore a 995 millesimi.
  • le monete d’oro di purezza pari o superiore a 900 millesimi, coniate dopo il 1800, che hanno o hanno avuto corso legale nel Paese di origine. Esse devono essere inoltre vendute a un prezzo che non supera dell’80 per cento il valore sul mercato libero dell’oro in esse contenuto.

Si nota subito che a differenza dei prodotti di gioielleria, la legge ci impone di comprare placchette e lingotti quasi a 24 kt (quindi oro puro) e monete almeno a 21,6kt. Il motivo è semplice ed è che quando investiamo, non siamo interessati a oggetti di forme o fatture particolari, ma dobbiamo solo fare in modo di acquistare oro che sia il più possibile puro.

Perciò, per poter accedere a questo tipo di oggetti e poter fare transazioni sicure, tracciate e in linea con la legge, dobbiamo rivolgerci a una categoria di professionisti chiamati Operatori Professionali in Oro o banco metalli“. Essi sono gli unici ad essere iscritti ad un apposito albo della Banca d’Italia e ad avere l’autorizzazione a vendere questo genere di oro.

Se non ne conosci nessuno e ne cerchi uno di fiducia, posso consigliarti il nostro collaboratore esperto “Carlo Marmi“. Egli sarà felice di rispondere alle tue domande e potrà guidarti all’acquisto in modo facile e sicuro.

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Alessandro Chiacchiaretta

Alessandro Chiacchiaretta è un investitore e un divulgatore finanziario. Laureato in Ingegneria Gestionale al Politecnico di Milano, lavora come Logistics Specialist in una multinazionale di beni di largo consumo e parallelamente cura la sua più grande passione: la finanza personale. Dopo aver scoperto da piccolo che il consulente di famiglia non svolgeva adeguatamente il suo lavoro, si è ripromesso che avrebbe fatto di tutto per imparare come gestire in autonomia le proprie finanze. Quella semplice promessa è presto diventata una missione. Oggi cerca di aiutare gli altri ad acquisire consapevolezza sui mercati finanziari.

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