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Ciao aspirante investitore, se sei in questa pagina vuol dire che hai finalmente deciso di iniziare ad investire o almeno vorresti imparare. Posso dirti che sei nel posto giusto perché qui troverai tutte le risposte alle tue domande, in modo semplice e chiaro.
Circa 25 minuti di lettura · Nessuna conoscenza richiesta
— Le basi
Iniziamo con una serie di domande botta e risposta per eliminare tutti i principali dubbi che affliggono gli aspiranti investitori. Sono diciotto: non serve leggerle tutte adesso, apri quelle che ti riguardano e torna quando te ne viene una nuova.
Inesorabilmente il nostro potere di acquisto col tempo si usura a causa dell’inflazione. Il prezzo dei beni e dei servizi aumenta mentre le nostre entrate, derivanti principalmente dal lavoro, rimangono invariate. È per questo che grazie all’investimento puoi utilizzare parte delle tue entrate per generare ricchezza grazie ai mercati finanziari. Attraverso gli strumenti finanziari messi a disposizione dal mercato (azioni, obbligazioni, ETF,…) è possibile realizzare i tuoi obiettivi futuri (pensione, università per i figli, acquisto della casa,…). L’investimento infatti permette di creare valore nel tempo grazie all’apprezzamento di prezzo, alla distribuzione di rendimento con cedole o dividendi, alla ricezione di tassi di interesse o di affitti dovuti alla concessione del proprio capitale o di un proprio immobile a terzi.
Durante la tua vita inconsciamente hai già investito. Hai investito il tuo tempo per giocare un determinato sport, per imparare a suonare uno strumento, per apprendere una determinata materia di studio. Hai investito il tuo corpo e la tua mente per raggiungere i tuoi obiettivi ed è quello che devi fare anche con i soldi. Lo saprai meglio di me che con una buona preparazione dietro ogni traguardo è raggiungibile, anche quelli economici. Quindi rimboccati le mani perché hai trovato il tuo insegnante.
Sei ancora titubante? Leggi la prossima risposta.
La società ci riempie di notizie negative che alimentano la nostra paura negli investimenti. Tu probabilmente ritieni più sicuro lasciare i tuoi soldi fermi in banca o sotto il materasso perché pensi che siano protetti. Ma da chi? Il fondo interbancario di tutela dei depositi garantisce fino a 100.000€ messi in banca, la parte eccedente non è salvaguardata se la banca dovesse fallire. Sotto il materasso poi la probabilità di furti o di incendio è elevata e soprattutto non si può prevedere.
I soldi sui conti correnti e sui conti deposito sono il metodo più efficace per depositare la propria liquidità ma solamente quella. Tutti gli anni i costi di gestione del comparto bancario e l’imposta di bollo fanno diminuire il patrimonio anche di centinaia di euro. Senza contare l’inflazione in Italia che ha quasi raggiunto il 4%. L’istruzione scolastica non affronta mai il problema della finanza personale e degli investimenti per questo motivo, quando ti ritrovi ad avere il primo lavoro e ad andare a vivere da solo o ad avere una famiglia, non sai come gestire il denaro. Le entrate da lavoro è difficile che bastino a realizzare i tuoi obiettivi futuri.
La regola base per diventare un investitore è riuscire ad accantonare tutti i mesi un 10-20% delle proprie entrate. Una parte deve finire come forma di risparmio nei conti correnti o deposito come protezione dalle emergenze e la parte restante deve finire come investimento negli strumenti finanziari che vedremo qui di seguito.
Un’azione rappresenta una quota di partecipazione al capitale sociale delle società di capitali, solitamente le Società per Azioni (S.p.A.). Ogni azione è indivisibile e autonoma. Le azioni permettono ai loro possessori di partecipare ai risultati economici dell’impresa e di avere anche un diritto di voto in essa.
Il rendimento generato a fronte di un rischio assunto può derivare da due fonti:
La società divide il suo capitale sociale in tante piccole parti, le azioni, per riuscire ad avere nuovo capitale da investire. L’azionista compra le azioni perché si aspetta che quest’ultime crescano di valore per realizzare un profitto.
Poniamo che la società ha valore di 100.000€ e che ha deciso di emettere 100.000 azioni quindi ogni azione vale 1€ (capitalizzazione di mercato / numero di azioni = prezzo dell’azione). L’azionista, che ha aspettative di crescita, è disposto a pagare l’azione un prezzo maggiore magari 1,25€ o 1,5€.
Un’obbligazione è un debito che la società o lo Stato assumono verso terzi dai quali ha ricevuto un prestito. Un ‘obbligazione viene quindi emessa per chiedere un finanziamento agli investitori che prestano il loro denaro in cambio di una ricompensa. L’obbligazionista ha un diritto di credito che consiste nella restituzione della somma prestata più gli interessi maturati ad una certa data. Questi interessi vengono chiamati cedole e possono avere un tasso fisso o un tasso variabile.
Le obbligazioni possono essere:
L’obbligazionista realizza un rendimento da:
Un ETF (Exchange Traded Fund) è un fondo di investimento a gestione passiva che investe in un indice che replica un paniere di titoli quotati. Questi titoli possono essere azioni, obbligazioni, materie prime, metalli preziosi,…
Un indice è un insieme di titoli con caratteristiche simili. Esistono indici geografici, settoriali e tematici. Con un ETF è possibile investire in un indice che replica:
Questi sono solo alcuni dei moltissimi ETF disponibili in borsa.
Gli ETF sono i migliori strumenti finanziari disponibili sul mercato per molteplici motivi:
La differenza tra ETF e fondi comuni di investimento consiste nel tipo di gestione che viene applicata sull’indice di riferimento:
La differenza di gestione viene rappresentata dall’entità delle commissioni. I fondi prevedono commissioni tra il 2/3% contro il 0,05/0,85% degli ETF, questo perché le spese di gestione aumentano in modo considerevole visto che si cerca di battere il benchmark (indice di riferimento) modificando il paniere di partenza.
Da questo si potrebbe dedurre che un costo maggiore implica un rendimento maggiore ma non è così, i fondi performano la maggior parte delle volte peggio degli ETF, salgono meno quando il mercato sale e scendono di più quando il mercato scende.
I fondi comuni di investimento vengono proposti principalmente dalle banche e dai consulenti finanziari che ci lavorano. Queste figure sono spinte a proporre questi strumenti finanziari perché:
I prodotti “di casa” delle banche oscillano tra il 60% e il 90% del totale. Questo vuol dire che più di 2 volte su 3 la banca o il suo consulente ti vendono un prodotto che aiuta più le loro tasche che le tue.
Prima di investire controlla sempre se la tua banca o il tuo consulente ti ha proposto un costoso fondo attivo e il perché lo ha fatto, magari c’è un motivo valido. Ti consiglio comunque di optare sugli ETF e sui consulenti finanziari autonomi che non hanno nessun conflitto di interesse. Loro ti propongono i migliori prodotti sul mercato in quanto sono pagati solo a parcella e non in base a ciò che consigliano.
Il rapporto rischio/rendimento quantifica il rischio che stai assumendo per un potenziale rendimento. Viene calcolato in modo direttamente proporzionale cioè più il rischio è maggiore più il rendimento è alto e più il rischio è minore più il rendimento è basso.
In base a questa regola le azioni sono più rischiose delle obbligazioni ma consentono di ricevere un rendimento maggiore a fronte di un rischio più elevato.
Una variabile fondamentale per valutare il rapporto rischio/rendimento è il tempo. Più tempo abbiamo a disposizione più possiamo rischiare, meno tempo abbiamo a disposizione più dobbiamo essere cauti.
Se il nostro obiettivo è di breve termine per esempio di 3/5 anni è consigliabile avere un approccio più moderato. Se il nostro obiettivo è di lungo termine per esempio 10/20 anni possiamo optare per un approccio più aggressivo.
Il portafoglio di investimento può essere raffigurato come una torta dove la totalità rappresenta il nostro capitale e gli spicchi rappresentano i nostri strumenti finanziari.
Ogni portafoglio di investimento è soggettivo e deve quindi essere personalizzato in base alle proprie esigenze di vita e ai propri obiettivi. Uno studente di 20 anni, un lavoratore di 40 anni o un pensionato di 60 anni non avranno lo stesso portafoglio di investimento.
I criteri fondamentali da valutare prima di creare un portafoglio sono:
Ogni investitore può anche avere più portafogli di investimento in base ai suoi obiettivi.
Uno personale e uno per i suoi figli oppure uno personale e uno per l’acquisto di un determinato bene come una casa o un automobile.
Per comporre la nostra torta dobbiamo utilizzare l’asset allocation cioè scegliere quali asset class inserire nel nostro portafoglio. Un asset class è definita come un attività di investimento con caratteristiche comuni per esempio liquidità, azioni, obbligazioni, materie prime, criptovalute,…
Per farti capire meglio facciamo questo esempio di portafoglio di medio termine con un rischio medio:
Ora che abbiamo scelto la nostra asset allocation e le nostre asset class dobbiamo scegliere quali strumenti finanziari utilizzare.
Abbiamo deciso di creare un portafoglio fatto prevalentemente da ETF:
Il passaggio successivo sarà di attribuire ad ogni singola voce lo strumento finanziario specifico.
Ovviamente questo è solo un esempio per spiegare tutti i passaggi fondamentali utili alla creazione di un portafoglio.
La diversificazione è fondamentale nel mondo degli investimenti e per la creazione del proprio portafoglio.
Diversificare significa diminuire la rischiosità del proprio portafoglio inserendo in esso asset scorrelati tra loro.
Ogni scenario economico predilige infatti strumenti finanziari piuttosto che altri.
Le azioni in periodi di recessione performano male, le obbligazioni non sono adatte per periodi di crescita continua e la liquidità diminuisce in caso di inflazione.
Ogni asset class ha il suo tallone d’Achille quindi è opportuno mantenere un portafoglio equilibrato.
La diversificazione permette all’investimento di essere in equilibrio con il mercato, dove da un’estremità c’è il risparmio e dall’altra estremità c’è la speculazione.
Risparmiare significa accantonare il proprio capitale nel tempo senza rischiare e senza ottenere un rendimento.
Un esempio di risparmio può essere quello di non spendere il 10% delle proprie entrate lavorative e versarlo sul proprio conto corrente come fosse un salvadanaio.
Da piccolo ti sarà capitato di prendere la mancia dalla nonna o dai genitori e di metterla nel porcellino di ceramica, ecco quella è una forma di risparmio in quanto metti da parte del capitale che ti servirà in futuro senza chiedere nessun rendimento in cambio e quindi teoricamente senza rischiare nulla.
Il risparmio però non è sicuro come si crede. Il prezzo dei beni e dei servizi tende ad aumentare con il tempo mentre il potere di acquisto si abbassa, questo processo si chiama inflazione.
Facciamo un esempio: risparmi 100 euro e dopo 5 anni decidi di ritirarli per fare la spesa. Anche se hai ancora in mano 100 euro non riuscirai più a comprare le stesse cose che hai comprato un lustro prima. Quei 100 euro hanno perso potere di acquisto e si sono deprezzati fino a valere circa 90 euro (presupponendo un inflazione media annua del 2%).
Speculare significa scommettere sul futuro per ottenere un profitto elevato in meno tempo possibile.
La speculazione è una forma di gioco d’azzardo non fatta con le carte ma attraverso strumenti finanziari quali soprattutto derivati, azioni e criptovalute perché sono gli asset più volatili sul mercato. Speculare definisce il modo in cui ci si pone verso il mondo finanziario.
Per esempio se voglio guadagnare solo dall’aumento del prezzo di un asset, indipendentemente da quale sia, allora sto speculando. Non mi interessa dove o come investire ma voglio solo fare soldi. Il trading, se non fatto come lavoro, la lotteria o la schedina sono tutte forme di speculazione. Rischiare del denaro per prevedere un aumento di prezzo, un numero vincente o una squadra che vince.
Esistono principalmente due modi di investire:
La strategia ideale è iniziare un investimento prima con un PIC creando una base di partenza e successivamente partire con un PAC.
Il PAC è consigliabile per distribuire il rischio nel tempo in quanto ti permette di comprare sia in fase rialziste di mercato che in fase ribassiste di mercato consentendoti di mediare il prezzo medio di carico.
Facciamo un esempio:
In questo modo dopo il terzo mese ti ritrovi con un prezzo medio di carico di 9,73 euro, un valore più basso rispetto ad aver comprato 30 quote subito per un valore di 300 ed avere un prezzo medio di carico di 10.
Questa tecnica è utile soprattutto nel lungo periodo quando le movimentazione di mercato sono molteplici ed è difficile prevedere quando inizia un trend ribassista. Il PAC esprime meglio la sua efficacia su ETF di larga scala o piccola scala come gli ETF World o gli ETF di nicchia.
Il PAC è inoltre il modo migliore per iniziare ad investire in quanto ti crea una consapevolezza automatica nel destinare una piccola percentuale delle tue entrate, per esempio un 10/20%, agli investimenti. Così facendo non spendi quel denaro e sfrutti l’interesse composto.
L’interesse composto è l’interesse che si calcola sul capitale e sugli interessi maturati, quindi sul montante (capitale + interessi).
L’interesse composto è un tasso di interesse esponenziale, aumenta sempre di più all’aumentare del tempo.
Facciamo un esempio:
Su un capitale di 100 euro l’interesse semplice verrebbe calcolato sempre e solo sul capitale quindi se il tasso fosse del 10%, l’interesse per qualsiasi periodo preso in considerazione sarebbe sempre di 10 euro.
L’interesse composto invece calcola gli interessi sul montante quindi nel primo periodo l’interesse è uguale a 10, nel secondo periodo l’interesse è di 11 (10% su 110) e nel terzo periodo è ancora maggiore e pari a 12,1 (10% su 121) e così via.
Su un arco temporale di 10 anni il capitale finale dato da interesse semplice è di 200€ mentre il capitale dato da interesse composto è di circa 260€. Non sembra molto ma se invece di 100 fossero 10.000€ la differenza si sentirebbe eccome, circa di 6000€.
Quindi non sottovalutare mai il potere dell’interesse composto, Albert Einstein l’ha definito l’ottava meraviglia del mondo.
Gli investimenti richiedono un capitale minimo.
I broker online oggi permettono di pagare fee ridotte che incidono relativamente sul capitale iniziale che si intende andare ad investire.
Bisogna ricordare però che è sbagliato non investire solo perché le commissioni sono alte (nel limite di 10/15€), ci limitiamo le opportunità di mercato, per questo ho creato una linea guida che può aiutarti, ma prima facciamo un esempio.
Prima di partire ricorda che:
Per esempio se decidi di comprare un ETF devi valutare queste uscite, che variano a seconda del broker e del tipo di fondo passivo:
Se compri l’ETF a 1000€ e lo rivendi a 2000€ in realtà hai guadagnato circa 985€ prima della tassazione e dopo il pagamento dell’imposta 730€ circa.
Dopo averti mostrato le regolari uscite di un investimento è tempo di vedere la nostra guida.
Eccoti la linea guida per capire il capitale minimo che serve ad investire:
N.B. il capitale va diversificato quindi per ogni posizione in portafoglio, azione, obbligazione o ETF che sia, è meglio non investire più del 10% del proprio capitale. Quindi a conti fatti un capitale ideale minimo per partire ad investire è di 7.000/10.000€.
Ad ogni modo condivido l’idea di iniziare ad investire anche con cifre più basse di quelle che ho detto, il motivo è fare pratica. L’esperienza è il miglior modo per imparare. Ti sconsiglio l’uso dei conti demo o di usarli solo per imparare l’uso della piattaforma online. Testare la propria componente emotiva anche con 50 o 100 euro è il miglior modo per partire con il piede giusto e questa lezione può insegnartela solo una persona, te stesso.
*Alcuni broker permettono di comprare ETF a costo zero o di creare un piano di accumulo automatico in cui le commissioni di acquisto e vendita sono a carico dell’emittente. In questo caso la cifra può essere abbassata anche sui 100 euro.
I migliori broker online per comprare ETF sono, in ordine alfabetico:
Directa, Fineco e Widiba sono broker online italiani che permettono di usufruire del regime amministrato dove le imposte vengono pagate direttamente dalla banca, non serve dichiarare le plusvalenze o minusvalenze realizzate nella dichiarazione dei redditi.
Degiro è un broker online estero che permette solo il regime dichiarativo. La banca ti produce il documento con tutte le tue movimentazioni che poi devi portare dal commercialista che ti aiuterà a compilare la dichiarazione dei redditi.
A livello commissionale le tariffe sono:
| ETF BORSA ITALIANA | ETF BORSE USA | ETF BORSA XETRA | |
| Degiro | 0,50 €¹ | 0,50€¹ | 0,50€¹ |
| Directa | 1,9%o (min.1,5€-max18€)² | 9€ | 0,025% (min.9,5€) |
| Fineco | 19€³ | 12,95$³ | 19€³ |
| Widiba | 0,15% (min.5€-max25€) | 0,15% (min.10€-max25€) | 0,15% (min.10€-max25€) |
Le commissioni possono variare (sono aggiornate a gennaio 2022) e non sono l’unico parametro da valutare per la scelta del proprio broker personale.
¹ alcuni ETF sono gratis
² profilo variabile
³ per i giovani under 30 ETF Italia e ETF Europa a 2,95€ e ETF USA a 3,95$
Directa e Widiba sono le scelte migliori se si vuole investire in maniera semplice e con capitali limitati.
Degiro ha le commissioni più basse in assoluto però prevede il versamento autonomo delle imposte, facilitato dal fac-simile prodotto dalla banca.
Fineco è il miglior broker online italiano ma ha commissioni più alte rispetto agli altri. È consigliabile per coloro che hanno un capitale cospicuo o che hanno un età inferiore ai 30 anni.
Il momento giusto di vendere devi già saperlo una volta che compri.
Se l’investimento è di lungo termine e hai definito un obiettivo da raggiungere la domanda non si pone perché andrai a convertire il titolo in liquidità una volta raggiunto lo scopo prefissato.
Per esempio se avevi deciso di investire in un ETF World con orizzonte temporale 20 anni per mandare tuo figlio all’università, una volta che ha finito le scuole superiori andrai a ritirare gradualmente il capitale che ti serve per pagare la retta universitaria.
Se l’investimento è di breve termine devi importi un range di profitto e di perdita che in gergo sono chiamati take profit e stop loss.
Per esempio compri un ETF settoriale sul mercato dei semiconduttori a 1000€.
Al momento dell’acquisto hai già impostato quando andrai a venderlo:
Alcuni broker hanno questa funzione integrata, altri non ce l’hanno quindi devi programmarti un alert quando raggiunge quelle determinate zone di prezzo.
Con il take profit e lo stop loss limiti l’emotività dell’investimento, non vieni tentato dall’avarizia di volere fare più soldi o dalla paura di non voler vendere perchè credi che il prezzo si rialzerà.
Il riassunto
Se hai letto le risposte qui sopra, questo è quello che resta. Se non le hai lette, questo è l’ordine in cui affrontarle.
La conoscenza è la prima cosa da alimentare per intraprendere qualsiasi percorso nella vita soprattutto se parliamo di denaro che, nel bene o nel male, influenza tutti gli altri aspetti. Impara il più possibile ed utilizza tutti i contenuti che ti abbiamo messo a disposizione per imparare (in fondo alla pagina ne troverai ulteriori scelti appositamente per iniziare ad investire)
Rispondi alle domande: quanto sono disposto a perdere? quanto voglio guadagnare? Dando risposta a queste domande traccerai la tua propensione al rischio
Sia a livello numerico che a livello pratico, mi spiego meglio con un esempio. Devo comprare un auto nuova tra 5 anni al costo di circa 20.000€ oppure devo mandare mio figlio all’università tra 10 anni al costo di 3000€ all’anno….creando i tuoi obiettivi sarà più semplice e più funzionale modellare il tuo portafoglio
Scegli dapprima l’asset allocation e poi le asset class che lo compongono ricordandoti sempre la regola della diversificazione e rispettando il tuo rapporto rischio/rendimento e i tuoi obiettivi
Sono lo strumento più efficiente sul mercato perchè ti permettono di gestire in autonomia i tuoi investimenti, a basso costo e replicando in modo passivo qualsiasi indice di mercato dall’azionario, all’obbligazionario, alle materie prime
Destina parte delle tue entrate al risparmio, come forma di protezione, e all’investimento grazie ad un PAC. Se hai liquidità in eccesso investila tramite un PIC e non lasciarne ferma troppa sui conti correnti
Nel testo troverai i migliori broker online per gli ETF. Ovviamente puoi rimanere con la tua banca se ha la sua piattaforma online ma occhio alle commissioni
Se hai un orizzonte temporale di medio-lungo periodo, la scelta più opportuna, monitora i tuoi investimenti una volta al mese e ribilancia il tuo portafoglio 1 o 2 volte all’anno a seconda se ci sono stati movimenti di mercato piò o meno significativi.
— Ogni giorno
Un buon investitore, che investe con consapevolezza ed in modo profittevole, è sempre aggiornato sull’andamento dei mercati finanziari (e non solo). Non serve guardare i grafici tutti i giorni: serve una fonte sola, di cui ti fidi, che ti arriva senza doverla cercare.
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— La lettura
Libri per principianti che ti consiglio personalmente, divisi per momento del percorso. Non sono i «diciannove migliori libri di finanza»: sono quelli che consiglierei a te, adesso, nell’ordine in cui li leggerei. Se sei all’inizio, il primo scaffale basta e avanza.
Non parlano di ETF né di borsa: parlano del rapporto che hai con i soldi. È da lì che si parte, e saltarlo è il motivo per cui molti mollano dopo sei mesi.
Qui si smette di parlare di mentalità e si comincia a parlare di strumenti. Sono i libri che spiegano perché la gestione passiva batte quasi sempre quella attiva — con i numeri, non con le opinioni.
La differenza fra un buon portafoglio e un buon risultato sei tu. Questi libri spiegano perché si vende nel momento peggiore, e come accorgersene mentre lo si sta facendo.
Cosa succede quando salta tutto, e perché è già successo molte volte.
Se dopo gli ETF vuoi comprare azioni singole — cosa che richiede più tempo di quanto immagini — questi sono i libri da cui partire.
Libri specialistici: hanno senso dopo i precedenti, non al posto loro.
Come mi guadagno da questi link. Sono link affiliati Amazon: se compri un libro passando da qui, Amazon mi riconosce una piccola percentuale, e tu paghi esattamente lo stesso prezzo. Non cambia quali libri consiglio — infatti alcuni di questi li puoi trovare in biblioteca, e va benissimo così.
— Quando sei pronto
Arriva un momento in cui studiare non basta più e serve qualcuno che guardi la tua situazione: quanto hai, dove ce l’hai, cosa ti stanno facendo pagare. Il check-up è l’analisi del tuo portafoglio: compili un questionario, noi lo esaminiamo, poi un tutor ti spiega a voce cosa ne è uscito.
È un servizio a pagamento, ed è giusto che tu lo sappia prima di cliccare. Se invece non hai ancora capito cosa ti serve, non comprare niente: scrivimi e parliamone.
Vedi il check-up finanziario— Ultime cose
Ultime cose da sapere. Buona parte delle persone che seguiamo è arrivata perché qualcuno gliene ha parlato: ecco come la pensiamo, detto senza giri di parole.
I soldi vanno e vengono, ma chi è istruito sulla loro gestione riesce a dominarli e può cominciare ad arricchirsi.
R.K.






