ETF India: perchè investire in questo mercato emergente?

Analisi dei migliori ETF sull'India e delle migliori azioni. Ma non solo, scopriamo l'India a livello economico, geografico e storico.
erf india

Eccoci alla seconda tappa del nostro viaggio nei mercati emergenti che ci farà scoprire l’India e con essa i suoi ETF.

Ricordo che ogni paese verrà analizzato sotto 3 punti di vista, 2 verranno toccati brevemente per comprendere meglio la sua fisionomia e 1 più tecnico. I temi trattati saranno a livello:

  1. geografico;
  2. storico;
  3. economico.

Successivamente analizzeremo i migliori ETF sul mercato riguardo il paese in questione e evidenzieremo le azioni più significative all’interno dei loro panieri.

La geografia dell’India

L’India, ufficialmente Repubblica dell’India, è un paese dell’Asia meridionale.

È il settimo paese più grande del mondo con 3.287.263 km2 e il secondo paese più popoloso con circa 1,39 miliardi di abitanti.

L’India è una repubblica federale dal 1950 governata con un sistema parlamentare democratico da Ram Nath Kovind, in carica dal 2017. La capitale dal 1931 è New Delhi.

Secondo il democracy Index è una “flawed democracies” e si posiziona come 53° paese al mondo.

La storia dell’India

Nel XIX secolo l’India passò sotto il dominio britannico. Il paese ottenne l’indipendenza solo nel 1947 grazie a Mohandas Gandhi e Jawaharlal Nehru, che assunse il ruolo di primo ministro.

Il subcontinente dal 1947 al 1971 si divide prima in 2 e poi in 3 grandi paesi: India, Pakistan e Bangladesh. Negli anni successivi si susseguirono 3 guerre di indipendenza molto cruenti.

Le riforme economiche del 1991 hanno rilanciato il paese come mercato emergente grazie all’ampia popolazione giovanile e alla posizione geografica strategica.

Tuttavia l’India deve affrontare ancora molteplici problemi che riguardano l’ambiente, la povertà e la corruzione.

L’economia dell’India

Il settore più sviluppato è quello dei servizi che rappresenta i 2/3 della produzione indiana anche se impiega meno di 1/3 della forza lavoro.

L’India è diventata infatti un importante esportatore di servizi informatici, servizi di outsourcing aziendale e programmatori di software.

L’economia risulta lo stesso molto diversificata e comprende anche agricoltura moderna, artigianato e attività industriali.

Il tasso di crescita della popolazione è costante anche se in diminuzione rispetto al passato. Nel 2021 si attesta al +1,04%.

Il 41,56% della popolazione fa parte della fascia di età tra 25 e 45 anni.

La piramide della popolazione è così configurata.

Il prodotto interno lordo (PIL) viene utilizzato per misurare le dimensioni e lo stato di salute dell’economia di un paese.

Noi non utilizzeremo il PIL nominale ma il PIL basato sulla parità di potere di acquisto (PIL PPP). Non si tiene conto della valuta locale ma si rapportano i valori considerando il cambio con il dollaro americano. Tale metodo permette di standardizzare tutti i dati e si può stilare quindi una classifica reale.

Il PIL PPP dell’India, secondo il Fondo Monetario Internazionale (FMI), nel 2021 è di 10.180 miliardi di dollari e si stima che nel 2026 possa raggiungere circa 15.820 miliardi di dollari (+55,40%).

Il PIL pro capite, relativo ad una singola persona, nel 2021 è di 7316 dollari e si stima che possa raggiungere i 10.870 dollari nel 2026 (+48,56%).

Il credit rating è abbastanza basso. Le 3 maggiori agenzie di rating attribuiscono questi valori:

  • Baa3 di Moody’s;
  • BBB- di Fitch;
  • BBB (low) di DBRS.

L’inflazione nel 2021 si attesta al 5,6% ma nei prossimi anni si stima possa scendere fino al 4%.

L’India, sotto il primo ministro Modi, ha intrapreso un rinnovamento commerciale.

Il paese commercia ogni anno:

  • 80 miliardi di dollari con la Cina;
  • 70 miliardi di dollari con l’ASEAN, valore che potrebbe raddoppiare nella prossima decade;
  • 20 miliardi con la Corea del Sud e il Giappone.

Da lato infrastrutturale e igienico-sanitario, dopo decenni di abbandono, l’India si sta impegnando ad investire il 20% del proprio bilancio in questi settori. Si parla di 1 miliardo di dollari tra il 2015 e il 2035.

La sua borsa è una delle più perforanti al mondo, tra cui troviamo il Nifty 50, grazie anche alla facilità di convertibilità della rupia. Sempre legato al mondo finanziario, un trend in crescita è quello assicurativo con polizze sulla casa, sull’auto e sulla vita.

I migliori ETF sull’India

Esistono 4 ETF sulla borsa italiana che vanno a replicare le azioni dell’India.

I 2 principali indici che replicano l’economia del paese sono:

  • Nifty 50, che replica i titoli azionari di 22 settori dell’economia indiana;
  • MSCI India, che replica i principali titoli azionari indiani.

Ecco a voi i 2 ETF sull’India che ho selezionato.

Xtrackers Nifty 50 Swap UCITS ETF 1C (XNIF)

etf india

I 3 settori più grandi sono:

  • 37,39 finanza
  • 17,29% informatica
  • 12,01% energia

Informazioni chiave:

  • dimensione del fondo – 111 milioni
  • replicazione – sintetica (unfunded swap)
  • data di quotazione – 05/07/2007
  • utilizzo dei proventi – accumulazione
  • TER – 0,85% annuo
  • P/E – 26,51
  • numero Titoli – 50

Le prime 10 posizioni in portafoglio detengono circa il 58,60%.

etf india

La performance annualizzata (riferita ad un singolo anno) degli ultimi periodi è stata del:

  • 33,57% nel 2021;
  • 18,83% negli ultimi 3 anni;
  • 12,49% negli ultimi 5 anni.

Lyxor MSCI India UCITS ETF – Acc (INDI)

etf india

I 3 settori più grandi sono:

  • 25,59% finanza
  • 17,78% informatica
  • 12,37% energia

Informazioni chiave:

  • dimensione del fondo – 800 milioni
  • replicazione – sintetica (unfunded swap)
  • data di quotazione – 25/10/2006
  • utilizzo dei proventi – accumulazione
  • TER – 0,85 % annuo
  • numero Titoli – 101

Le prime 10 posizioni in portafoglio detengono circa il 47,20%.

etf india

La performance percentuale annualizzata (riferita ad un singolo anno) degli ultimi periodi è stata del:

  • 32,70% nel 2021;
  • 18,66% negli ultimi 3 anni;
  • 9,96% negli ultimi 5 anni.

Le migliori azioni degli ETF sull’India

Le azioni più interessanti degli ETF sull’India sono:

  • Reliance Industries;
  • Infosys;
  • ICICI Bank Limited e Housing Development Finance Corporation Limited (HDFC).

Reliance Industries

Reliance è il più grande conglomerato privato indiano.

Le attività principali includono l’esplorazione e la produzione di idrocarburi, la produzione di prodotti petrolchimici, la raffinazione del petrolio, la vendita al dettaglio, le telecomunicazioni e molto altro.

È partita da essere una piccola società tessile a far parte della Fortune 500 statunitense.

Con una capitalizzazione di mercato di 240 miliardi è la 42esima società più grande del mondo.

Infosys

Infosys è leader globale nei servizi digitali di nuova generazione e nella consulenza.

I suoi servizi sono offerti in più di 50 paesi in tutto il mondo da più di 40 anni.

I segmenti principali del suo business riguardano i servizi finanziari (32%), retail (14%), comunicazioni (12%), energia (11%), manifattura (11%).

I principali clienti provengono dal Nord America (62%), dall’Europa (25%) e dall’India (3%).

Presenta una capitalizzazione di 95,5 miliardi di dollari.

ICICI Bank e HDFC Bank

Sono le due banche e istituti finanziari più grandi dell’India.

Hanno rispettivamente una capitalizzazione di 77,7 e 70,1 miliardi di dollari. 

Conclusioni

Un investimento fatto dai 3 ai 5 anni in uno dei due ETF sull’India citati in precedenza, avrebbero comportato un aumento del proprio capitale di più del 60%.

Le potenzialità di questo paese sono moltissime. Tra qualche anno diventerà la nazione più popolosa del mondo e con una età media inferiore ai 30 anni ci sono tutti i presupposti per una fiorente crescita.

Il governo deve essere bravo a gestire le risorse e dare la possibilità ai propri cittadini di formarsi e di lavorare all’interno del paese per non rischiare un’emigrazione di massa.

Se vuoi ricevere subito risposte per creare la tua strategia di investimento con gli ETF prenota una consulenza strategica, un nostro consulente ti ricontatterà.

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